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Viaggi, "la Tunisia si allea con l'Italia". Parla il ministro del turismo

La Tunisia si conferma il paese del nord Africa più vicino all'Italia per le tradizioni che ci accomunano e a cui siamo legati da vincoli di antica amicizia. Per la Tunisia è prioritario sviluppare il mercato di casa nostra, anche in vista di EXPO 2015

C'è anche un pezzetto della nostra Sicilia, nella medina di Tunisi. Nei pressi del souk delle erbe, nel palazzo Dar Bach Hamba, costruito da dignitari religiosi e gestito oggi dalla fondazione Orestiadi di Gibellina in provincia di Trapani, è collocato un museo permanente di arti decorative con lo scopo di valorizzare la tradizione artigianale e artistica della Tunisia e della Sicilia.

La Tunisia si conferma il paese del nord Africa più vicino all'Italia per le tradizioni che ci accomunano e a cui siamo legati da vincoli di antica amicizia. L'Italia gode infatti in questo paese nordafricano di un capitale di simpatia che occorre continuare ad alimentare. Per la Tunisia è prioritario sviluppare il mercato di casa nostra e non a caso il Ministro del Turismo tunisino, Jamel Gamra, ha avuto a maggio a Roma un incontro con il nostro Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Massimo Bray, proprio per concordare le azioni da seguire per promozionare congiuntamente lo sviluppo di un turismo "triangolare" che porterà a visitare entrambe le bellezze storiche di Roma e di Cartagine, attraverso pacchetti culturali combinati da presentare a Milano in occasione dell'Expo 2015.

Il Ministro Gamra ha voluto tracciare un bilancio degli arrivi e dei relativi paesi di origine dei flussi turistici.

"L'incremento del turismo è in ascesa - egli ci ha detto - e rappresenta il 7% del PIL nazionale dove lavorano 400 mila persone. Il nostro Paese attira da sempre un gran numero di visitatori e l'obiettivo che vogliamo raggiungere è di averne 10 milioni all'anno, uno per ogni abitante, così da ritornare alle cifre di prima della Rivoluzione del Gelsomino". Tunisi affascina immediatamente tutti coloro che giungono nella capitale con i suoi magnifici palazzi antichi concentrati nella medina, il centro storico della città arabo-musulmana. Dimore principesche negli ultimi anni sono diventate alberghi di charme e ristoranti. Tra i punti principali del suo piano di azione il Ministro Gamra mette al primo posto la sicurezza e a seguire l'ambiente, la qualità dell'offerta e la promozione. "La sicurezza è un punto fondamentale - egli ci ha detto - sia per i tunisini che per i turisti  e vogliamo ribadire che, anche se c'è stata una rivoluzione, siamo sulla linea di costruzione di una nuova Tunisia democratica, dal momento che la prima regola della democrazia è il rispetto l'uno dell'altro".

Il Ministro intende coinvolgere le municipalità e le comunità locali per la pulizia delle spiagge e dei siti archeologici, nonché punta a migliorare la qualità dei servizi offerti per una sempre più incisiva promozione dell'immagine turistica della Tunisia che risale a cinquanta anni fa. Tunisi può vantare con i suoi 270 ettari la medina più grande, la più popolosa con i suoi centomila abitanti e meglio conservata del Nord Africa. Le famiglie borghesi, che abbandonarono negli anni Sessanta la città vecchia per i quartieri residenziali, sono ritornate e contribuiscono alla sua salvaguardia dal punto di vista socio-culturale. Per l'Ambasciatore Raimondo De Cardona, da poco arrivato a Tunisi,  dopo la fase di transizione ancora complessa che attraversa la Tunisia, c'è da approfondire in questi prossimi mesi le aspettative della collettività italiana, operosa e ricca di storia, che risiede nel Paese.

Il Museo nazionale del Bardo, da poco restaurato, resta uno dei cavalli di battaglia dell'offerta turistico-culturale della Tunisia. Si tratta del museo archeologico più antico dell'Africa, potendo contare sulla principale collezione di mosaici romani del mondo. Si possono ammirare scene mitologiche, religiose, ludiche o riguardanti la vita quotidiana, originate dalle sapienti mani di artisti africani. Tra questi lavori spicca "Perseo libera Andromeda", un mosaico che costituiva la parte centrale di una sala di ricevimento di una villa romana ipogea del sito archeologico di Bulla Regia;  "Venere alla toilette" dove appare la dea per metà nuda che regge in una mano i propri capelli e nell'altra uno specchio, mentre due Amorini le portano una collana e dei gioielli. Ben collocato nella nuova ala d'ingresso del museo è il "Trionfo di Nettuno" dove al centro di un medaglione figura il dio Nettuno con in testa un'aureola, che prelude all'avanzare del Cristianesimo, che traina una quadriga formata da quattro ippocampi. Si tratta di un immenso pavimento di 140 metri quadrati proveniente dalla casa di Sorothus a Sousse. Per quanto riguarda l'emblematico ritratto di Virgilio, che ascolta le muse Clio e Melpomene, in atto di scrivere l'Eneide, questo stupendo mosaico è posizionato a tutt'oggi nelle nuove sale, anche se non è in posizione preminente rispetto al valore e alla bellezza dell'opera. Il Palazzo del Bardo, residenza ufficiale dei bey husseiniti, è tanto evidente che meriterebbe di essere visitato anche se fosse privo delle sue collezioni. Naturalmente il Museo del Bardo non è importante solo per i mosaici, perché al suo interno sono custoditi reperti archeologici che raccontano la storia millenaria della Tunisia.

