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Cartoline (12) - Medici e maestri valtellinesi

Il periodico L’Operaio Italiano, nel numero 8 del 1913, nella rubrica dedicata alla propaganda e informazione invernale nelle località d’emigrazione, ha parole d’elogio per chi in Patria seguiva e difendeva gli emigranti. In Valtellina, sono «i medici ed i maestri» a svolgere questo compito.
Cartoline (12) - Medici e maestri valtellinesi

Valtellina - Grosio

Il periodico sindacale L’Operaio Italiano, nel numero 8 del 1913, nella rubrica dedicata alla propaganda e informazione invernale nei paesi e cittadine dove l’emigrazione verso la Germania, e non solo, aveva raggiunto altissimi livelli, ha parole d’elogio per chi in Patria segue, tutela e difende gli emigranti. In Valtellina, sono «i medici ed i maestri» a svolgere questo compito.

Di seguito un estratto dalla relazione del sindacalista G.B.

 

[…] «I medici ed i maestri dovrebbero essere gli apostoli del nuovo mondo»: in questa frase è raccolta tutta la speranza di più generazioni di emigranti che, dai medici e maestri, hanno troppo sperato. Diversa la realtà valtellinese, dove le due categorie sono impegnate per tutelare e difendere gli emigranti. A Grosio: 800 emigranti, il medico condotto e gli insegnanti sono impegnati per la sorte di chi espatria. A Sondalo: 800 emigranti, altri 600 hanno seguito la sorte Oltreoceano. Anche in questo centro, dopo lo spaventoso spopolamento, la sorte degli emigranti e i programmi sindacali sono seguiti con simpatia dall‘insegnante, dal medico e dal farmacista. A Cepina: 500 emigranti. Anche qui il propagandista, nonostante l‘opera del parroco, può contare sull‘appoggio del maestro locale. A Chiuso: 800 emigranti, il medico condotto Carbonera è l‘anima del Circolo locale. A Tirano: 700 emigranti, e «simpatia degli elementi intellettuali» (medico e maestro). A Cheisa: 1000 emigranti circa. Berbenno: 600 emigranti circa, anche qui medico e insegnanti sono schierati per la tutela degli emigranti. Colico: 700 emigranti. Chiavenna: 400 emigranti circa e un gruppo di responsabili per la tutela dei migranti.

A Grosio trovai un centinaio di persone su circa 800 che emigrano dal Comune: fui accolto con deferenza ed ascoltato con attenzione. Erano presenti gli insegnanti e le insegnanti. Gli emigranti sono operai qualificati eccezione fatta per pochi, fra i quali una quindicina di scalpellini. Mi fu assicurato che gli emigranti grosini questa primavera faranno il loro dovere. A Grosio gli insegnanti e il medico condotto, l‘egregio Polajni, sono affezionati alla causa operaia.

A Sondalo e dintorni il contingente emigratorio è costituito in gran parte da boscaioli, circa 800 che vanno a lavorare nei boschi dei Grigioni: sono soggetti a frequenti infortuni. Gli emigranti transoceanici sono circa 600. Questi dati mi furono forniti dal segretario comunale. Ebbi un discreto uditorio. Il maestro, il medico condotto, dott. Zubiani, e il farmacista attestarono la loro simpatia all‘opera delle nostre organizzazioni.

A Cepina trovai pure un discreto uditorio al quale mi presentò il maestro De Gaspari, una cara persona che si interessa vivamente delle cose di emigrazione e di organizzazione. Era presente pure il sindaco. Il parroco dal pulpito aveva esortato i fedeli a non intervenire alla riunione, perché disse che si trattava di un tentativo per invadere il campo altrui. Ah, l‘opera pia di Bonomelli!… Trovai dei nostri organizzati falegnami che avevo incontrato a St. Moritz. Gli emigranti e gli emigrati che pare non intendono ritornare sono circa 500 fra Cepina e dintorni. Anche qui ci sono parecchi emigranti boscaioli.[…]

 

Cartoline, rubrica a cura di Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

 

La presente «cartolina» è tratta dal volume L’Operaio Italiano pubblicato dall’Associazione dei Mantovani nel Mondo con il contributo della Regione Lombardia (2007)

«Cartoline» desidera proporre, a chi segue Lombardi nel Mondo, momenti e avvenimenti, curiosità e personaggi, opere e luoghi legati alla storia della presenza italiana e lombarda nel mondo e dell’immigrazione.

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