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Artisti Lombardi in Spagna (10)

Offriamo ai lettori una serie sugli Artisti Lombardi attivi in Spagna tra i secoli XII e XIX, un primo passo per comprendere l’estrema mobilità di artisti, artigiani, idee e materiali nel corso dei secoli.
Artisti Lombardi in Spagna (10)

Pompeo Leoni

LEONI Pompeo

(Milano o Pavia, 1533 - Madrid, 13 ottobre 1608)

 

Scultore.

Figlio di Leone. Il luogo e la data di nascita sono incerti. Nel suo testamento asserisce soltanto di esser nato nella notte di San Ber­nardino.

Giunge in Spagna (a Valladolid) col padre (o per accompagnare alcune opere del padre) il 2 novembre del 1556 (l'anno in cui Carlo V si ritira a Juste) e vi rimane per tutta la vita.

Accusato di Luteranesimo presso il Grande Inquisitore Fernando de Valdés, figura in un Auto da Fé, ma per l'intervento del padre se la cava con alcuni mesi di ritiro in convento (primi del 1557).

Con real cedola del 27 febbraio 1557 è nominato «scultore del Re», con assegno di 30 ducati mensili, più altri 50, quando risieda per lavoro in Spagna o a Milano (tale assegno sarà poi elevato a 600 ducati e reso vitalizio con cedola del 1° giugno 1593).

Nel 1570 modella gigantesche statue, con pitture di Diego da Ur­bino e di G. B. Comane per gli archi di trionfo innalzati al Prado e nella Calle Mayor in occasione dell'ingresso di Anna d'Austria, quarta moglie di Filippo II. Opere simili eseguirà con Bartolomeo Carducci e Luis Carbajal per l'ingresso di Margherita d'Austria.

Nel 1571 il Capitolo della Cattedrale di Toledo gli commissiona un piedistallo in marmo e bronzo per l'urna di Sant'Eugenio (com­penso 1.500 ducati), peraltro mai terminato.

Con Giacomo Trezzo, G. Battista Comane e F. Herrera si impegna, anche a nome del padre, per l'esecuzione del grande Retablo dell'E­scorial (scrittura del 3 gennaio 1579).

Il contratto affida a F. Herrera il disegno architettonico, a Leone e Pompeo quattordici statue più il Crocefisso, a Giacomo Trezzo il Tabernacolo e a G. B. Comane l'impianto architettonico. Il tempo di esecuzione è fissato in quattro anni e il compenso in 20.000 ducati. Dal 1582 al 1589 Pompeo Leoni è a Milano col figlio Michele per attendere all'esecuzione delle opere, che vengono realizzate con la collaborazione del genero Millàn de Vimercati e di Baldassare Ma­riano.

Prima della partenza di Pompeo per Milano, il 12 marzo 1582, Domingo del Portillo, alla presenza dei testimoni Juan de Ibarra e Luis Hurtado, aveva redatto un inventario delle statue in bronzo e in marmo esistenti nella casa dello scultore, sita al n.° 4 della Carrera di San Francisco: 13 statue, più un piedistallo in marmo destinato alla Cattedrale di Toledo. Le statue che figurano in detto inventario (v. Inventario de bienes y alhajas, Tomo 11, F. 738, Arch. de Palacio, Felipe II) sono: 1) Carlo V domina il Furore (valutata 2.000 ducati); 2) Carlo V (marmo-valutato 600 ducati); 3) L'Imperatrice Isabella (bronzo-valutato 1.000 ducati); 4) L'Imperatrice Isabella (marmo-va­lutato 500 ducati); 5) Filippo II (bronzo-valutato 1.000 ducati); 6) Filippo II (marmo-valutato 500 ducati); 7) Maria d'Ungheria (bronzo­ - valutato 800 ducati); 8) Carlo V Imperatore (busto in bronzo-valutato 200 ducati); 9) Carlo V Imperatore (busto in marmo-valutato 60 du­cati); 10) Maria d'Ungheria (busto in marmo-valutato 200 ducati); 11) Carlo V Imperatore (quadro in marmo, valutato 500 ducati); 12) L'Imperatrice Isabella (quadro in marmo, valutato 500 ducati); 13) L'Imperatrice Isabella (quadro in bronzo, valutato 600 ducati).

Il deposito viene sigillato.

Al suo ritorno in Spagna (1589) Pompeo mette mano alle dieci statue per i cenotafi della Basilica dell'Escorial: quello di Carlo V, terminato nell'aprile 1597, e quello di Filippo II, terminato nel 1598. Modella inoltre nove statue per il convento di San Filippo (contratto del 6 ottobre 1595), perdute nell'incendio del 1718.

Per 1.400 ducati esegue, infine, il Retablo della Chiesa di Atocha, distrutto durante la Guerra Civile spagnola.

