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La condizione della donna marocchina

La situazione attuale della donna marocchina, a causa di motivi storici e sociali, non è all’altezza delle aspettative e sono necessari ancora molti sforzi per raggiungere un livello elevato di democratizzazione e modernizzazione della società.

Il Marocco è un Paese in transizione verso la modernità. Il cambiamento però è lento e non ha ancora coinvolto gran parte della popolazione. Basta uno sguardo ai dati del Rapporto 2009 del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) per capire che i problemi da affrontare sono ancora tanti.

 

Per quanto riguarda l’indice di sviluppo umano, il Marocco risulta al 130esimo posto in una classifica di 182 Stati, con un tasso di analfabetismo del 44%. E le cose peggiorano se si analizzano i dati che misurano la parità di genere. Con un tasso di analfabetismo femminile che sfiora il 68% e la presenza e la valorizzazione del ruolo della donna nella società tra i più bassi al mondo. La strada verso la parità è ancora lunga, come spiega Abdel Moumene Sbihi, coordinatore locale del progetto.

 

Come viene accettata questa fase di transizione? Quali sono le priorità?

Da una decina di anni il Marocco ha iniziato questa transizione verso la democrazia e la modernità. Ci sono stati sviluppi positivi anche a livello di diritti umani: il rapporto di uguaglianza e riconciliazione ha, come primo passo, permesso al popolo marocchino di rileggere la propria storia politica, quella conosciuta da 40 anni come ‘Gli anni di piombo’, e di riconciliarsi con essa attraverso modalità individuali e collettive. Anche a livello internazionale questa esperienza di transizione democratica del Marocco è definita come coraggiosa e unica, come si evince dal rapporto dell’IER www.ier.ma. Il Marocco ha ratificato molte leggi per riadattare la legislazione alle convenzioni internazionali in materia di diritti dell’uomo, in primis il Codice della famiglia, che ora viene considerato come modello da seguire nel mondo arabo e islamico. Ma occorre dire che se da un lato il Marocco si sta seriamente impegnando per colmare il suo ‘ritardo democratico’, dall’altro avrebbe bisogno di maggiori sforzi e mezzi in materia di sviluppo umano. Purtroppo il tutto è reso più difficile dal fatto di avere ereditato un grande deficit di molti settori (alfabetizzazione, istruzione, sanità ecc.) che rappresenta un vero handicap nella realizzazione di un cambiamento decisivo verso la modernità.

 

Qual è la condizione della donna marocchina al di là degli stereotipi?

C’è una contraddizione di fondo tra le riforme giuridiche marocchine e la realtà, e ciò è dovuto anche al deficit presente negli indicatori di sviluppo umano. La situazione attuale della donna marocchina, a causa di motivi storici e sociali, non è all’altezza delle aspettative e sono necessari ancora molti sforzi per raggiungere un livello elevato di democratizzazione e modernizzazione della società.

 

E il ruolo delle ong e della cooperazione in questo processo di transizione?

Negli ultimi 10 anni in Marocco il ruolo della società civile ha vissuto un’evoluzione notevole. Si può osservare un coinvolgimento delle realtà associative in vari ambiti dello sviluppo umano, così come esperienze di networking e coordinamento molto avanzate. Il ruolo della cooperazione internazionale è uno dei più rilevanti e le diverse forme di partnership rappresentano una scelta strategica per tutti gli attori coinvolti. A livello governativo, è apprezzabile anche il grande progetto di sviluppo umano lanciato dallo stato marocchino - Initiative Nationale de Développement Humain - che si realizza in partenariato con la società civile nazionale (www.indh.ma). Il Marocco oggi è un grande cantiere in materia di progetti economici strutturali, di diritti dell’uomo e della donna, ma è chiamato a insistere e lavorare sullo sviluppo umano.

 

www.agimondo.it

 

 

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Editoriale

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