Da non perdere poi la visita di Cartagine, che fu fondata da una principessa fenicia, Elyssa, soprannominata Didone. Il suo sito è in parte ricoperto oggi da ville e giardini moderni, restando impregnato del ricordo del suo glorioso passato attraverso le vestigia di una civiltà raffinata che si distingueva per i traffici commerciali nel bacino del Mediterraneo. Gli italiani che si recano in autunno nel nord della Tunisia, possono andare alla scoperta del vasto patrimonio culturale, partendo da Cartagine per spostarsi poi ai siti archeologici di: Dougga, El Djem, Boulla Regia, Sbeitla, Utica. Il turista potrà naturalmente anche scegliere di rigenerare il corpo con la talassoterapia nelle Spa degli alberghi, imperdibile è l'Angélite Spa del "Regency". Per quanti non vorranno rinunciare a godersi il mare e concedersi un relax salutare sulle spiagge bianche del Paese, lo potranno fare a Tabarka, una delle perle della costa nord della Tunisia, nota come costa del corallo. Si tratta di un'apprezzata stazione balneare conosciuta proprio per la lavorazione del corallo e per l'industria del sughero. Lungo il litorale si alternano grandi picchi rocciosi e lunghe spiagge di sabbia fine. Per l' acqua trasparente e i suoi fondali mozzafiato è un vero paradiso per gli appassionati di diving.

Sul promontorio si staglia il forte di Tabarka, costruito dai Genovesi nel XV secolo e dalla cui sommità si può ammirare un panorama notevole, sempre che sarà possibile accedere ai bastioni, previo permesso rilasciato tramite il Commissariato del turismo regionale. La città di Tabarka, situata a confini con l'Algeria, dispone di un aeroporto internazionale, dove fanno scalo i voli  della Tunisair. L'aeroporto di Tabarka in particolare ha una capacità di trecentomila viaggiatori per anno, cosa questa che ha consentito lo sviluppo turistico di tutta la costa su cui sono sorti alberghi di prestigiose catene alberghiere. "Qui c'è una ricettività notevole con seimila posti letto con strutture che vanno dall'una alle cinque stelle. Da noi - dice Anouar Boukhari, commissario regionale del turismo di Tabarka  e di Ain Draham - si viene perché si ama la natura. Il futuro del turismo di questa città è l'ambiente e vale la pena di scoprire anche l'entroterra e le molteplici piante diffuse nella zona come quelle officinali, peraltro presenti solo qui, e che attirano un gran numero di appassionati italiani di botanica". Ventisei chilometri di coste di una bellezza incredibile hanno reso celebre questi luoghi in tutto il mondo, sia per la diversità e la ricchezza dei paesaggi, sia per il campo da golf a 18 buche, contornato da una foresta di eucalipti che degrada dolcemente verso il mare.

Intanto si sta lavorando ad alcuni progetti che nei prossimi anni porteranno delle grosse novità a Tabarka senza stravolgere il suo ambiente naturale. Si tratta di "Tabarka Millennium", presentatoci  dal commissario Boukhari, che si avvarrà di un finanziamento di privati di 250 milioni di euro per la ristrutturazione del porto, la costruzione di una zona residenziale che prevede anche un palazzo dei congressi con mille posti a sedere e la realizzazione di una zona industriale.  Un po' più a sud - ovest Dougga, Patrimonio dell'Unesco, si erge da tempi immemori su una collina, in quella che era una delle aree più importanti dell'antica Numidia. La città, che conobbe la fase di splendore sotto il dominio cartaginese, è oggi uno dei più importanti siti archeologici della Tunisia, con i suoi monumenti ben conservati come: il Campidoglio, le terme di Licinio, la Piazza dei Venti, l'Anfiteatro, l'arco di Alessandro, le mura numidiche, il Mausoleo di Massinissa, il tempio della triade capitolina. Ad accompagnarci è una guida, che da 45 anni conduce i turisti, il quasi ottantenne Chemithi Moed Arbi, che ci ricorda come sia stata meravigliosa questa città ai tempi dei Romani.

Altro sito archeologico di notevole interesse  è quello antico di Bulla Regia. In questo sito sulla strada che da Tabarka porta a Tunisi, sono da vedere le abitazioni romane ipogee e, in particolare la Venere della casa di Amphitrite, mosaico bellissimo che si potrà ammirare meglio versandovi sopra un po' d'acqua così da poter scoprire i vivaci colori originali. "Purtroppo dal '72 - ci dice la giovane guida Amel  - sono fermi gli scavi anche se c'è un gruppo di italiani e americani che lavorano qui dal 2009 per la conservazione di quanto è stato ritrovato. Allo stato solo il 20% degli 80 ettari del sito di Bulla Regia è visibile, il resto è tutto ancora da scavare". Per Abdel Malek Behiri, responsabile dell'Ente del Turismo Tunisino per il Centro Sud Italia - il partecipare alle fiere internazionali in via di svolgimento è un'occasione importante "per far conoscere i beni culturali tunisini a quanti vorranno cogliere al volo un prolungamento di vacanze, andando  alla riscoperta del nostro prestigioso passato".

 

Harry di Prisco

Fonte: www.affaritaliani.it

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