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Genocidio armeno: a Yerevan l’omaggio di Hollande e Putin alle vittime

Delegazioni da tutto il mondo a Yerevan hanno commemorato il centenario del genocidio armeno. Il presidente francese Francois Hollande e quello russo Vladimir Putin erano le più alte cariche straniere presenti alla cerimonia al memoriale delle vittime costruito nel 1967.

“Nulla può giustificare massacri di massa”, ha detto Putin, prendendo la parola dopo il presidente armeno Serz Sargsyan e Hollande.
Sargsyan ha affermato che il genocidio è una ferita aperta perché nel mondo esistono posizioni negazioniste. “Dobbiamo trovare una soluzione prima che l’umanità tradisca di nuovo la propria promessa, ‘mai più una cosa del genere’. La commemorazione del centenario del genocidio armeno è diventato un nuovo punto di partenza nella lotta contro questo tipo di crimini”.

La Francia non dimenticherà, ha detto Hollande, ricordando anche la comunità armena che vive nel suo Paese, della quale fa parte il cantante Charles Aznavour, presente tra la platea di ospiti. “Commemorare un genocidio non significa aprire un processo. Significa evocare la sofferenza e la pena dei sopravvissuti e dei loro figli. Significa riconoscere una tragedia che con la sua vastità ha colpito l’intera umanità”.

Un milione e mezzo di armeni furono uccisi tra il 1915 e il 1917 sotto l’Impero Ottomano. La Turchia nega che si sia trattato di un genocidio, termine utlizzato invece da una ventina di Paesi, fra i quali Italia, Francia e Russia, e dal parlamento europeo.

Fonte: it.euronews.com

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