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Vita e morte di un fotoreporter

La trasmissione LASER della radio svizzera RSI ha dedicato ad Andrea Rocchelli un servizio (andato in onda lunedì 22 maggio 2017) e fruibile in podcast.

Per seguire la trasmissione vai al LINK

Morire per la libertà di stampa, per documentare con precisione e attenzione un evento drammatico e poco raccontato come la guerra del Donbass.
Il fotoreporter italiano Andrea Rocchelli è stato ucciso insieme al giornalista russo Andrej Mironov durante la realizzazione di un reportage sulla guerra Ucraina il 24 maggio 2014.
La vicenda ha avuto una scarsa eco mediatica in quanto inizialmente la morte di Andrea e di Andrej era stata catalogata come incidente.
Che non si fosse trattato di un incidente, ma di un attacco mirato a loro come giornalisti inermi, si è chiarito nel corso del tempo, a riflettori spenti.
Le autorità Ucraine, nonostante le assicurazioni di serie indagini e nonostante l'avvio di una rogatoria internazionale da parte della giustizia e del governo italiani, hanno eluso ogni quesito e non hanno finora fornito alcuna ricostruzione plausibile dell'accaduto, né hanno individuato responsabilità.
In Italia il caso è ancora aperto.
Andrea era un giornalista attento e profondo e lo dimostrano non solo le sue foto, ma anche queste interviste, realizzate a Slovianks poco prima della sua morte e recuperate tra gli effetti personali del fotografo restituiti alla famiglia.
Sono voci, queste, di civili stremati nascosti nei bunker, di bambini che associano ormai il suono dell'elicottero al "bum bum" del bombardamento.
Nel settembre 2014 a Bellinzona Monte Carasso è stata realizzata la prima mostra personale retrospettiva delle foto di Andrea Rocchelli, curata da Gianluigi Grossi (catalogo Evidence, 2014).
L'Ambasciata Svizzera a Roma ha supportato, nell'ottobre 2015, un'altra mostra di Andrea dal titolo Stories svoltasi al "Museo di Roma in Trastevere".
L'Assemblea parlamentare dell'OCSE a Vienna, nel febbraio del 2015, ha ricordato la morte di Andrea Rocchelli e di Laurent Etienne, entrambi uccisi in Ucraina nel 2014 come casi paradigmatici di violazioni dei diritti umani e di sacrificio per i valori della solidarietà, del soccorso e dell'informazione.

(FONTE www.rsi.ch)

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