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LE POSTE TASSIANE (2)

Per www.lombardinelmondo.org presentiamo “Le Poste Tassiane”, uno dei primi, e tra i più importanti, interventi dedicati alla famiglia dei Tasso di Camerata – Cornello (Bergamo), all’origine della posta moderna (italiana ed europea). Enrico Melillo, uno dei maggiori storici della Posta, segue passo passo gli sviluppi di questa casata impegnata in Italia e nell’Europa dei secoli XVI – XIX.
LE POSTE TASSIANE (2)

Cornello dei Tasso

Dopo l'acquisto della contea imperiale di Friedberg e delle signorie Dürmentingen e Bussen, l'imperatore Giuseppe II il 16 luglio 1787 arricchiva lo stemma originario dei principi di due speciali campi, i quali, formando la base dello scudo ora diviso in sette campi, hanno una cesoia nel campo d'ar­gento ed un leone rosso in quello d'oro.

Ulteriori accrescimenti dello stemma principesco avven­nero dopo il decreto della deputazione imperiale nell'anno 1803 e dopo l'acquisto del principato di Krotoschin nell'anno 1819. Questi accrescimenti sono raffigurati nei quattro quarti nei quali è divisa la parte addossata allo scudo del grande stemma odierno. Il primo, il terzo e 1' ultimo quarto sono nuovamente divisi in quattro, e ognuno mostra, disposte in fila, le insegne della Collegiata delle Dame, dell'abbazia di Neresheim e del principato di Krotoschin; mentre il secondo quarto riporta in uno scudo spaccato le insegne dell'abbazia di Marchthal. Tra il terzo e 1' ultimo quarto trovansi infisse le insegne della città di Buchau. Nella parte superiore dello scudo, sostenuta da due leoni d'oro, trovasi la corona principesca; sotto lo scudo si distendono le insegne del Toson d'oro. Il tutto giace sotto un padiglione di porpora foderato d'ermellino.

Sulle case dei Tasso, in Italia e fuori, erano le insegne con lo stemma di famiglia e con 1'immancabile cornetto postale.

I loro cavalli di Posta portavano in fronte la pelle di tasso e questo uso perdura in molte provincie d'Italia, massime nel Veneto. I loro corrieri, detti bergamaschi, formavano una Compagnia o Società, con statuto, che ottenne solenne san­zione, nel 1305, dal Senato veneziano. Ebbero privilegi spe­ciali dai pontefici; molti principi e sovrani d'Italia, Francia, Fiandra, Borgogna e Germania, animati dal proprio tornaconto e da spirito di progresso, non mancarono di accordarne altri. La Società era ripartita in tante azioni, formanti il pa­trimonio di trentadue famiglie, ed aveva una Banca di pre­stiti per suo esclusivo uso.

Il Sacchi così parla del servizio riordinato da Omodeo Tasso. Egli, privato, ricostituiva, con pochi privati, il rego­lare servizio delle Poste per i viaggiatori e per le lettere, che Cesare e Carlo Magno avevano prima di lui tentato, ma non proseguito. Venezia, Roma, Genova, per l'Italia; Praga, Fran­coforte, Magonza, per la Germania; Perpignano, Burgos, Bar­cellona e Madrid, per la Spagna, erano le città donde, a giorni designati, partivano i corrieri, i quali, a nome della Compa­gnia del Tasso, recavano la epistolare corrispondenza delle quattro grandi nazioni che allora costituivano l'Europa colta del medio evo.

Ottavio Codogno nel suo «Trattato delle Poste», dopo di avere accennato che l’antica e nobile famiglia Tasso si era sempre mostrata «adorna e ricca dei più pregiati ornamenti che alla dignità di Corriere maggiore si convenivano, onde per l'altezza del valor suo veniva ad esser cara e merita­mente stimata dai più potenti principi, re e imperatori», ag­giunge: «Questi valorosi Tasso avendo il carico del Gene­rale delle Poste di tutto l’Imperio, Spagna, Italia, Fiandra e Borgogna, non tanto per comodità dei loro Principi e Signori, quanto per comune utilità di tutti i negozianti, hanno ritro­vato molte e belle comodità d'inviar e ricever le lettere da ogni parte dell'universo».

