You are here: Home Lombardi nel Mondo Nazioni Asia/Africa Articoli Cultura e curiosita' Hong Kong-Mantova Il viaggio musicale di Ugo Conta
Accedi a ..
Ospitalità Mantovana .....
logo-albergo-hotel-bianchi-mantova.png
In Evidenza ...

Hong Kong-Mantova Il viaggio musicale di Ugo Conta

«Per me è una grandissima gioia essere nella mia città con la possibilità di suonare per questa iniziativa». Ugo Conta, in viaggio sentimentale con la signora May Chau, incontrava, prima di Pasqua, l’avvocato Guido Benedini, amico d’infanzia e presidente del Teatro Sociale

Pagina 35 – Primo Piano

From Hong Kong to Mantua: Ugo Conta, in viaggio sentimentale con la signora May Chau, incontrava, prima di Pasqua, l’avvocato Guido Benedini, amico d’infanzia e presidente del Teatro Sociale. Si delineava un’idea-proposta, subito accolta da Ugo con il tradizionale entusiasmo riservato a qualsiasi occasione mantovana. Nella terza settimana di giugno, Conta tornava apposta, sempre con May Chau, per definire nei particolari proprio quel progetto, del quale aveva parlato in primavera con Benedini. «Per me una grandissima gioia - dice Ugo - anzittutto essere nella mia Mantova, con la possibilità, addirittura, di suonare al Sociale e per un’iniziativa della quale, spero, venga colto anche il significato aggiunto, oltre quello musicale...». Per Conta, un ritorno anche ai ricordi giovanili: nella primavera del 1957 il Sociale si apriva al jazz, con i pionieri: «Anche allora ero alla batteria, con Enzo Galletti trombone, Luciano Camin contrabbasso e, special guest, il trombettista americano Bill Gilmore». Subito dopo, affrontava la scena milanese, al Santa Tecla, locale di culto per cantanti e musicisti rampanti, che potevano chiamarsi Adriano Celentano, Enzo Jannacci, Pino Sacchetti, Giorgio Buratti, Giorgio Gaber. Ugo però entrava in una formazione che allora andava per la maggiore, quella di Bruno Rauchi: «C’erano Sergio Endrigo, Riccardo Del Turco, l’amico mantovano Gianni Bedori, grande sassofonista, poi diventati famosi».

La svolta esistenziale avveniva però 46 anni or sono, il 29 giugno 1963: Ugo sbarcava ad Hong Kong con un complesso italiano, chiamato ad inaugurare l’Hilton Hotel. Successo dopo successo, finiva per rimanere nella metropoli cinese, ma da immigrato d’assalto. Apriva nel 1969 il Mantua Judo Club, essendo lui cintura nera, sesto dan. Faceva tesoro di quanto aveva imparato a Mantova nella SAMJ con il maestro Bruno Tosi. Allora, gareggiavano personaggi come Mario Cattafesta e Rino Bulbarelli (giornalisti); Claudio Gallico (docente universitario, musicologo); Gilberto Finzi (poeta), Francesco Lusvardi (medico). Durante gli Anni 90 veniva chiamato addirittura alla presidenza della Hong Kong Judo Federation. Poi l’avventura nella ristorazione, dal 1976 al 1992 con il Rigoletto, mantovano non solo per il richiamo verdiano dell’insegna, ma soprattutto per i piatti proposti in menu (tortelli, risotti) e per i prodotti fatti arrivare da Mantova, come il Vialone Nano. Passava un decennio ed ancora un ristorante, ‘Ugo’ tenuto dal 2002 al 2006, con cucina sempre mantovana. Questo senza abbandonare la musica, nei ristoranti mai mancava il pianoforte, ad offrirgli occasioni estemporanee. Ma si ritrovava anche professionista, unico italiano in gruppi formati da jazzisti USA e britannici, che tenevano 11 concerti tra giugno e luglio 1997 per il ritorno di Hong Kong alla Cina. Il legame con la città natale sembra rafforzarsi nel tempo e già lo hanno dimostrato le periodiche rimpatriate, compresa quella del matrimonio, accolte dagli amici di sempre. (rda)

 

E martedì il concerto al Teatro Sociale

L’esibizione del suo gruppo per sostenere i lavori di ristrutturazione

‘Jazz nostalgia of the 60s’: dunque nostalgie jazzistiche degli Anni 60, proposte dall’Ugo Conta Italian Quintet per la sera di martedì 24 novembre, ore 21 al Teatro Sociale della sua Mantova ma soprattutto ‘per il Sociale’.

