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Eltjon Valle per il progetto “Padiglione Italia nel Mondo”

Eltjon Valle è l’artista albanese legato all’Italia, selezionato per questo progetto. All’Istituto Italiano di Cultura di Tirana esporrà alcune nuove opere del progetto “Marinz”

La mostra si inserisce nel quadro del progetto “Padiglione Italia nel Mondo, Biennale 2011” ideato per celebrare i 150 Anni dell’Unità d’Italia in occasione della 54ª Biennale di Venezia e realizzato dal Ministero degli Affari Esteri in collaborazione con gli 89 Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Artisti italiani o di origine italiana che lavorano all’estero ed artisti stranieri molto legati all’Italia sono stati segnalati da ciascun Istituto ad una Commissione presieduta dall’ideatore del progetto Vittorio Sgarbi. Gli artisti selezionati sono stati quindi invitati ad esporre presso gli Istituti Italiani di Cultura, mentre un video dedicato alle loro opere sarà proiettato dal 31 maggio al 27 novembre, ininterrottamente durante tutta la durata della Biennale, nel Padiglione Italia a Venezia.

 

Eltjon Valle è l’artista albanese legato all’Italia selezionato per questo progetto. Nato nel 1984 a Kuçova, vive e lavora fra Tirana e Milano. Laureatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha esposto in diverse mostre personali presso La Générale en Manufacture, Sèvres, Parigi, la Galleria Nazionale delle Arti di Tirana, la Galleria Leonardo di Milano, la Galleria Movimento d’Arte Contemporanea di Milano. L’artista, prescelto anche per il Padiglione albanese, impiega come mezzo espressivo il petrolio greggio, suscitando riflessioni sullo stato di salute del nostro ambiente.

 

All’Istituto Italiano di Cultura esporrà, fino al prossimo 21 maggio, alcune nuove opere del progetto “Marinz”, che è stato così recensito da Francesco Poli, curatore, insieme a Rubens Shima, Direttore della Galleria Nazionale delle Arti di Tirana: “Concentrare l’attenzione sull’espressività primaria dei materiali della realtà urbana e dei territori naturali è senza dubbio uno dei contributi più rilevanti dell’arte processuale e ambientale degli anni Sessanta e Settanta. Questo genere di esperienze è stata ripresa in modo originale anche da molti artisti internazionali delle ultime generazioni e sviluppata con una consapevolezza molto più avvertita delle implicazioni sociali, politiche e ecologiche a livello di impatto globale. Anche Eltjon Valle ha deciso di andare in questa direzione impegnandosi in una complessa ricerca, elaborata con diverse modalità operative (dall’installazione al video, dalla fotografia ai dipinti e disegni), incentrata su una materia prima di cruciale importanza, il petrolio. Mettere in gioco in un progetto artistico il petrolio, e tutto ciò che esso significa a livello economico e simbolico, è una sfida non di poco conto. Il tema centrale del suo lavoro ha in particolare specifiche connotazioni ecologiche. Una compagnia canadese che ha rilevato la concessione petrolifera di trentadue chilometri quadrati a Marinza, in Albania ha incaricato l’artista di studiare e elaborare un intervento che contribuisca (a livello di immagine e di sensibilizzazione culturale) ad avviare un processo di bonifica di un territorio fortemente inquinato a causa di pratiche estrattive tecnologicamente arretrate. Valle ha cominciato a realizzare degli interventi site-specific su una serie di pozzi con lo scopo di trasformare una condizione di degrado ambientale in un segnale estetico forte che indichi la volontà di una decisa inversione di tendenza per il futuro. In un’importante mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Tirana (2009) questo work in progress è stato sviluppato visivamente e plasticamente mettendo in scena i dati informativi, le carte topografiche, le immagini documentarie fotografiche e video e anche la materia prima. Quest’ultima è presente sotto forma di veri e propri pezzi di terreno intrisi di bitume e petrolio che si presentano come dei rilievi che evocano il paesaggio disastrato da cui sono stati prelevati. Di più analitica freddezza concettuale sono i disegni su carta translucida dove si fa riferimento alla collocazione dei pozzi e alla rete di strade che li interconnettono”. (ItalPlanet News)

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