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Massimiliano Codoro presenta il suo programma

Il candidato alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione Estero Europa Massimiliano Codoro presenta il suo programma di 10 punti e parla anche delle motivazioni che lo hanno portato a candidarsi

Care amiche e amici,

vi confesso che prima d’ora non sentivo così pressante l’esigenza dell’attivismo politico. Forse perché assorbito dal lavoro e dagli impegni della mia professione d’imprenditore, forse perché impegnato anche nel campo delle attività del sociale come nell’organizzazione e finanziamento di eventi e iniziative a carattere umanitario e degli scambi interculturali.

Da più anni invece, sento che dentro di me è fortemente cresciuta una positiva domanda di partecipazione, anche derivata dal fermento delle idee e delle proposte che sono in atto nella scenario politico del nostro Paese.

Per compiere questo passo, ho scelto di seguire due personali leve motivazionali: superare l’amarezza e l’indignazione per una politica assente nei confronti dei cittadini e nel contempo, poter sentire crescere intorno a me la fiducia e l’incoraggiamento - ad andare avanti - esternato da molti di Voi per - fare la scelta giusta - quella che solo le persone della società civile, dotate di specchiata moralità e fiere del proprio lavoro, possono intraprendere per rendersi utili nella rivendicazione e tutela delle istanze che da più parti delle imprese produttive e della cittadinanza attiva, giungono in nome di una maggiore trasparenza fiscale, della difesa e della tutela dei diritti fondamentali degli individui.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Penso ai diciottenni che voteranno e che saranno i nuovi protagonisti della vita democratica. Propongo questa riflessione perché, talvolta, si corre il rischio di dimenticare che politicamente non avviene lo stesso in tanti Paesi del mondo dove non vi è spazio per il dibattito, dove regna sovrana la repressione della libertà di pensiero e di voto. Penso anche però che non possiamo vivere nella trappola di un eterno presente che deforma il rapporto con la realtà concreta del territorio e dei rapporti con le persone. Sono convinto che la democrazia vive di impegno nel presente ma deve essere anche alimentata di memoria e positiva visione nel futuro.

Per questo, dobbiamo insieme preparare il nostro futuro di domani. Interpretare e comprendere le cose nuove.

La velocità delle innovazioni sospingono verso una nuova era: cambiano gli stili di vita, i consumi, i linguaggi e di pari passo mutano anche i mestieri e l’organizzazione della produzione. Scompaiono alcune professioni; altre ne appaiono. Giovani talenti vanno all’estero in cerca di un’affermazione che dovrebbero invece avere in Italia.

I cambiamenti, anche se repentini, tuttavia vanno governati per evitare l’insorgere di ingiustizie e di nuove marginalità.

L'autentica missione della politica consiste, proprio, nella capacità di misurarsi con queste novità, guidando i processi di mutamento e per rendere anche più giusta e sostenibile questa nuova stagione che nell’imminenza del voto, si è aperta, anzi spalancata innanzi a noi. L'orizzonte del futuro costituisce, il vero oggetto dell'imminente confronto elettorale.

Mi auguro una grande partecipazione al voto. Che nessuno rinunci a concorrere perché con il voto si decidono le sorti del nostro Paese.

Il nostro è anche un Paese solidale e generoso che nel momento dell’emergenza sociale è riuscito più volte a drizzare la schiena, segno evidente che la partecipazione è in grado di recuperare il gap dell’astensionismo, tuttora cospicuo.

La creazione di un nuovo progetto politico per un centrodestra dotato di maggiore impatto sulla scena politica italiana, da subito mi ha appassionato e attratto a sé, come del resto immagino sarà accaduto a molti di Voi elettori.

Per questo motivo ho deciso di accettare l’invito e di candidarmi alla Camera dei Deputati nella Lista unitaria di centrodestra Salvini-Berlusconi-Meloni per la Circoscrizione Estero Europa.

Io sono davvero orgoglioso di essere italiano. Con il mio impegno e la Vostra partecipazione, insieme potremo davvero migliorare questo Paese che è stanco di soprusi d’ogni sorta.

Le ragioni di questa ponderata scelta programmatica, affondano le radici nella volontà di scongiurare in ogni caso il pericolo rappresentato dalla prospettiva di una concorrenza dello schieramento di centrosinistra che, pur presentandosi frantumato innanzi agli elettori, storicamente conserva nei suoi gangli e ingranaggi le risorse per contrastare il processo di rinnovamento del nostro Paese.

La scelta politica che sono certo realizzeremo è dettata dal senso di responsabilità e dall'amore verso il nostro Paese.

Una precisa scelta tesa a rappresentare a Voi elettori, tutta la volontà di un uomo sincero, forte dell'esperienza maturata nel mondo dell'impresa, estraneo al passato delle inchieste sugli avvenimenti politici e scevro da convenienze personali di ogni sorta.

