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Artisti Lombardi in Spagna (13)

Offriamo ai lettori una serie sugli Artisti Lombardi attivi in Spagna tra i secoli XII e XIX, un primo passo per comprendere l’estrema mobilità di artisti, artigiani, idee e materiali nel corso dei secoli.
Artisti Lombardi in Spagna (13)

Río frío

MISERONI Giulio

(Milano, 1559 - ?)

 

Scultore.

Fratello di Girolamo. E' chiamato in Spagna da Giacomo Trezzo e vi giunge nell'agosto del 1582 in compagnia di Giacomo Trezzo junior.

Il 7 ottobre dello stesso anno inizia il suo lavoro all'Escorial come aiutante di G. Trezzo, con un assegno annuo di 100 ducati.

Nel 1585-86 è a Milano per far provvista di lapislazzuli e di cristalli di rocca, da utilizzare per il famoso Tabernacolo della Basilica.

Il 18 maggio 1589 riceve 83.000 maravedini come compenso per il taglio dei cristalli del Tabernacolo e per altri lavori in pietre preziose.

Tra i suoi aiutanti figura un certo Antonio Fasol.

Nel 1590 cesella la grande aquila in diaspro nero (proveniente da Mérida e dalla Sierra de Aracena) che figura nel Cenotafio di Carlo V. Il 10 giugno 1594 ottiene una licenza di 6 mesi per visitare i geni­tori in Italia.

 

Opere:

 

EL ESCORIAL, Basilica, Tabernacolo (collaborazione), Statua di Carlo V (cesellature e aquila in diaspro nero) (1590)

 

 

NEGROLI Giacomo Filippo e Francesco

(Sec. XIV e XV)

 

Appartenenti a nota famiglia di armaioli milanesi che lavorano per i Re di Spagna durante due secoli.

Il più celebre è Giacomo Filippo Negroli che, col fratello Fran­cesco, lavora per Carlo V.

 

Opere:

 

MADRID, Armeria Reale, Armatura da guerra e da parata (per Carlo V) (1539); Armatura da guerra con ageminature d'oro (per Carlo V); Celata alla veneziana (fine 1400); Celata alla tedesca (fine 1400); Celata morione di Carlo V (1533); Borgognotta da parata (per Carlo V) (1545); Rotella di lusso (per Carlo V) (1541).

 

 

NICOLO' di Corte

(Cima in Valsolda, Lugano, 1500 circa - Granada, 1552)

 

Pittore e scultore.

Denominato in Spagna Nicolao de Corte. Figlio dello scultore Fran­cesco di Corte. A Savona, nel 1529, sposa Marietta di Rolando, della famiglia dei Carona. Dopo aver lavorato a Genova, si reca con la mo­glie e il pittore Antonio Semini in Spagna al seguito dell'Ammiraglio Alvaro de Bazàn (1537), e si pone al servizio di Carlo V per i lavori di scultura del Palazzo de l'Alhambra di Granada, già iniziato nel 1527. Nel 1536 riceve incarico, con G. G. Della Porta, di lavorare per 1'Alcàzar di Alba de Tormes. Nel 1538, a seguito della sospensione dei lavori de l'Alhambra, si dedica nuovamente alla pittura. Dipinge il Retablo di Gabia, lavora al Convento Sancti Spiritus e alla Cappella di Sant'Ono­frio di Granada. Riprende i lavori di scultura a l'Alhambra nel 1548 ed ha come aiutante Nicolò de Longhi.

Muore a Granada.

 

Opere:

 

ALBA DE TORMES, Giardini, Capitelli e medaglioni in marmo, 1536 (diam.0,38).

EL VISO, Palazzo, Decorazioni scultoree.

GABIA, Parrocchiale, Retablo (1539-1541).

GRANADA, Alhambra, Palazzo di Carlo V, Facciata sud: “Statua della Fama”, 1537,”Rilievo dell'Abbondanza”, 1539, “Statua della Vittoria”, 1539, “Trofei, bassorilievi e zoccoli”; “Fontana detta «El Pilar»” (con P. Machuga 1545) (restaurata nel 1624); “Camino monumentale con bassorilievo della Leda”.

 

 

PASSINI Cristoforo

(Sec. XVI)

 

Pittore.

Nato a Sabbioneta. Probabilmente inviato in Spagna dai Duchi di Mantova. E' a Toledo nel 1560 al servizio del Granduca d'Alba, per incarico del quale esegue numerosi ritratti di famiglia. Fra il 1567 e il 1571 affresca il Salone dell'Armeria ad Alba de Tormes, avendo come collaboratori il proprio fratello Giovan Battista e Miguel Ruiz de Carvajal.

 

Opere:

 

ALBA DE TORMES, Torre dell'Armeria, “La Battaglia di Mühlberg”: “Il passaggio dell'Elba”; “Il combattimento di Lechau”; “La cattura del­l'Elettore di Sassonia”.

 

 

PEROLA (o Peroli) Giovan Battista

(il Cremasco o il Cremaso)

(Sec. XVI)

 

Pittore.

Contrariamente all'opinione della vecchia storiografia spagnola, che lo vuole originario di Almagro (Spagna), i documenti della Parroc­chia di El Viso, che consentono di ricostruire la vita privata del Nostro e dei suoi numerosi figli, nel citare i loro nomi li fanno sempre seguire dalla indicazione «italiano». I Perola sono infatti originari di Crema. Giovan Battista, con i fratelli Francesco e Ste­fano, viene chiamato in Spagna nel 1569 da Alvaro de Bazàn, che ad essi affida la decorazione del Palazzo di El Viso. Da un documento del 22 settembre 1589 Giovan Battista risulta sposato con l'italiana Geronima Passano, da cui ebbe molti figli: il primo nel 1577 e l'ultimo nel 1596.

G. B. Perola viene indicato nei documenti come «Pintor Mayor» e «Maestro Mayor de los albañiles»; il che fa supporre che gli fosse stata affidata anche la direzione dei lavori. Collabora nell'impresa Cesare Arbasia, col quale Giovan Battista, nel 1583, lavora anche agli affreschi della Cattedrale di Córdoba, realizzati assieme al Mohedano. Sempre secondo la vecchia storiografia spagnola, a Stefano Perola sarebbe stata affidata la direzione dei lavori del Convento di El Viso, iniziato il 22 maggio 1623, mentre a Francesco sono attribuite le pitture a fresco del Convento di San Francesco in Siviglia, realizzate in collaborazione col Mohedano e con Alfonso Vasco.

 

Opere:

 

CÓRDOBA, Cattedrale, “I Martiri di Córdoba” (affreschi col Mohedano e l'Arbasia).

EL VISO, Palazzo di Alvaro de Bazàn, Direzione dei lavori e affreschi (Episodi di storia romana, favole e spedizioni militari).

 

 

A cura di Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

 

Fine tredicesima puntata

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