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Il contributo del misterioso popolo dei Mani alla costruzione della moderna Sierra Leone

Il misterioso popolo dei Mani percorse le strade dell'Africa Occidentale dall'inizio del XVI secolo fin quasi all'inizio del XVII secolo. Quasi sconosciuto e ignorato anche dai libri di storia, questo popolo, sconfitto da un coraggioso manipolo di abitanti confederati insieme - i Limba con gli Yalunka e i Susu con i Fula - segna indelebilmente la storia della Sierra Leone e dei popoli vicini, perché impone un nuovo stile di vita, rinnova completamente la classe dominante e riunifica politicamente le piccole comunità disorganizzate sparse sul territorio dell'attuale repubblica della Sierra Leone.

Il popolo dei Mani - una

scheggia fuoriuscita dal grande impero del Mali che si era da poco

disintegrato - emigra dalle proprie terre per cercare nuovi lidi dove

vivere meglio. Lungo la strada, guidato da una donna guerrigliera, la

terribile Macarico (o il Mansa-Rico), recluta i suoi combattenti (i

Sumba) che si nutrono di carne umana e non lasciano scampo a quanti non

accettino il suo predominio. Dopo aver perso il proprio condottiero

carismatico, la sorte guida i Mani verso la Sierra Leone e in quelle

terre, la terribile carovana, sconfitta in alcune battaglie decisive,

finalmente si ferma. Lì stabiliscono quattro regni vassalli di un

imperatore che sta nelle retrovie, a Capo del Monte, in Liberia, a cui

inviano annualmente i propri tributi. Lentamente si assimilano alla

vita, ai costumi e alle tradizioni degli abitanti conquistati e

finiscono per scomparire geneticamente dalla lista dei popoli.

Contemporaneamente condizionano e mutano la secolare vita degli

abitanti di quelle terre dando loro un ritmo di vita, delle istituzioni

e delle forme di organizzazione politica completamente nuove.

A svelare

la storia in larga parte sconosciuta dei Mani, è un missionario che ha

trascorso lunghi anni in Sierra Leone, p. Gerardo Caglioni, sx, che in

un suo recente saggio ("La leggendaria storia dei Mani", Infinito

edizioni) descrive anche le loro forme di vita, le istituzioni, la

religione e certe tradizioni ultrasecolari che quella terra aveva

conservato gelosamente per secoli e che in qualche modo hanno

condizionato anche la presenza dei Mani giunti nella Sierra Leone.

Oltre a contribuire alla conoscenza della storia antica della Sierra

Leone, riempiendo una lacuna rimasta vuota da troppo tempo, il saggio

apre alla comprensione di un'altra epoca, meno sconosciuta, ma non

certo più studiata, che racconta la storia della conversione di alcuni

di questi re Mani che, assieme ai loro famigliari e ad alcuni anziani

eminenti, entrarono nella Chiesa cattolica e diedero vita ad una felice

esperienza cristiana nella Sierra Leone. Furono proprio questi re - che

scaturivano dalla conquista Mani - che favorirono l'accoglienza della

religione cattolica nei loro regni a facilitarono il cambio di alcuni

cattivi costumi, radicati in quelle terre.

 

(GC/SL) (Agenzia Fides 21/05/2011)

http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=36411&lan=ita

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