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Corea del Nord, l'ultimo baluardo del comunismo

La morte del Caro Leader Kim Jong-il apre una fase di inquietudine sul futuro della Corea del Nord: Kim Jong-un, il terzogenito del defunto capo nord-coreano è praticamente sconosciuto e questo lascia pensare che il potere verrà gestito da altre personalità politiche. Saprà la Corea del Nord riuscire ad armonizzare i suoi rapporti con la comunità internazionale?

La Corea del Nord resta fedelmente ancorata, assieme ad alcuni altri paesi, all'ideologia marxista, nonostante il palese superamento della visione socialista reale sia ormai una realtà ampiamente consolidata. Probabilmente è l'unico paese al mondo ad ergersi come strenuo difensore del marxismo, rivisitato in chiave nazionale, e ad accusare il mondo occidentale di complotto imperialista e anti-socialista. In realtà la Corea del Nord è uno stato retto da una dittatura politico-militare assoluta, con una economia praticamente al collasso ed una popolazione soggetta ad un controllo ferreo ed instancabile da parte del regime.

La Corea del Nord in quanto entità statuale nasce nel 1945 quando l'Impero Giapponese si sfalda e la penisola coreana viene pertanto suddivisa in due sfere di influenza. La Repubblica Popolare Democratica di Corea (questa la denominazione ufficiale) è retta secondo i rigidi principi stalinisti da Kim Il-sung (divenuto Presidente Eterno dopo la sua morte e pubblica glorificazione) sino al 1994; durante questo lungo periodo si sedimenta profondamente l'ideologia comunista e si militarizza praticamente tutto il paese. Si può affermare senza tema di smentite che la Corea del Nord è stato uno dei paesi più isolati del mondo e più rigidamente controllati.

Nel 1997 viene nominato ufficialmente a capo del PLC (Partito del Lavoro di Corea) Kim Jong-il, il figlio del defunto dittatore divenuto Presidente Eterno, inaugurando così un regime comunista dinastico dittatoriale. In quegli anni, venuto meno il corposo aiuto economico dell'URSS, la popolazione nord-coreana viene pesantemente investita da una crisi alimentare gravissima: molteplici fonti riferiscono di centinaia di migliaia di morti. Il pesante isolamento internazionale, la produzione agricola insufficiente, il razionamento dei beni di prima necessità, la penuria di farmaci, rendono le condizioni di vita molto difficili. Per tentare di porre un argine alla crisi economica, non volendo rinunciare al sistema socialista, le massime autorità dello stato ricorrono ad una politica aggressiva e minacciosa, specialmente nei confronti della Corea del Sud e degli USA.

Kim Jong-il decise di incrementare ancor di più il ruolo e l'importanza dell'esercito all'interno del paese: lanciò la propagandistica campagna l'esercito prima di tutto convinto che il rafforzamento della produzione degli armamenti potesse dare nuovo slancio all'economia in modo da rafforzare il suo controllo sulla nazione. Kim Jong-il accentrò nelle sua persona le cariche di: segretario generale del PLC, presidente della Commissione nazionale di difesa e supremo comandante delle forze armate. Visto il preponderante ruolo dell'esercito e dato che l'autorità suprema dello stato era la Commissione nazionale di difesa, Kim (pur non essendo presidente, ruolo assegnato in permanenza al padre defunto) aveva di fatto il controllo assoluto di tutto l'apparato statale. Il controverso programma nucleare della Corea del Nord sarebbe servito al leader nord-coreano per ottenere, in cambio del suo smantellamento, ingenti aiuti economici ed alimentari per poter continuare a gestire il suo potere assoluto.

La Corea del Nord dispone di missili a lungo raggio, di armi nucleari (il cui arsenale è peraltro difficile stimare) ed è lo stato più militarizzato al mondo: l'esercito può contare su un milione di effettivi e oltre quattro milioni di riserva. Tale enorme potenziale militare può costituire una minaccia anche per le nazioni più distanti. Le spese militari incidono pesantemente sul PIL e riducono sensibilmente le risorse a disposizione della popolazione. Nessuna possibilità ha il dissenso di esprimere la propria opinione: alcuni esuli hanno riferito la presenza di campi di detenzione ove i prigionieri subiscono torture, violenze e vengono uccisi in modo brutale.

I rapporti con la Corea del Sud procedono a fasi alterne: relativi momenti di distensione sono seguiti da episodi di aggressione e di scontri militari. La pacificazione definitiva della penisola coreana è ancora molto lontana, nonostante gli impegni assunti dai due paesi in ambito internazionale (nel 2007 i leader dei rispettivi paesi si impegnarono ufficialmente a proseguire nei colloqui di pace). Attualmente la Corea del Nord è in buoni rapporti solamente con Cina, Vietnam, Cuba, Laos, Cambogia e Russia. L'atteggiamento minaccioso, il bassissimo rispetto dei diritti umani, le prese di posizione contro il mondo occidentale non permettono alla Corea del Nord di poter intrattenere buoni rapporti con il resto del mondo. Il fortissimo culto della personalità del Presidente Eterno e di suo figlio, sostituiscono qualsiasi altra pratica religiosa: lo stato ufficialmente ateo, in realtà obbliga i suoi cittadini a prestare una devozione al limite dell'idolatria nei confronti dei suoi leader politici.

Il 17 dicembre 2011 Kim Jong-il muore improvvisamente per un attacco cardiaco. Viene quindi ufficialmente sostituito dal figlio Kim Jong-un, formato e designato dal padre come suo successore. Già nominato Brillante Compagno (epiteto attribuitogli in segno di grande importanza, così come venne definito Caro Leader suo padre e Grande Leader il nonno) e nel 2010 generale dell'esercito (abbiamo già parlato della fondamentale importanza dell'esercito nella politica nord-coreana) di lui in realtà si sa molto poco. E' molto probabile, vista anche la giovane età del nuovo leader, che il controllo o meglio le decisioni più importanti vengano prese dai vertici militari e del PLC, perlomeno finchè non sarà chiara la capacità del nuovo capo di porsi come arbitro assoluto della nazione più controllata del pianeta.

Ivan Tresoldi

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