S.O.S. dalla Patagonia Argentina
Buenos Aires: "Bariloche è un’incantevole città nel nord della Patagonia, si affaccia sul lago Nahuel Huapi, da cui prende nome l’omonimo parco nazionale, in una zona di una bellezza straordinaria.
Ricca di laghi, di fiumi dalle acque cristalline, incontaminate, circondata da alte montagne innevate come il Cerro Catedral ed il Cerro Otto, è il più importante centro turistico della Patagonia nord. Quello scrigno di bellezza straordinaria è diventato una cittadina, un centro turistico, grazie a Primo Capraro, un bellunese di Castion, che per realizzare il suo sogno ha fatto venire con sé molti altri bellunesi, come la figlia di sua sorella Matilde, Italia Candeago con il marito Noé De Barba ed i figli: Rinaldo e Enzo De Barba, che con la sorella, Helda, nata in Argentina, sono stati tra i primi albergatori della zona e continuano ancora al fronte dei loro hotel, tra i più belli della città. Con il tempo ci sono arrivati italiani da tutta l’Italia ed anche molti svizzero tedeschi. Ma per ironia del destino, in un posto abitato prevalentemente da italiani, da gente che ha fatto molto per la promozione turistica della città, ma che continua saldamente legata alla sua patria d’origine, l’Italia, non c’è nemmeno un consolato onorario". A lanciare l’allarme è Edda Cinarelli in un articolo pubblicato su Voce d’Italia, quindicinale edito a Buenos Aires e diretto da Sante Cervellin.
"Fino ad alcuni anni fa ce n’era uno", scrive Cinarelli. "Fabiana Tomba, cugina del campione italiano di scì, ne era la responsabile, poi se n’è andata. Partita lei si è chiuso il consolato onorario.
Il consolato generale più vicino è quello di Bahía Blanca, nella Provincia di Buenos Aires, a 12 ore di pullman da Bariloche. Un viaggio terribile per gli anziani.
Un altro modo per raggiungere quel consolato generale è in aereo, non c’è un viaggio diretto e bisogna fare per forza: Bariloche - Buenos Aires - Bahía Blanca.
È una situazione insostenibile per gli abitanti della Patagonia argentina, perché anche al Sud di Bariloche sembra che non ci siano consolati onorari. È caro mantenerli e lo potrebbe fare solo una persona molto ricca che abbia bisogno del titolo di console onorario per qualche ragione di prestigio, ma sembra che non interessi a nessuno. Molti connazionali e non solo i più anziani, considerate le distanze, preferiscono lasciar perdere e rinunciare alle pratiche consolari e al passaporto.
Il nostro Paese, l’Italia, nonostante la crisi economica non può abbandonare al loro destino tutti quegli italiani, almeno solo per una questione di popolarità dovrebbe aprire in un centro strategico della Patagonia, un luogo più facilmente raggiungibile da tutto il Sud dell’Argentina, un consolato generale, o fare in modo di risarcire le spese di viaggio a qualcuno, munito di spirito di altruismo, che si occupi di far espletare le pratiche di tutti quei connazionali, disseminati in un territorio molto grande, in parte inospitale ma molto bello".
Fonte: (aise)














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