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20 dicembre 1955 (quinta puntata)

20 dicembre 1955: con l’accordo tra Italia e Repubblica Federale Tedesca inizia la moderna emigrazione di massa dalla Penisola verso la Germania. Nel 60° anniversario di quella data presentiamo, a chi segue Lombardi nel Mondo, questo evento con un breve saggio.
20 dicembre 1955 (quinta puntata)

Puntata 5

Le latrine. Erano «una capanna oltre il piccolo prato investito da una brinata. Corsi a coprirmi e mi diressi alla capanna battendo i denti. Entrai e, al centro, c‘era una fossa con, sospesa, una trave. La puzza era insopportabile e, puzza e vista, mi fecero passare la voglia…» [S. Bucco, pag. 120 - op. cit.].

Il ritmo lavorativo nelle fabbriche, altiforni, miniere e cantieri mise a dura prova gli emigranti, non solo italiani. Essi provenivano, nella maggior parte, da aree agricole. La moglie dell’autore di «Una vita una storia» «era addetta a una fresatrice e doveva rifinire una quantità enorme di bulloni dalla testa esagonale». La figlia «si muoveva tra una selva di mole. Un lavoro non facile per una ragazzina di quindici anni».
Il capofamiglia lavorava «duro, e a cottimo, a un tornio».
Il figlio «trovò, da solo, un semplice impiego presso un distributore di benzina a qualche centinaio di metri dalla nostra casa…». Poi verrà assunto, con il padre, alle Ferrovie Tedesche. Ogni membro partecipa secondo le proprie forze all‘avanzamento e promozione economica della famiglia, spesso senza trascurare la scuola professionale o il raggiungimento di un diploma che può permettere un futuro «salto» sociale ed economico.

Una realtà sconosciuta, come il desiderio intenso e doloroso di persone, oggetti, località, situazioni, gusti, voci che rimandano a luoghi lontani e familiari, s‘impadronisce dell‘emigrante: la «nostalgia», cui si aggiunge «l‘isolamento sociale» - Racconta l’autore di «Una vita una storia»: «Avvertivo di essere solo. Quelli della birreria non erano amici o familiari: erano emigranti nelle mie stesse condizioni. Eravamo soli e sradicati. Il mazzo di carte, lo scambio di parole erano solo un palliativo. Mancava qualcosa e qualcuno: quel qualcosa e qualcuno erano a duemila chilometri».
Il ritmo quotidiano, o settimanale, dell‘emigrante non aiutava a superare con facilità certe situazioni. Sempre da «Una vita una storia»: «Di domenica si dormiva più a lungo. Appena alzati si prendeva una tazza di caffè e, dopo, si faceva un po‘ di bucato. Si lavava la biancheria intima e le lenzuola, le camicie e le calze. Terminato il bucato si iniziava a preparare il ragù per condire la pastasciutta. Dopo pranzo dormivo un‘oretta e poi uscivo per la città. Giravo, incontravo gli amici e si finiva a bere una birra».
Quand‘era possibile ritornare al paese d‘origine per un periodo di vacanza, era momento di grande festa. Per molti le prime ferie giunsero due-tre anni da quando erano partiti…

Radio e televisione: Nel novembre del 1964 per gli 80.000 Italiani che vivevano nel Nord – Reno – Vestfalia apparve sui teleschermi della televisione tedesca il «Signor Italia». Il WDR ogni venerdì sera, dale ore 21 alle 21.30 presentava la trasmissione «L’appuntamento del Venerdì» con immagini e servizi dall’Italia, informazioni politiche, sportive e canzoni. La trasmissione è condotta dal quarantunenne Enzo Calani, lettore di italiano presso la Hochschule di Aquisgrana [dal quotidiano Westfalenpost, 6 Novembre 1964 - Nr. 259].
Sempre il WDR avviò la trasmissione radiofonica in lingua italiana «Radio Colonia». Racconta Angela Sinesi, giornalista presso il WDR: «Nel 1962 le varie emittenti regionali si riunirono per discutere la possibilità di realizzare delle trasmissioni con frequenza giornaliera, ciascuna della durata di quarantacinque minuti nelle diverse lingue… Questo progetto vide la luce il 1° novembre 1964. A Colonia le prime voci italiane al microfono furono quelle di Sandro Casalini e Aiello Verde…». [Angela Sinesi, Emigrazione e media, in Umanesimo storico latino e realtà economiche socio-culturali contemporanee, pag. 85 e ss., Fondazione Cassamarca, Treviso 2001].
La prima esperienza fu del Saarländischer Rundfunk che iniziò le trasmissioni in lingua italiana nell‘ottobre 1961. Ricordiamo che, in quel periodo, l‘unica emittente che trasmetteva in tutte le lingue con frequenza quotidiana era Radio Praga.

L‘importanza di queste trasmissioni, quasi un rito serale per gli emigranti del periodo pre-antenna satellitare, deve ancora venir studiata in tutti i suoi aspetti.

(fine quinta puntata)
Luigi Rossi (Bochum)
www.luigi-rossi.com

Nota: invece delle note a pie’ di pagina o finali, abbiamo preferito inserirle nel testo utilizzando parentesi quadre

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Editoriale

Giovani italiani all’estero: rientro, popolamento e solidarietà

Workshop organizzato per mettere a punto le proposte emerse nel seminario organizzato l’11 ottobre u.s., presentato a sua volta dal giornalista Luciano Ghelfi e introdotto dallo storico Emilio Franzina, moderato in entrambe le occasioni da Gianni Lattanzio, ha visto entrambe le volte la partecipazione di consiglieri del CGIE, esponenti politici quali i deputati Fucsia Fritzgerald Nissoli (FI) Gianni Marilotti (5 Stelle) e Massimo Ungaro (PD) e poi Simone Billi, Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati (Lega) e la Senatrice Laura Garavini (PD), quindi esperti come Toni Ricciardi (Università di GINEVRA), Maddalena Tirabassi (Direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, Globus et Locus) Riccardo Giumelli (Università di Verona), Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Franco Pittau (Centro Studi Idos). Le conclusioni del workshop sono state affidate al Dir. Gen. per gli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI, Amb. Luigi Maria Vignali, e all’On. Fabio Porta, del coordinamento del Comitato. continua>>
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