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La Cina nel 2012: scenari e prospettive per le imprese

Il Rapporto Annuale della Fondazione Italia Cina raccoglie ricerche, analisi di rischio e previsioni nel breve-medio periodo sulla Cina

Alla presentazione del Rapporto il Presidente della Fondazione Italia Cina Cesare Romiti ha sottolineato: “Fino a poco tempo fa la Cina rappresentava soprattutto una piattaforma di produzione, approvvigionamento ed esportazione, oggi è sempre più rilevante quale fonte di investimenti diretti esteri e per il fatto che vi risiede una popolazione dinamica ed imprenditoriale che rappresenta un quinto del pianeta ed ha la possibilità di studiare, viaggiare, investire e lavorare all’estero.”

 

La pubblicazione prevede cinque sezioni:

 

le prime tre riportano un’analisi di rischio paese da un punto di vista politico, macroeconomico e di contesto ambientale

le ultime due sezioni espongono le principali implicazioni ed opportunità (beni di consumo, prodotti industriali e servizi) per le imprese italiane.

 

Sono state inoltre introdotte quest’anno alcune schede di imprese italiane operanti nei settori alimentare, macchinari e automotive.

 

Tra le opportunità in entrata gli analisti focalizzano l’attenzione sugli acquisti tax free dei turisti di nazionalità cinese in Italia (in collaborazione con Global Blue).

 

Il rapporto espone anche i risultati di un’indagine, realizzata in collaborazione con Officina Etica Consulting, sul comportamento delle imprese italiane in Cina in materia di responsabilità sociale d’impresa.

 

Highlights del rapporto 2012

 

Secondo le nostre stime, l’economia cinese continuerà a crescere nel 2012 a un tasso intorno all’8%, comunque certamente non sotto al 7%, obiettivo del Dodicesimo Piano Quinquennale.

Le esportazioni nel 2011 sono cresciute del 20,3%, mentre le importazioni sono cresciute del 24,9 %. Le esportazioni dovrebbero crescere nel 2012 del 10%, considerando il probabile indebolimento della domanda estera.

Gli investimenti diretti esteri (IDE) hanno mantenuto un livello di crescita moderatamente alto, con un tasso di crescita annuo del 13,15%, raggiungendo una cifra di 116 miliardi di dollari alla fine del 2011. Secondo il World Investment Report 2011 dell’UNCTAD, la Cina, attualmente (al secondo posto dopo gli Stati Uniti per quanto riguarda l’attrazione di investimenti diretti esteri) resterà tra le destinazioni più attraenti per gli IDE per i prossimi tre anni.

L’inflazione dovrebbe mantenersi quest’anno a un livello del 4-5%

Ci aspettiamo che la Cina continuerà la sua rivalutazione rispetto al dollaro americano nel corso del 2012. Questo sarà un processo graduale, ma potrà arrivare al 5%.

Da un punto di vista demografico assistiamo a un continuo processo di urbanizzazione. La classe medio-bassa (redditi tra i 4.000 e i 12.000 dollari USA annuali) passerà dagli attuali 100-200 milioni di persone a 500-600 milioni entro il 2020.

Ad oggi il dato dei consumi annui pro capite per le famiglie residenti in area urbana è di 15.161 RMB. Le vendite al dettaglio sono cresciute del 15% nel 2011 e manterranno un tasso di crescita a doppia cifra anche nel 2012.

I costi continueranno ad aumentare, trainati dal costo del lavoro che crescerà ancora a causa di un mercato sempre più dinamico e degli sforzi del Governo per aumentare i livelli salariali e migliorare la protezione sui diritti del lavoro. I salari minimi sono stati corretti verso l’alto in 12 province e città della Cina nei primi tre mesi del 2011. Il Governo cinese si sta impegnando ad aumentare i salari minimi ogni anno nel tentativo di ottenere un raddoppio dei salari entro la fine del 2015.

 

Il Rapporto è elaborato dal CeSIF, il Centro Studi per l’Impresa della Fondazione Italia Cina con il contributo scientifico di Interchina Consulting. Il Rapporto è stato pubblicato con il supporto di Genertec Italia e ICBC Europe Milan Branch.

 

Informazioni:

Fondazione Italia Cina

www.newsmercati.com

 

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