Fra i suoi aiutanti chiamati dall'Italia vanno citati Baldassare Mariano, Domenico Guidotti e G. Antonio Marogia.

Segue la Corte a Valladolid, dove, il 9 marzo 1602, riceve incarico dal Duca di Lerma, di eseguire, con Juan de Arfe, le statue oranti dei Duchi, destinate al Convento di S. Paolo (oggi al Museo di Vallado­lid), nonchè le statue per il Retablo della Chiesa di S. Diego (1605), le cui pitture sono affidate a Bartolomeo e Vincenzo Carducci.

Fa testamento 1'8 d'ottobre 1608. Muore a Madrid e viene sepolto nella Chiesa di S. Francesco. Lascia molti figli avuti da Stefania de Mora, fra cui Battista, avvocato a Corte, e Pompeo junior, morto a Madrid (Parrocchia di S. Sebastiano), il 1° luglio 1638.

Dagli eredi di Francesco Melzi e dai fratelli Mazzetta era venuto in possesso di alcuni manoscritti di Leonardo, che, smembrati e ricomposti arbitrariamente in due tomi, furono portati in Spagna.

Uno di essi è il Codice Atlantico, oggi alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.

 

Opere:

 

ARANJUEZ, Palazzo, Statua di Filippo II giovane; Busto dell'Infanta Margherita (bronzo); Busto dell'Infanta Leonora (bronzo); Meda­glione di Carlo V e Isabella.

BARCELLONA, Museo Marés, Crocefisso (attr.).

EL ESCORIAL, Basilica, Cenotafio di Carlo V (1597); Cenotafio di Filippo II (1598); Retablo (con Leone); Tabernacolo (13 statuette, alt. 28 cm.).

GUADALUPE, Monastero, Statua dell'Infanta Giovanna d'Austria, col marito Dionisio di Portogallo (attr.).

LERMA, Chiesa Parrocchiale, Statua di Cristóbal de Rojas, Arcivescovo di Siviglia (con Juan de Arte 1607).

MADRID, Acc. di S. Fernando, “Crocefisso della Vittoria”. - Carboneras, Convento (Esterno), “S. Gerolamo e Santa Paola adorano l'Eucare­stia” (o Michele Leoni?). - Conv. Descalzas Reales, “Statua orante di Giovanna d'Austria” (marmo) F., 1575. - Museo Archeologico, “Medaglia di Juan Honorato” (diam. 67 mm.); “Medaglia del Principe Don Carlos” (diam. 65 mm.) – Museo Làzaro Galdiano, “Quattro Evangelisti”; “Crocefisso”; “Medaglia di Don Carlos” (1557). - Museo del Prado, “Donna Maria d'Ungheria” (bronzo, con Leone), 1564; “Filippo II” (busto in bronzo); “Filippo II” (busto in marmo); “Filip­po II” (busto in alabastro); “Figura di schiavo” (attr.). - S. Ginés, Chiesa, “Quattro Angeli in bronzo, con strumenti della Passione” (attr.).

MARTIN MUÑOZ DE LAS PESADAS (Segovia), Chiesa Parrocchiale, Statua del Card. Espinosa (marmo e diaspro, con G. Trezzo e G. B. Comane), 1577.

MEDINA DEL CAMPO, Ch. di Santa Maria de Mediavilla, Croce (cristallo e argento).

PALENCIA, Ch. di S. Paolo, Statue oranti dei Marchesi di Posa (o Mi­chele Leoni?).

PARRACHÉS, Abbazia, Altar Maggiore, S. Agostino.

PLASENCIA, Cattedrale, Crocefisso (attr.).

SALAS (Asturias), Convento de las Valdés, Tomba dell'Inquisitore Fernando de Valdés; Statua di Mencía de Valdés.

SAN VICENTE DE LA BARQUERA (Santander), Chiesa di San Vicente, Sepolcro di Antonio del Corro (Scuola).

SIGÜENZA, Museo Diocesano, Sepolcro di Francisco de Eraso.

TOLEDO, Museo Santa Cruz, Busto di Juanelo Turriano (o G. B. Mo­negro?).

VALLADOLID, Museo, Statue oranti dei Duchi di Lerma (bronzo dorato, con M. Vimercati, B. Mariano, fuse da Juan de Arfe); Resti del Retablo del Convento di S. Diego (1604), “Sei Santi Francescani”; “Vergine”; “S. Giovanni”; “Crocefisso”. - S. Michele, Chiesa, Retablo, “Quattro Apostoli”.

VISO DEL MARQUÉS, Convento, Tomba de Alonso de Bazán e consorte, 1604 (Scuola).

ZAMORA, Ch. di Sant'Andrea, Tomba di Antonio de Sotelo (alabastro, 1601).

 

 

A cura di Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

 

 

Fine decima puntata

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