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Mattarella, Italia e Africa indissolubilmente legate

Conclusa la visita del Presidente della Repubblica Mattarella in alcuni Paesi africani, per diversi aspetti storica, si comincia a tracciare un primo bilancio

Dopo Addis Abeba e Yaounde, il filo speciale che lega Italia e Africa ripassera’ per Roma il 18 maggio con la prima Conferenza interministeriale destinata a confermare la rinnovata attenzione nei confronti del continente attraverso una partnership “su un piano assolutamente paritario”. Nel corso del suo viaggio africano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato la presidente dell’Unione Africana,  Nkosazana Dlamini-Zuma, che ha chiesto che “l’Italia faccia da ambasciatrice UA” presso la UE. L’incontro romano di maggio sara’ il primo banco di prova.

“I destini di Italia e Africa sono legati in maniera indissolubile nel futuro. E la
collaborazione è sempre più indispensabile. L’Italia lo ha compreso, anche per questo il 18 maggio vi sarà la Conferenza inter-ministeriale Italia-Africa a Roma e mi auguro divenga punto prioritario dell’agenda di tutta l’Unione Europea”, ha detto Mattarella, prima di lasciare Yaoundè, capitale del Camerun, ultima tappa del suo viaggio di Stato in Africa dopo la visita in Etiopia terminata mercoledì.

“La collaborazione in corso è molto buona, in particolare quella tra Italia e Camerun soprattutto su vari problemi e fronti: rifugiati, migrazioni, lotta al terrorismo e scambi commerciali e culturali. Mi auguro divenga sempre più intensa tra Italia e Africa ma anche tra l’Unione Europea e l’Africa”, ha detto il capo dello Stato.

Accompagnato dal viceministro degli Esteri Mario Giro e dal ministro per l’struzione e la ricerca Stefania Giannini, Mattarella si e’ fermato in Africa otto giorni: prima di lui in Camerun non c’era mai stata una visita di un capo di stato italiano. Immigrazione, terrorismo, integrazione economica e culturale sono stati il filo rosso che ha legato le tappe del lungo viaggio. “Povertà ed ignoranza” sono il bacino nel quale può attecchire l’odio” che provoca le guerre dalla quali “migliaia di persone, donne e bambini, fuggono” alla ricerca della sopravvivenza. “Nessuno lascerebbe la propria terra se potesse vivere in pace e senza il grave pericolo di morte”, ha detto Mattarella dopo aver visto con i propri occhi la realtà del campo profughi di Tirkidi in Etiopia: 100 mila profughi, degli 800 mila presenti nel paese e l’Italia e’ in prima fila ad aiutare.

La presenza italiana punta sullo sviluppo economico e sulla cultura. Roma ha deciso di investire molto nella cooperazione universitaria e scolastica, nella formazione delle future classi dirigenti etiopiche e camerunensi. “La collaborazione è sempre più indispensabile e l’Italia lo ha compreso”, ha sottolineato Mattarella. “Mi auguro
divenga punto prioritario dell’agenda di tutta l’Unione Europea”.

In Camerun è già avviata e si intensificherà la collaborazione tra gli atenei italiani e quelli della nazione africana (l’italiano sarà insegnato anche in 66 licei e in tre
corsi di laurea) ed aumenterà anche la presenza delle imprese (oltre alla Ferrero, presente nel paese fin dal 2006, la Pizzarotti è vicina ad aggiudicarsi un bando per la costruzione di 10mila abitazioni a Yaoundè, mentre l’azienda umbra Piccini realizzerà il nuovo stadio di calcio della capitale). In Etiopia il governo ha chiesto apertamente all’Italia di inviare ingegneri e docenti per contribuire alla realizzazione di distretti industriali nella regione di Addis Abeba, sottolineando che l’occupazione lavorativa dei giovani è lo strumento più efficacie per sottrarli al reclutamento terroristico o per evitare che provino a raggiungere l’Europa a rischio della loro vita.

Fonte: www.onuitalia.com

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Editoriale

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