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Le affinità tra la ceramica italiana e quella portoghese

Molteplici sono i collegamenti tra la produzione ceramica italiana, in particolare siciliana, e quella portoghese con un comune denominatore la bicromia: il colore bianco-calce dei muri delle case e l’azzurro del mare.

Molteplici sono i collegamenti tra la produzione ceramica italiana, in particolare siciliana, e quella portoghese con un comune denominatore la bicromia: il colore bianco-calce dei muri delle case e l’azzurro del mare.

 

“...giunse a Siviglia un artigiano italiano, Francesco Niculoso, siciliano di origine.”

Il primo ricordo del Portogallo che ho è la piccola stazione di un paese al confine con la Spagna; di essa  mi è  rimasto impresso un portico con la parete interna rivestita di "azulejos" a due soli colori : bianco e azzurro. 

Era un pomeriggio d'estate e viaggiavo sul "Talgo", treno spagnolo a lunga percorrenza. Entrando in territorio portoghese incominciai subito a provare interesse per quella terra, verdeggiante ed ondulata, in netto contrasto con il paesaggio spagnolo, quasi come se il confine tra i due Paesi fosse realmente disegnato sul territorio. Ma quella stazione e quei pannelli di ceramica a disegni azzurri su fondo bianco e sagomati sul bordo, in armonia con il disegno della cornice, mi sono rimasti impressi nella mente.

Negli anni successivi mi sono reso conto sempre di più di quanto sia importante e diffusa in quel Paese tale forma artistica. Dal Minho, a nord, all'Algarve, a sud, dall'Estremadura, ad ovest, all'Alto Alentejo, ad est, vengono da tempo realizzati, oltre agli "azulejos", altri tipi di  ceramica di alto valore artistico. Il bianco e l'azzurro sono i colori predominanti, ma non sono i soli usati ; altri colori, come il giallo, il verde ed il blu, rendono ancora più vivaci  i disegni.

Molteplici sono i collegamenti tra la produzione ceramica italiana, in particolare siciliana, e quella portoghese. Già nel corso del secolo XV erano avvenuti in Europa grandi cambiamenti nell'arte ceramica. In Italia gli artigiani usavano rifinire la piastrella con smalto bianco, a base di ossido stannifero, sul quale disegnavano poi motivi decorativi variopinti. Verso il 1500 tale tecnica si diffuse in quasi tutta l'Europa. Invece nella Penisola Iberica, soprattutto in Andalusia, si usavano colori a base di manganese su fondo bianco. In Portogallo questa tecnica si diffuse molto. Ma il centro iberico di questa arte era in quell'epoca Siviglia, dove già artigiani arabi usavano realizzare "azulejos" con il sistema della "cuerda seca", ossia bassorilievi in negativo, per evitare che i differenti colori si mescolassero. Sempre nello stesso periodo giunse a Siviglia un artigiano italiano, Francesco Niculoso, siciliano di origine, che introdusse in quella Regione la tecnica della maiolica. Si pensa che questo artista abbia lavorato anche in Portogallo, in quanto il pannello dell'Annunciazione conservato al Museo di Évora è attribuito allo stesso artista.

Elencare qui tutti i luoghi di produzione della ceramica portoghese sarebbe un impresa abbastanza ardua. E' opportuno però ricordarne alcuni come "Faiança Ratinho" e "S.Ana" a Lisbona. Al nord abbiamo invece una concentrazione di fabbriche a Gaia, sul margine del fiume Douro, dalla parte opposta a quella della città di Oporto. Non va dimenticata però la produzione ceramica di Viana do Castelo, di Aveiro e di Coimbra, che sono attivi centri di produzione sin dai secoli XVII e XVIII.

Testimonianze dell'alto livello artistico raggiunto le troviamo nei diversi musei della ceramica, come per esempio quello di Viana do Castelo oppure il Museo Machado de Castro di Coimbra, solo per elencarne alcuni.

Dove però l'arte ceramica portoghese ha raggiunto i livelli più alti è, a mio avviso, nella Azulejaria, ovvero nella maiolica da rivestimento. È proprio in quest'arte che i ceramisti portoghesi hanno espresso il massimo della loro vena artistica e della fantasia, facendone una espressione tipica del loro Paese. Percorrendo il Portogallo in lungo e in largo troviamo un'immensa produzione di rivestimenti ceramici di vario tipo e rappresentanti vari soggetti. Unico comune denominatore è però la bicromia : bianco e azzurro. Bianco e azzurro messo in risalto dal bianco-calce dei muri delle case del centro-sud del Paese, oppure impreziosito dall'oro della "talha dourada" (legno intagliato, rivestito di lamina d'oro) all'interno di chiese, anche di modesta dimensione, come, per esempio, ad Ericeira oppure a Ponta Delgada, nell'isola di São Miguel, alle Azzorre.

Piccole chiese, Cattedrali, case di pescatori, palazzi patrizi : questi sono i luoghi dove si possono ammirare meravigliosi pannelli di maiolica. Ogni occasione è buona per dare corpo ad una espressione artistica che in Portogallo è sempre viva.

Francesco

Fonte: http://web.tiscali.it/portogallo/

marcella bellocchio

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