Quel ‘per’, infatti, va interpretato, nelle intenzioni della signora May Chau Conta che promuove il concerto nella città natale del marito Ugo, dando continuità al rapporto Hong Kong-Mantova iniziato fin dagli Anni 80 con i premi-concorso per violino e pianoforte dedicati ad Ada Dal Zoppo ed a Rinaldo Rossi. L’incasso della serata - così ha voluto May Chou, presidente dell’Academy fon Contemporary Arts & Languages - sarà destinato a sostenere interventi di ristrutturazione del teatro.

«Non potevamo che accogliere Ugo e signora a braccia aperte», la reazione scontata dell’avvocato Guido Benedini, presidente del Condominio, venutosi a trovare tra due sentimenti, diciamo uno personale, l’altro ufficiale.

«Il fatto è - spiega - che io e Ugo siamo cresciuti assieme, bambini, a Governolo, conoscevo i suoi genitori musicisti e l’amicizia ha sempre trovato modo di essere conservata, nonostante la distanza. Ho potuto essergli vicino, per i problemi contrattuali e amministrativi, anche per i Premi Dal Zoppo e Rossi».

L’altra momento del rapporto riguarda, ovviamente, il teatro e il presidente spera nella risposta del pubblico: «La storia del Sociale non è certo segnata dalle sponsorizzazioni e il concerto, interamente sostenuto da May Chau, lo è. Quale che sia il risultato, darà un contributo al restauro della facciata, che conto di poter avviare nel 2010, inizialmente dal versante su corso Umberto, il più ammalorato». Il clima da nostalgie del mantovano extra muros che aleggia intorno all’avvenimento non deve prevalere sulla sostanza, cioè esecutori e repertorio: da George Gershwin a Cole Porter, da Irvin Berlin a Duke Ellington, a Bruno De Filippi. C’è una novità nella formazione del quintetto: al previsto Luigi Marson, subentrerà al pianoforte Paolo Arrigoni, uno dei più interessanti tra i giovani talenti italiani, già con tre CD all’attivo e accolto da lusinghieri riscontri critici. Restano fermi, con Ugo Conta alla batteria, Bruno De Filippi (armonica e chitarra), Emilio Soana (tromba), Daniele Tortora (contrabbasso).

Document Actions
Share |
Editoriale

Giovani italiani all’estero: rientro, popolamento e solidarietà

Workshop organizzato per mettere a punto le proposte emerse nel seminario organizzato l’11 ottobre u.s., presentato a sua volta dal giornalista Luciano Ghelfi e introdotto dallo storico Emilio Franzina, moderato in entrambe le occasioni da Gianni Lattanzio, ha visto entrambe le volte la partecipazione di consiglieri del CGIE, esponenti politici quali i deputati Fucsia Fritzgerald Nissoli (FI) Gianni Marilotti (5 Stelle) e Massimo Ungaro (PD) e poi Simone Billi, Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati (Lega) e la Senatrice Laura Garavini (PD), quindi esperti come Toni Ricciardi (Università di GINEVRA), Maddalena Tirabassi (Direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, Globus et Locus) Riccardo Giumelli (Università di Verona), Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Franco Pittau (Centro Studi Idos). Le conclusioni del workshop sono state affidate al Dir. Gen. per gli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI, Amb. Luigi Maria Vignali, e all’On. Fabio Porta, del coordinamento del Comitato. continua>>
Tutti gli Editoriali