Tu sei qui: Home Lombardi nel Mondo Nazioni Europa Articoli Cultura e curiosità Storia del Teatri Kombetar di Tirana: non si cancella, potrebbe continuare in Italia
Accedi a ..
Ospitalità Mantovana .....
logo-albergo-hotel-bianchi-mantova.png
In Evidenza ...

Storia del Teatri Kombetar di Tirana: non si cancella, potrebbe continuare in Italia

Roma 3 agosto 2018 - La Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla protesta per la chiusura del Teatri Kombetar di Tirana

 

 

di Maurizio Pavani

 

 

Indimenticabile avventura albanese per i giovani della Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla per emozione e motivazione.

Un tuffo nel passato come i sit-in degli anni d’oro della protesta giovanile, con rappresentazioni teatrali attraverso monologhi e canzoni estratti da “Monodialoghi” di Patrizio Ranieri Ciu. Ecco il senso del comunicato congiunto tra artisti albanesi e italiani.

Ora tutti siamo in trepida attesa delle scelte del presidente della Repubblica albanese Meta in relazione l’abbattimento del Teatri Kombetar, il Teatro Nazionale di Tirana.

E mentre gli artisti albanesi in caso di autorizzazione si preparano ad uno sciopero della fame, decolla, provocatoria la proposta shock di Pulcinella, in nome del teatro Fabbrica Wojtyla: “Se il governo ha deciso di demolire il Teatro Nazionale ebbene scene, palcoscenico e poltrone le prenderemo noi per portarle in Italia nel nostro teatro dove metteremo su anche la bandiera albanese. Così la storia del teatro di Albania che il governo intende cancellare la conserviamo noi.”

Un piccolo aiuto per una grande causa, la difesa della cultura: il teatro. (fonte e foto: Oggiurnal.com)

Leggi anche:

Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla per il Teatro Kombetar di Tirana, e la storia dell’Albania

Dimensione atemporale con la Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla e il teatro in giardino

Settembre al Borgo con i “Monodialoghi” della Compagnia della Città & Fabbrica Wojtyla

Azioni sul documento
Share |
Editoriale

Marcinelle, e non solo: Onore al lavoro italiano nel mondo

Dalle stragi di Marcinelle, Lötschberg, New York, Dawson, Mattmark fino ad oggi il lavoro italiano sa farsi apprezzare e merita da essere difeso da chiunque lo denigri. continua>>
Altro…