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Lombardi nel Caucaso - In prima linea nelle relazioni economiche che crescono

A Baku Mattarella, con a fianco il ministro degli Esteri Moavero Milanesi, ha confermato che il TAP per l’Italia è strategico, e merita quindi di essere completato, seppure con le dovute garanzie per l’ambiente. Una risposta agli ambientalisti che in Puglia non cessano di protestare rumorosamente, trovando anche qualche sponda all’interno dell’attuale governo
Lombardi nel Caucaso - In prima linea nelle relazioni economiche che crescono

Foto: http://www.azerbaijannews.eu

 

Arrivi a Baku, capitale dell’Azerbaigian e ti ritrovi al centro del grande gioco dell’energia. Gas naturale e petrolio partono da qui per raggiungere l’Europa. E in prima linea nella business community italiana c’è una lombarda nel mondo DOC come Manuela Traldi, avvocata con base a Roma e solidissime radici mantovane, che è la presidente della Camera di Commercio Italo-azerbaigiana.

Con un doppio viaggio nell’arco del mese di luglio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto sottolineare l’attenzione italiana per quanto si muove nella complicata regione del Caucaso. Georgia, Azerbaigian, appunto, e da ultimo l’Armenia. Il Capo dello stato ha incontrato i vertici dei tre paesi: ha registrato un estremo interesse per l’Italia, ma anche la crescente presenza degli imprenditori italiani nell’area. A Baku, come a Tbilisi, è intervenuto a due affollati forum economici, organizzati per mettere in contatto e a confronto gli operatori italiani con quelli georgiani e azeri.

Ad offrire maggiori opportunità è sicuramente l’Azerbaigian, nostro primo fornitore di petrolio, e secondo di gas. A rendere sempre più stretti i legami il gasdotto in costruzione, che dalle rive del Mar Caspio sta approdando sulle coste del Salento, meglio conosciuto come TAP (Trans Adriatic Pipeline). Il TAP in realtà è solo l’ultimo tratto di un progetto ambizioso, il corridoio meridionale del gas, che attraversa Georgia, Turchia, Grecia e Albania, offrendosi quindi come alternativa a tutti i percorsi che interessano la Russia, o quantomeno il territorio russo.

A Baku Mattarella, con a fianco il ministro degli Esteri Moavero Milanesi, ha confermato che il TAP per l’Italia è strategico, e merita quindi di essere completato, seppure con le dovute garanzie per l’ambiente. Una risposta agli ambientalisti che in Puglia non cessano di protestare rumorosamente, trovando anche qualche sponda all’interno dell’attuale governo.

Ma se il settore energetico fa la parte del leone, in Azerbaigian si aprono interessanti prospettive anche nel settore delle infrastrutture, come testimonia l’inaugurazione di un grande petrolchimico tutto made in Italy a Sumgait, a pochi chilometri dalla capitale Baku. Per la società vincitrice dell’appalto, la Maire Tecnimont, una commessa da 350 milioni di euro.

Ma è proprio Manuela Traldi ad averci spiegato come interessanti occasioni di business si stiano aprendo anche per il settore agroalimentare, vista la necessità di tecnologie di avanguardia per produrre di più in ambienti caldi e aridi. “Non è facile entrare in contatto con l’economia dell’Azerbaigian”, ci ha spiegato, “perché bisogna avere da offrire qualcosa di cui vi sia necessità. Ma se si rispettano le regole locali, i margini di crescita sono molto interessante, visto che il paese è ormai uscito dalla crisi che ha attraversato negli anni che abbiamo alla spalle, quando il prezzo del petrolio era crollato”.

Le comunità italiane da queste parti sono piccole, ma agguerrite, quasi esclusivamente formate da chi ha legami d’affari con questi paesi. Legami recenti, nati a partire dagli anni Novanta, dopo la fine dell’Unione Sovietica. Anche in questo l’Azerbaigian primeggia per numeri. E i lombardi nella trincea del lavoro sono sempre presenti.

Luciano Ghelfi

Direttore Editoriale

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