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Senegal: un modello per l'intera Africa

Il Senegal è oggi tornato all'attenzione dell'opinione pubblica a causa del gravissimo episodio di Firenze. Ma il Senegal non è solo un paese di emigranti ma anche uno dei paesi più civili dell'intera Africa.

Il Senegal, pur essendo uno stato dell'Africa occidentale, è molto vicino all'Europa. Questo lo si deve non solamente alla importante presenza dei suoi concittadini in paesi come la Francia e l'Italia, ma agli stretti legami che la Francia aveva stretto con questo lembo d'Africa. Sin dal XVI secolo la presenza europea fu una costante: portoghesi, inglesi, olandesi e francesi trovarono facilmente qui schiavi e materie prime e anche la relativa vicinanza alle rispettive madrepatrie. La colonizzazione francese fu infine prevalente e determinò aspetti fondamentali della vita del futuro Senegal. La lingua francese si radicò profondamente ed è oggi secondo la costituzione la lingua ufficiale del paese. La popolazione oltre al francese parla una o più delle lingue nazionali che sono parlate dalle diverse etnie che compongono la variegata popolazione senegalese. Il gruppo etnico più numeroso è quello dei Wolof (rappresenta circa il 43 per cento della popolazione) seguono poi i Serer, i Fula, i Toucouleur (queste etnie assieme costituiscono circa un 40 per cento) e altre minoranze. Le etnie hanno sempre convissuto pacificamente, non vi sono mai stati conflitti su base etnica né fenomeni di insofferenza e violenza. La Francia ha favorito l'etnia Wolof, con la quale ha intessuto relazioni profonde (molti Wolof hanno ricoperti incarichi importanti a livello impiegatizio e dirigenziale nelle colonie francesi) e ha naturalizzato come francesi tutti i senegalesi, scoraggiando quindi eventuali conflitti interni.

La religione prevalente in Senegal è quella musulmana, professata da oltre il 90 per cento dei credenti: pur persistendo i culti tradizionali la omogeneità e compattezza religiosa hanno contribuito in misura notevole alla pacifica convivenza delle diverse popolazioni senegalesi. Il movimento separatista che si è sviluppato nella regione del Casamance (MFDC Movimento delle Forze Democratiche del Casamance) non ha infatti connotazioni etniche e/o religiose ma solamente politiche, ispirandosi (come molte altre formazioni guerrigliere anti-governative) all'ideologia marxista. I tentativi di portare questa regione del Senegal all'indipendenza sono di fatto falliti. L'economia senegalese è relativamente sviluppata: l'agricoltura commerciale fornisce buone risorse al paese (soprattutto esportando arachidi, cotone e canna da zucchero). La pesca fino a qualche anno fa in forte espansione ora conosce una battuta d'arresto a causa dello sfruttamento eccessivo delle risorse ittiche. Le attività industriali sono rappresentate da manifatture tessili, meccaniche, chimiche e petrolchimiche. Notevoli sono gli investimenti stranieri nel paese: la Francia è presente con numerose compagnie ma è crescente la presenza di quelle cinesi, interessate allo sfruttamento delle risorse (specialmente petrolifere) del paese.

Complessivamente quindi lo sviluppo economico e sociale del paese, pur persistendo notevoli squilibri tra le regioni costiere e quelle interne, è discreto, specialmente se rapportato alle nazioni vicine. Ma ciò che contraddistingue il Senegal in modo specifico è la notevole attenzione che viene data alla cultura e alla istruzione dei suoi cittadini. Sin dall'indipendenza, ottenuta dalla Francia nel 1960, il Senegal ha avviato numerosi programmi di alfabetizzazione e di istruzione per la popolazione.

Il primo presidente del Senegal, lo scrittore Leopold Sedar Senghor, che ha tenuto la presidenza sino al 1980, ha contribuito alla creazione di numerose istituzioni culturali. La capitale Dakar è divenuta ben presto il centro culturale più vivace dell'intera Africa Occidentale: annualmente vi si tengono rassegne e manifestazioni culturali di ogni genere. Dakar, che è anche sede di una importante università, ospita anche la ormai famosa biennale di Dakar, la più importante mostra di arte africana contemporanea. L'istruzione superiore oggi nel paese è di buon livello, quella primaria è obbligatoria e gratuita e dura sette anni. Anche se il tasso di analfabetismo è elevato, gli sforzi compiuti hanno consentito al paese di  uscire dalla povertà culturale e la maggior parte dei cittadini senegalesi emigrati possiedono una istruzione di buon livello.

Ivan Tresoldi

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