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Monsignor Clemente Gaddi vescovo di Nicosia

Nel romanzo “Conversazione in Sicilia” Elio Vittorini ha dato una insigne definizione della città di Nicosia (in Sicilia) e dei suoi abitanti.

 

Il protagonista del romanzo con il quale si identifica l’autore incontra sul treno  un uomo di Nicosia(in Sicilia), territorio che designa terra lombarda, e chiama “Gran Lombardi” i suoi abitanti descrivendone i tratti somatici, le aspirazioni e gli ideali di solidarietà.
A Nicosia, terra lombarda siciliana secondo la sua d e f i n i z i o ne,  giunse il 24 giugno 1953 mons. Clemente Gaddi, nato in terra lombarda, IX Vescovo di Nicosia Monsignor Gaddi nacque nella frazione del Comune di Mandello del Lario denominata Somana, il 23 dicembre 1901.
Dopo l’ordinazione sacerdotale avvenuta il 18 settembre 1926 nella cattedrale di Como, si dedicò all’insegnamento della teologia presso il seminario di Como e in seguito all’attività pastorale presso una parrocchia di Cernobbio.
Molti nicosiani hanno un bel ricordo del vescovo Clemente per la sua grande bontà d’animo.
Chi l’ha conosciuto ricorda le sue passeggiate pomeridiane per tutto il paese.
Io ne rimasi molto colpito e glielo scrissi in una mia lettera quando ormai si era ritirato da ogni impegno pastorale.
Con una scrittura ormai tremolante, mons. Gaddi mi rispose che si ricordava di me, della gente di Nicosia, dei sacerdoti della diocesi e che lo scopo delle sue passeggiate lungo le strade del paese era quello di incontrare la gente.
In quegli anni era diffuso più di oggi un atteggiamento riverenziale verso i vescovi da parte di tutti, credenti e no.
Sul volto solenne ed autorevole di mons. Gaddi si leggeva un mezzo sorriso ed uno sguardo penetrante, come ricorda una mia concittadina.
Il vescovo Gaddi è passato alla storia della città di Nicosia per aver messo fine alle antipatiche rivalità fra i fedeli della Cattedrale e quelli della Basilica di Santa Maria Maggiore.
Per la festa del venerdì santo le due parrocchie erano solite portare in processione nella stessa giornata i loro due crocifissi.
L’antagonismo scoppiava ogni volta che le processioni si toccavano e inevitabilmente finiva in una vera e propria rissa fra i portatori che mettevano giù i crocifissi e si davano botte da orbi.
Durante il suo episcopato venne ultimata la costruzione del nuovo seminario vescovile presso la contrada sant’Agostino dove vennero trasferiti i seminaristi che in precedenza erano alloggiati presso i locali annessi alla chiesa di san Biagio.
Il 21 luglio 1962 mons. Gaddi dovette lasciare Nicosia perché venne nominato arcivescovo coadiutore di Siracusa da San Giovanni XXIII, e l’anno successivo venne nominato arcivescovo di Bergamo.
La sua permanenza in Sicilia durò una decina d’anni.
Il resto della sua vita e del suo lavoro lo svolse a Bergamo lasciando un’impronta indelebile. Tuttavia, come ricorda il suo segretario monsignor Ferrari,  “il vescovo Gaddi conservò sempre un ricordo vivissimo dei luoghi in cui si trovò a esercitare il suo ministero”.
Anche a Bergamo, il seminario vescovile venne ristrutturato per suo volere e tuttora è una testimonianza concreta della sua intensa attività pastorale.
Si distinse nel predicare, nella formazione del clero e nell’evangelizzazione dove mise con vigore tutto il suo impegno e lo spirito missionario.
Si dimise per raggiunti limiti di età nel 1977 e morì a Bergamo il 7 novembre 1993.
La sua salma riposa nella cattedrale bergamasca.
Di Vincenzo Bellina (FONTE Rivista IL CASTELLO)

 

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