Qualche notizia si ha anche di Ruggiero Tasso, che, se­condo alcuni storici del tempo, sarebbe stato il vero innova­tore d'una Posta internazionale e moderna. Alcuni altri però ritengono, e noi siamo di questo parere, che a suo nipote (e non figlio) Francesco debbasi la vera e forte organizzazione di essa, forse perché questi, audace, scaltro e intraprendente, seppe meglio d'ogni altro profittare delle condizioni politiche europee de' suoi tempi, per dare un eccezionale e vigoroso sviluppo ed una speciale e insperata importanza ad un ser­vizio, che doveva esser considerato come uno dei fattori onde si compie e si affretta l'evoluzione economica.

Ruggiero Tasso, detto anche Ruggiero I, era figlio di Passio o Paxio Tasso, pronipote di Omodeo, e fratello di Pietro e Giovanni, di lui non meno saggi e valorosi. Chia­mato ai servigi di Federico III (a. 1443 – 1490), ne divenne gran cacciatore e ciambellano; ebbe in breve non pochi altri carichi, che egli seppe mantenere ed esercitare con avvedu­tezza e dignità, e fu non ultimo consigliere negli affari di Stato. Tale illimitata fiducia dell'imperatore gli die' agio di aprire o di agevolare la via ai discendenti di sua Casa di di­ventare grandi e potenti non solo nella Germania, ma nelle Fiandre e nei regni della Spagna. A lui, nel 1460, devesi l’organizzazione della prima Posta a cavallo nel Tirolo e nella Stiria per 1'Italia e la creazione di un servizio postale tra Vienna e Bruxelles, assai migliorato da' suoi successori. Sta­bilì, di distanza in distanza, stazioni con rilievi di cavalli. I rilievi erano principalmente riservati al servizio della Corte, dei corrieri imperiali e degli ufficiali pubblici. Quelli che mantenevano e regolavano i rilievi si chiamavano, nel 1508, maestri di Posta.

La Posta di Ruggiero Tasso giovò molto a Federico III, che lo nominò cavaliere dell'Impero, sia per i servizi resi in tempo di guerra, sia pel mantenimento delle relazioni di com­mercio con gli Stati vicini e coi Turchi.

In tale epoca, e propriamente verso la fine del XV secolo, 1'organizzazione dei corrieri internazionali stabiliti dai Tasso prese uno straordinario incremento. Oltre le linee già notate e quelle istituite da Gabriele Tasso, noi troviamo che quei corrieri percorrevano in tutti i sensi i territori soggetti alla corona di Baviera e seguivano ordinariamente le seguenti vie: Roma - Venezia – Innsbruck - Anvers (via del Brennero); Vienna­ - Praga –Rötz – Ratisbona – Augsbourg – Lione - Madrid; Vienna – ­Praga – Nuremberg –Würzbourg - Francoforte sul Meno - Colo­gna - Bruxelles. Tutte le volte ciascun corriere toccava Monaco. Il trasporto delle corrispondenze della capitale era effettuato per mezzo degli uffici delle Poste imperiali di Augsbourg e di Ratisbona.

A Roma troviamo un Pellegrino Tasso, che amministrava l'ufficio postale, ai principii del XV secolo; poi Agostino Tasso nipote di Pietro, che fu primogenito di Pasio. Egli vi tenne il titolo di Maestro Generale delle Poste Pontificie a tempo di Innocenzo VIII (a. 1484-1492), di Alessandro VI (a. I493­ - 1503) e di Giulio II (a. 1503 - 1513): nel 1507 fu anche con­sigliere del comune di Bergamo.

 

Fine seconda puntata

 

A cura di Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

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Editoriale

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