Le mie non sono parole al vento: porto a testimonianza il successo delle mie aziende, le molteplici attività anche filantropiche nel sociale, così come la stima ricevuta da molti top-manager nel campo dell’imprenditoria, insieme alla mia personale attitudine e capacità a - saper riformare per poter attuare - rendendo più efficiente, veloce e meno costosa la policy a favore e tutela degli italiani all’estero, in particolare tramite la sburocratizzazione, riorganizzazione, informatizzazione e innovazione digitale del mondo dei Consolati.

Un progetto certamente ambizioso ma realizzabile, volto, tra l’atro, a un ridimensionamento della disoccupazione, presupposto imprescindibile per garantire migliori tutele anche a quei giovani talenti che non devono più essere costretti a fuggire all’estero, bensì rivendicare posti di lavoro qui in Italia, a tutto vantaggio delle risorse culturali e produttive del nostro Paese.

Vorrei con Voi instaurare una sorta di continuità concettuale d’intenti, espressione di molteplici attività, proposte e iniziative, riconducibili alle funzioni propositive che spettano a tutti noi, dentro ma anche fuori il campo politico.

Qui, proprio da queste mie righe, desidero offrire una visione più chiara possibile dei temi sopracitati che insieme a Voi, affronterò e per i quali mi batterò con il mio personale impegno, nella prospettiva di un rapporto reciproco, funzionale al programma stesso, ossia un sistema all’interno del quale ciascuna funzione e attività, iniziativa, progetto ed evento, inter-dipende e inter-agisce con gli altri al preciso scopo di creare una continuità, espressione di valori per l’appunto funzionali al programma degli intenti che vi presento.

La certezza è di poter, da subito e negli anni, percorrere il sentiero scelto dai nostri leader, in grado di garantire la governabilità del Paese fino alla sua naturale scadenza e oltre.

Il programma politico che ho condiviso con molti di Voi, riguarda anche le istanze dei nostri concittadini che per vari motivi risiedono all’estero e si basa su 10 essenziali punti programmatici che invito a commentare: Detassazione della prima casa in Italia; Consolato digitale; Tutela del Made in Italy; Estensione del reddito di inclusione; Esenzione fiscal sul rientro delle pensioni in Italia; Lingua italiana; Rientro dei cervelli; Associazionismo italiano all'estero; Circoli di centrodestra in Europa; Fine del roaming anche in Svizzera.

Gli ultimi governi di Mario Monti, Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, sono stati scelti dal Presidente della Repubblica e non dagli italiani. Da subito dobbiamo ripartire, e farlo bene, per cambiare in meglio l’Italia.

Ecco perché non possiamo vivere nella trappola di una sorta di eterno presente. Dobbiamo invece guardare al futuro, anche se può evocare incertezze. Ma i cambiamenti vanno governati per evitare che si creino diseguaglianze di sorta.

È proprio questo il compito della politica: il dovere di proposte adeguate, concrete, come richiesto dal Paese.

In ciò, il sociale e la sicurezza, insieme al lavoro, sono le prime questioni da affrontare e risolvere, soprattutto per i giovani; così come va garantita la sicurezza per tutti quelli che lavorano. Ed è questa la mia personale visione-antidoto al populismo, all'antipolitica.

L’Italia non è ancora pienamente fuori dalla crisi economica. Ma nemmeno la situazione economica a livello europeo è più serena. Il periodo peggiore, quello dell’allarme rosso che è durato fino al 2013, adesso è passato ma la situazione nella quale ci troviamo oggi, tuttavia presenta un rischio moderato.

Ciò che veramente è cambiato e migliorato è il sentiment dei mercati: un fattore che rappresenta le ansie e le paure dei mercati stessi. Questo fattore, durante la crisi è stato molto pericoloso, perché in alcuni casi si è sostituito ai dati oggettivi di natura economica, esasperando delle situazioni di per sé già complicate.

Nello specifico, la situazione dell’Italia in questa ottica di un sentiment europeo più tranquillo, vede i macro indicatori sottolineare una certa ripresa; certamente lenta che però - giace sotto la cenere - pronta e decisa ad uscire.

Quindi, senza abbassare la guardia, possiamo dire che siamo cresciuti, almeno un po’, anche se il divario con gli altri Paesi europei c’è e si tocca con mano!

Il timore è appunto che i nostri fardelli strutturali, quali il debito pubblico, il credito deteriorato ed una produttività ancora lontana dagli altri Paesi europei, rallentino la crescita italiana, spingendo verso una divaricazione tra la nostra economia italiana e quella degli altri partner europei.

L’impegno partecipativo a cui saremo tutti chiamati, non deve però passare sottaciuto o inascoltato!

Insieme dobbiamo farci sentire attraverso il voto, la sola e unica arma democratica che la Costituzione assegna a tutti noi per dire basta ai privilegi dei pochi a danno dei molti e con la prospettiva di poter da subito guardare tutti insieme con fiducia verso un futuro più radioso per il nostro Paese che desidero vedere come attore protagonista nelle politiche interne, così come in Europa, anzi per avere più Italia in Europa.

Facebook: fb.me/codoroallacamera

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