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Inevitabile la collisione tra Islam e società occidentali?

Di Kacem El Ghazzali, tradotto da Beatrice Borgato. Testo inglese: Muslim Migrants Want to Hide Behind a Veil di Kacem El Ghazzali. Originale in arabo, tradotto da Hisham Khribchi. Ripreso da Talk Morocco, forum su questioni relative al Marocco e ai nord-africani nel mondo
Il colore della pelle, il genere o la fede non possono diventare un ostacolo all'integrazione degli stranieri in seno alle società europee o occidentali, società laiche, democratiche, multiculturali che contano ricchezza e diversità di etnie e provenienze. La maggior parte delle comunità di migranti che vivono all'interno di queste società sono riuscite ad amalgamarsi completamente nelle nazioni ospitanti, ad adattarsi e a crescere senza dover abbandonare il proprio credo, la lingua o le abitudini a tavola. Le stesse comunità sono riuscite inoltre ad affermarsi all'interno delle società occidentali e ad ottenere importanti conquiste. Non sono rimaste escluse dalla partecipazione alla vita politica, bensì appaiono attivamente coinvolti nel processo decisionale. Questi migranti hanno avuto la possibilità di assumere cariche di responsabilità sia politica che sociale, ruoli che nel Paese d'origine non avrebbero nemmeno sognato di ricoprire. Sono diventati atleti, artisti, ministri e deputati in parlamento, imprenditori e accademici.

Per quanto concerne specificamente le comunità musulmane marocchine e la questione dell'integrazione, ritengo meglio prendere in considerazione quegli argomenti che irritano la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica europea e che vengono costantemente usati per dipingere i musulmani come un popolo di perseguitati e di vittime oppresse; paragonabili a dei comunisti che non sanno godere delle libertà individuali, come la libertà di indossare il burqa o altri mantelli alla moda (che servono probabilmente per nascondere i lividi e le ferite provocate da mariti o fratelli sul corpo delle donne musulmane). Fino a quando loro (i musulmani) riterranno di possedere la "verità assoluta", ogni violazione ritenuta oltraggiosa della volontà del loro solo e unico Dio, il giorno dopo potrebbe scatenare nuove rivendicazioni. Con il pretesto di averne offeso le convinzioni e aver urtato i valori religiosi e morali, potrebbero chiedere, per esempio, la chiusura di un bar o scatenare manifestazioni contro qualcuno che si bacia in pubblico o contro i rapporti sessuali consumati fuori dal matrimonio.

Nonostante tutto ciò, l'ostilità manifestata nei confronti dei migranti musulmani viene di frequente interpretata in chiave razzista e xenofoba. Spesso ci dimentichiamo (forse volontariamente) che il comportamento e le azioni di questi immigrati sono assolutamente in contrasto con i valori dei Paesi ospitanti, i quali hanno pagato ad alto prezzo e con lunghi anni di sanguinose lotte sociali la consacrazione dei valori umani e dei diritti universali con l'obiettivo di garantire la continuità di un sistema democratico.

Uno di simili comportamenti che testimoniano della mentalità retrograda dell'immigrato musulmano si manifesta nella formazione di gruppi islamisti che operano in parecchi Paesi europei, tra cui Francia e il Belgio. Questi gruppi si danno da fare soprattutto durante le campagne elettorali per lanciare dei messaggi a tutti i musulmani, invitandoli a boicottare le elezioni per mettere in pratica la legge islamica della Sharia. Ciò per il fatto che le democrazie europee, le cui norme consentono al cittadino comune di candidarsi anche per la carica più alta, vengono considerate blasfeme dagli islamisti perché contrarie alla legge del loro magnifico Dio.

La maggior parte dei marocchini stabilitisi all'estero non è emigrata per seguire degli studi specifici o perseguire un posto di lavoro qualificato. Al contrario, sono partiti puntando a qualsiasi lavoro manuale in cambio di una paga, con una limitata conoscenza della lingua, della religione, degli usi e costumi locali. Nel migliore dei casi si ritrovavano a vivere in enormi quartieri di periferia assieme ad altri migranti, aggrappandosi, per anni, ad uno stile di vita rigido senza integrarsi nella società. Si sono preoccupati solo di soddisfare i bisogni più immediati mentre vendevano la loro forza-lavoro. I figli non frequentano le scuole locali, scuola o se ci provano le abbandonano presto, per diventare un'ulteriore risorsa lavorativa a sostegno della famiglia. Alcuni ragazzi finiscono per prostituirsi, per rubare o creare disordini. Questa situazione serve ai genitori come incentivo per spingere i figli verso la religione, e quindi verso l'estremismo e il rifiuto della cultura del Paese ospitante.

L'islamizzazione dell'Europa è uno dei "temi scottanti" che ha fatto crescere l'ostilità nei confronti degli immigrati marocchini e musulmani in generale. La situazione è degenerata al punto tale che oggi sentiamo e leggiamo su alcuni siti appartenenti alla comunità araba europea espressioni quali la "Repubblica Islamica d'Europa", e commenti che annunciano la fine ormai prossima della civiltà europea, prendendo a riferimento il basso tasso di natalità delle famiglie europee in contrasto con l'enorme flusso migratorio di cittadini islamici verso le nazioni europee. Alcune antiche chiese sono state trasformate in moschee ... ma fino a quando durerà la pazienza dei secolari cittadini europei?

I movimenti radicali islamici rappresentano la vera natura dell'Islam, dal momento che non tengono conto degli interessi di nessuno, ma si basano sull'interpretazione univoca dei testi religiosi del Corano e della Sunna (tradizione del Profeta). Questi movimenti non agiscono apertamente e diffondono la maggior parte dei loro messaggi su blog e social network, incitando allo scontro con altre convinzioni e credi religiosi ed esigendo l'applicazione della Sharia.

Le richieste dei musulmani sono incompatibili con la cultura europea perché si fondano sulla presunzione della "verità assoluta". Chiunque la pensi diversamente verrà considerato un kaafir (infedele), e su di lui cadrà il castigo divino e il disprezzo dell'intera comunità. Dio avrebbe donato ai musulmani la luce e la conoscenza, motivo per cui la loro religionw andrebbe rispettata, anche quando contraddice i più elementari diritti umani, quale il diritto alla vita e alla diversità culturale. Per chi vi si oppone, la spada islamica è pronta a rispondere alla chiamata di Allah!

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Testo inglese: Muslim Migrants Want to Hide Behind a Veil di Kacem El Ghazzali. Originale in arabo, tradotto da Hisham Khribchi. Ripreso da Talk Morocco: forum centrato su un dibattito onesto, intelligente e aperto su questioni relative al Marocco e ai nord-africani nel mondo.

 

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Editoriale

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