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Il presidente di Gaz de France è di origine lombarde

In quest'intervista Jean Francois Cirelli racconta la sua storia e afferma "A Parigi ritrovo un po’ della mia Mantova". L’artefice dell’intesa tra il gruppo francese e il colosso Suez è molto legato alla sua terra d'origine.

PARIGI. Su un foglietto scritto a mano ci sono gli ultimi cento anni di storia della sua famiglia. Uno spaccato dell’albero genealogico dei Cirelli di Bozzolo. Lui sorride, e osserva incuriosito quelle linee stilizzate che tracciano i rapporti di discendenza tra bisnonni, nonni, genitori e figli. E oggi che quell’accento si è spostato, che quel cognome Cirelli è pronunciato alla francese diventando Cirellì, lui, Jean Francois, timoniere di Gaz de France e artefice del futuro matrimonio con Suez, rivendica con orgoglio le sue origini mantovane. «Sì, sono lombardo. Viva Mantova».

 A Parigi abbiamo incontrato il presidente e amministratore delegato del gruppo che ha annunciato la fusione con Suez, il colosso franco-belga dell’energia. L’appuntamento è al Pavillon Gabriel, spazio che ospita la conferenza stampa di presentazione dei risultati conseguiti nel 2005 da Gaz de France. L’Eliseo è a due passi, poco distante le auto sfrecciano veloci sugli Champs Elysées. E davanti alla stampa internazionale Jean Francois Cirelli snocciola con orgoglio i dati di un anno record per la compagnia che presiede e dirige. Ma chi è questo distinto signore di 47 anni, sempre sorridente, che nonostante una carriera folgorante (studi alla prestigiosa Ena, consigliere economico del presidente della Repubblica Jacques Chirac, direttore del gabinetto del primo ministro francese Jean-Pierre Raffarin, prima di essere lanciato alla guida del colosso Gaz de France) ha voluto conservare un solido legame con il territorio mantovano?

 Per risalire alle radici di Jean Francois Cirelli bisogna fare un balzo indietro di oltre un secolo. E tornare nel Mantovano. In quel paese, Bozzolo, che è tra i centri della provincia a più forte emigrazione, rivolta soprattutto verso la Francia. Brava gente, famiglie intere che cercano un futuro più roseo all’estero. Romeo Cirelli, nonno dell’attuale presidente di Gaz de France, nasce nel 1896 a Bozzolo da papà Giovanni e dalla moglie Carolina Barbiani. Una famiglia di origini modeste, con quattro figli. Oltre a Romeo arrivano tre femmine, Teresina (detta Zina, nata nel 1902), Ines (1910) e Angela (nata nel 1914 e tuttora in vita). Il nonno Romeo, che di mestiere fa il carrettiere, si sposa nel giugno del 1920 con Luigia Gerelli (detta Bice) e dopo il matrimonio si trasferisce in Francia in cerca di fortuna. Oltralpe, in Savoia, il futuro dei Cirelli è garantito prima da un lavoro nelle vigne, a vendemmiare, e poi da un posto nelle ferrovie dello stato.

 Intanto la famiglia Cirelli si allarga: nascono Michèl e Valter. Michèl, il padre di Jean Francois (e del fratello Alain, cuoco di ottima fama e titolare del ristorante ‘Natacha’, nel quartiere parigino di Montparnasse) inizia la sua avventura nel mondo del lavoro come venditore d’auto. Poi apre un albergo, ‘Il grande cervo’, a Chambery. Valter, invece, vive a Nizza, ed è padre di tre femmine. Quella dei Cirelli, o meglio dei Cirellì, è insomma la storia di una famiglia che ha scelto di rimanere a vivere in Francia ma che non ha scordato le proprie origini bozzolesi.

 «L’ultima volta che sono stato a Bozzolo risale a tre anni fa - racconta alla Gazzetta il presidente di Gdf destreggiandosi in un buon italiano - ma ogni tre mesi circa vengo in Italia. E conosco bene Mantova. Città splendida, Palazzo Te è un vero gioiello». Mentre osserva divertito l’albero genealogico che gli mostriamo, ricorda improvvisamente un altro legame importante. «Ho anche altri parenti nel Mantovano, a San Martino. Lo conosce? E’ il paese del budino». Con un cuoco in famiglia sembra inevitabile parlare di cucina. Nouvelle cuisine o tradizione del territorio? «Mio fratello Alain ha lavorato a Firenze, all’Enoteca Pinchiorri. A Mantova ho pranzato all’Aquila Nigra, una bella esperienza». Ma la vera sorpresa arriva quando ‘Monsieur Gaz de France’ racconta della mamma, che la domenica tira ancora la sfoglia a mano, acqua uova e farina, per preparare i tortelli fatti in casa. Unica variazione concessa, rispetto alla tradizione della cucina tipica mantovana, è quella del ripieno: nei ‘ravioli’ niente zucca.

 Ci sarà lo spazio, nella fittissima agenda di impegni del presidente di Gaz de France, per una visita in città? Ci permettiamo di dare un suggerimento per una data: settembre 2006-gennaio 2007, quando Mantova diventerà una delle vetrine nazionali delle celebrazioni del Mantegna. «Mantegna? Un maestro - risponde Jean Francois Cirelli - sì, è una bella idea».

 Torniamo a parlare del presente, e del futuro. Di affari e di strategie. Gdf (il cui principale azionista è lo Stato francese) ha chiuso il 2005, anno della sua introduzione in borsa, con un utile netto in aumento del 29% a 1,74 miliardi di euro, un record per l’azienda. Il gruppo transalpino ha registrato un profitto operativo di 2,7 miliardi, in progressione del 20%, per un fatturato salito del 28% a 22,39 miliardi. E le prospettive di crescita? Ruotano attorno al matrimonio con il colosso Suez. Cirelli difende a spada tratta il progetto di fusione (che non piace all’Enel) messo a punto insieme al presidente di Suez Gérard Mestrallet. «E’ un progetto - conclude - che offre opportunità supplementari per costituire un leader europeo dell’energia di primissimo piano».

 

Corrado Binacchi – La Gazzetta di Mantova

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