You are here: Home Lombardi nel Mondo Nazioni Europa Articoli Storia ed emigrazione L’esploratore di Omegna “venerato” in Paraguay
Accedi a ..
Ospitalità Mantovana .....
logo-albergo-hotel-bianchi-mantova.png
In Evidenza ...

L’esploratore di Omegna “venerato” in Paraguay

Guido Boggiani lasciò il Lago d’Orta alla fine dell’Ottocento per il Sudamerica. Con foto e disegni raccontò e studiò la vita delle popolazioni indios. Ora ad Asunciòn ci sarà una mostra a lui dedicata. Proponiamo a chi segue Lombardi nel Mondo un articolo del giornalista Vincenzo Amato.
L’esploratore di Omegna “venerato” in Paraguay

Boggiani

Fino a pochi anni fa c’era una scuola a lui intitolata. Adesso a Omegna a ricordare Guido Boggiani resta solo una strada. Dimenticato in patria il grande esploratore, etnografo, pittore e fotografo è celebrato in Sud America e la città di Asunciòn, capitale del Paraguay, gli dedica una mostra curata dal critico Ticio Escobar.

 

Nato a Omegna nel 1861, Boggiani, a 18 anni, iniziò a viaggiare in Sud America facendo il commerciante, ma nello stesso tempo studiando le popolazioni indios Caduvei e Chamacoco che all’epoca vivevano in una zona compresa tra gli attuali stati del Paraguay e del Brasile, e svolgendo un lavoro immenso nella conoscenza e nello studio di quel popolo. Fu il primo a fotografarli, disegnarli e studiarli unendo, come un genio rinascimentale, arte e scienza. Fu ucciso, in circostanze rimaste misteriose da alcuni indios nel 1901 a soli 40 anni. Uno dei massimi studiosi di Guido Boggiani è il novarese Maurizio Leigheb, anch’egli esploratore e etnologo. «Boggiani fu un personaggio straordinario e ancora oggi guardando alle sue opere e a quanto ha fatto non si può non restare affascinati dalla sua figura - dice Leigheb - fu pittore, esploratore, fotografo, etnografo e linguista. Nella sua persona si trova un incredibile connubio di scienziato e artista. Le sue foto, i suoi disegni sugli indios sono non soltanto delle opere d’arte, ma anche una testimonianza unica e straordinaria per conoscere quel mondo».

 

Leigheb ha dedicato anni a studiare l’esploratore cusiano dedicandogli anche una mostra a Novara nel 1985 e poi ancora a Omegna nel 2001 in occasione del centenario della morte. Vennero molti studiosi anche dall’estero, in mostra al Forum c’erano le foto originali scattate da Boggiani. «Questo interesse da parte del Paraguay nei confronti di Boggiani non è di oggi - aggiunge Lino Cerutti, direttore della rivista Le Rive - la città di Asunciòn ha un museo a suo nome e in quel Paese ci sono addirittura famiglie che dopo la sua scomparsa hanno assunto il cognome Boggiani che così sopravvive ancora. Il rispetto, direi addirittura la venerazione di cui è circondato Guido Boggiani in Sud America dovrebbero farci riflettere e riscoprire questo personaggio che al pari di Gianni Rodari è un figlio di Omegna. Speriamo che la nostra città possa riproporre ancora una mostra magari con pezzi e documenti esposti in Sud America».

 

Nel VCO restano alcuni dipinti conservati al museo del Paesaggio a Verbania. Nella mostra inaugurata ad Asunciòn ci sono documenti nuovi frutto di ricerca negli archivi paraguaiani e le tribù indios che ancora vivono nella foresta e tra i quali la leggendaria figura dell’esploratore cusiano è viva più che mai. Una figura straordinaria, quanto mai attuale come dimostra l’esposizione realizzata in collaborazione con l’Istituto di Cultura San Paolo, la Società geografica italiana e il museo Pigorini di Roma è stata voluta dall’ambasciata italiana in Paraguay. «Boggiani volle realizzare sogni coltivati sin da bambino - scrive nel catalogo della mostra l’ambasciatore italiano Antonella Cavallari - e fu capace di creare ponti e collegamenti con culture indigene».

 

 

 

Per gentile concessione del giornalista Vincenzo Amato

 

 

 

Da: http://www.lastampa.it/2014/08/14/edizioni/verbania/cronaca/lesploratore-di-omegna-dimenticato-nel-cusio-e-venerato-in-paraguay-17Bl203OgA7uvAr1V4lIJM/pagina.html

 

 

 

 

a cura di L. Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

 

Document Actions
Share |
Editoriale

Giovani italiani all’estero: rientro, popolamento e solidarietà

Workshop organizzato per mettere a punto le proposte emerse nel seminario organizzato l’11 ottobre u.s., presentato a sua volta dal giornalista Luciano Ghelfi e introdotto dallo storico Emilio Franzina, moderato in entrambe le occasioni da Gianni Lattanzio, ha visto entrambe le volte la partecipazione di consiglieri del CGIE, esponenti politici quali i deputati Fucsia Fritzgerald Nissoli (FI) Gianni Marilotti (5 Stelle) e Massimo Ungaro (PD) e poi Simone Billi, Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati (Lega) e la Senatrice Laura Garavini (PD), quindi esperti come Toni Ricciardi (Università di GINEVRA), Maddalena Tirabassi (Direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, Globus et Locus) Riccardo Giumelli (Università di Verona), Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Franco Pittau (Centro Studi Idos). Le conclusioni del workshop sono state affidate al Dir. Gen. per gli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI, Amb. Luigi Maria Vignali, e all’On. Fabio Porta, del coordinamento del Comitato. continua>>
Tutti gli Editoriali