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Il Ministro italiano Terzi: "Il rispetto dei diritti umani in Medio Oriente si misura con la tutela delle minoranze"

"Esiste un indicatore, una cartina di tornasole, con cui poter verificare il rispetto delle libertà fondamentali in Medio Oriente: è la tutela delle minoranze, in particolare di quelle religiose": è quanto ha detto ieri il Ministro degli esteri italiano, Giulio Terzi di Sant'Agata, nel corso del convegno "La religione delle libertà", organizzato presso la Pontificia Università Gregoriana a Roma

La strada per l'affermazione dei diritti umani "è lenta, complessa, irta di insidie, per quanto segua un percorso di avanzamento iniziato con la Dichiarazione Universale del 1948" ha spiegato il Ministro. Ma la "cartina di tornasole" è la tutela delle minoranze, "in particolare di quelle religiose, siano esse cristiane, ebraiche, sciite o di altro credo". "Se le minoranze saranno protette nell'ordinamento giuridico come nella vita quotidiana - ha detto - si potrà affermare lo stato di diritto e garantire la sicurezza. Se tale protezione sarà invece disattesa, la conseguenza non potrà essere che il conflitto e l'impossibilità di assicurare una pace autentica e duratura".

"Lo scenario attuale nel grande Medio Oriente non appare incoraggiante. Sono numerosi gli episodi di violenza settaria, che continuano a colpire in modo inaccettabile le minoranze religiose, soprattutto cristiane", ha ricordato il Ministro, citando le difficoltà dei cristiani in Iraq e in Egitto.

"Perseguitare componenti vitali della società mediorientale, come la minoranza cristiana che da secoli contribuisce alla prosperità dei paesi in cui è radicata, rende la regione molto più vulnerabile di fronte alle minacce estremistiche. Di conseguenza il rischio di ulteriori violenze e discriminazioni aumenta: è un circolo vizioso che deve essere interrotto al più presto" ha continuato.

"L'azione a difesa delle minoranze religiose è intesa a tutela della sicurezza e della prosperità della società, oltre che della dignità della persona umana" ha spiegato Terzi, suggerendo sul piano concreto, in Medio Oriente, di agire su tre fronti: sensibilizzare le leadership arabe ad accogliere nei nuovi ordinamenti costituzionali i principi riconosciuti dalle Convenzioni internazionali e dalla stessa civiltà islamica; evitare che siano espulse dalla vita pubblica o marginalizzate le risorse delle minoranze; scongiurare il rischio che le differenze di credo siano strumentalizzate per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dai problemi economici.

Il Ministero degli Esteri italiani e la città di Roma hanno voluto lanciare un segnale, istituendo un "Osservatorio della libertà religiosa", che riunisce esperti, rappresentanti di confessioni religiose, esponenti del mondo scientifico e accademico, rappresentanti di organismi pubblici e privati. (PA) (Agenzia Fides 23/3/2012)

 

 

 

 

 

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