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AFRICA/EGITTO - Cristiani nelle liste elettorali islamiste. Il portavoce dei salafiti: siamo obbligati dalla legge

La presenza di cristiani copti nelle liste del Partito salafita al-Nour.

Il Cairo (Agenzia Fides) - La presenza di cristiani copti nelle liste del Partito salafita al-Nour è un “atto dovuto” a cui i leader della formazione di matrice islamista sono obbligati dalla legge elettorale, e rientra nei pre-requisiti costituzionali che le formazioni politiche devono ottemperare per essere ammesse alle prossime elezioni parlamentari. Così lo sheikh Adel Nasr, portavoce ufficiale del gruppo al-Dawa al-Salafiyya, ha legittimato con una dichiarazione pubblica rilasciata mercoledì scorso la ricerca da parte dei leader di al- Nour di attivisti noti per la loro appartenenza alla comunità cristiana copta da inserire nelle liste del Partito conservatore salafita per poter partecipare alla competizione elettorale in programma nei prossimi mesi di marzo e aprile.
Negli ultimi giorni ha annunciato l'intenzione di candidarsi nelle liste del Partito conservatore salafita anche l'attivista copto Nader El-Serafy, esponente della formazione politica Ghad el-Thawra e co-fondatore di "Copts 38", il movimento di laici sorto nel 2011 per chiedere il ripristino delle disposizioni canoniche stabilite dalla Chiesa copta ortodossa nel1938 – e successivamente abrogate – che ammettevano 9 condizioni in cui era concesso ai cristiani copti di divorziare. El- Sarafy ha difeso la sua decisione – criticata anche da molti esponenti di “Copts 38” - ricordando che la Chiesa copta non ha mai condannato la scelta dei cristiani che decidono di militare nei Partiti di ispirazione islamista.
La legge elettorale in vigore stabilisce che i cristiani copti devono essere rappresentati da almeno 24 candidati nelle liste di Partito che concorrono a livello nazionale.
I leader salafiti egiziani hanno più volte dato disposizione ai loro seguaci di non rivolgere messaggi di augurio ai cristiani in occasioni delle festività del Natale e della Pasqua, bollando tali comportamenti di cortesia come una glorificazione della “religione degli infedeli”. Nel contempo, esponenti di punta del Partito salafita al-Nour come Ashraf Tabet e Salah Abdul Maaboud avevano già da tempo confermato la disponibilità a inserire candidati copti nelle proprie liste elettorali, in ottemperanza ai regolamenti vigenti. Secondo fonti locali consultate dall'Agenzia Fides, la ricerca di battezzati da candidare nelle liste islamiste sembra indirizzarsi verso ambienti e gruppi come “Copts 38”, che in passato hanno assunto posizioni di dissenso nei confronti delle gerarchie episcopali. (GV) (Agenzia Fides 31/1/2015).

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