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Iraq, al via operazione umanitaria ONU per 500.000 persone

A causa dell'intensificarsi della crisi in Iraq, la regione settentrionale del Kurdistan ospita attualmente più di 600.000 sfollati interni, tra cui più di 200.000 persone fuggite da Sinjar dagli inizi di agosto

È atterrato pochi giorni fa a Erbil il primo volo dell'Alto commissariato Onu per i Rifugiati (Unhcr) con a bordo 100 tonnellate di aiuti umanitari. Il volo fa parte di una massiccia operazione di 10 giorni volta ad aiutare mezzo milione di persone in fuga dall'avanzata dei jihadisti dello Stato islamico.

Stando a quanto si legge in una nota dell'Unhcr, «si tratta della prima consegna in un'operazione che mira a distribuire 2.410 tonnellate di aiuti tra oggi e i primi di settembre. Gli aiuti serviranno a migliorare le condizioni di vita di circa 500.000 sfollati nella regione, molti dei quali vivono in condizioni precarie in edifici non ultimati, parchi o lungo la strada».
Al volo di oggi faranno seguito altri tre voli in partenza giovedì, venerdì e sabato dalla Giordania con a bordo 100 tonnellate di aiuti ciascuno. Gli aiuti stanno arrivando anche via terra e via mare, grazie a 175 camion che portano attraverso i confini di Turchia, Giordania e Iran tende, coperte, teloni di plastica e prodotti per la casa provenienti dai depositi dell'Unhcr nella regione e in Europa.
«Si tratta di una massiccia operazione logistica volta a portare soccorsi per via aerea, su strada e via mare nell'intento di aiutare le centinaia di migliaia di persone disperate che sono fuggite all'improvviso senza nulla e stanno ora lottando per sopravvivere in condizioni difficili», ha detto l'Alto Commissario Onu per i rifugiati António Guterres, sottolineando che si tratta del «più grande programma di aiuti che abbiamo allestito in una singola operazione da oltre un decennio».
A causa dell'intensificarsi della crisi in Iraq, la regione settentrionale del Kurdistan ospita attualmente più di 600.000 sfollati interni, tra cui più di 200.000 persone fuggite da Sinjar dagli inizi di agosto.
Una volta a terra, molte delle tende arrivate in aereo verranno distribuite nei campi di Badjet Kandela, Khanke e Zakho nel governatorato di Dohuk; i campi sono attualmente in fase di espansione o costruzione per ospitare il recente afflusso di sfollati nella zona. Altri aiuti saranno distribuiti nei prossimi giorni a chi vive in insediamenti di fortuna nelle città di Dohuk, Zakho, Semel, Akre, e Zawita e in altre località nei governatorati di Erbil e Suleymaniya.
Si stima che nel 2014 1,2 milioni di iracheni sono stati costretti a fuggire, di cui più di 500.000 dai combattimenti iniziati a gennaio nella regione di Anbar, e più di 600.000 dai combattimenti all'interno e nei dintorni di Mosul (da giugno) e, più recentemente, da Sinjar (dagli inizi di agosto).
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Editoriale

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