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Artisti Lombardi in Spagna (7)

Offriamo ai lettori una serie sugli Artisti Lombardi attivi in Spagna tra i secoli XII e XIX, un primo passo per comprendere l’estrema mobilità di artisti, artigiani, idee e materiali nel corso dei secoli.
Artisti Lombardi in Spagna (7)

Juanelo Turriano

COMANE Giovanni Battista

(Milano, ? – El Escorial, 10 giugno 1582)

 

Scultore.

Citato anche come Juan Bautista Grasete Comane. E' fratello di Pietro Castello.

Più che scultore, è qualificato come imprenditore (maestro de cantería).

Con ordinanza del 18 maggio 1578, Filippo II lo invia ad ispeziona­re le cave di Espeja, Huerta e Burgo de Osma per trarne marmi.

Esegue caminetti, porte e cantonali per il Palazzo di Aranjuez (scrittura del 2 luglio 1578).

Con Giacomo Trezzo e Pompeo Leoni il 10 gennaio 1579 sottoscri­ve il contratto con cui i tre si impegnano ad eseguire a loro spese e con i propri operai il grande retablo dell'altar maggiore dell'Escorial. Più tardi (il 23 maggio 1580) i tre sottoscrivono una convenzione per stabilire le parti spettanti a ciascuno di essi in conto profitti e perdite. Il Comane vi appare allo stesso titolo degli altri, specificando però che in caso di morte la parte a lui dovuta dev'essere pagata alla vedova Anna de Vega e ai 5 figli. Ciascuno dei tre beneficia di uno stipendio mensile di 30 ducati, a partire dal primo gennaio 1580.

Agli eredi del Comane, ivi compreso il fratello Pietro, Filippo II fa liquidare la somma di 2.500 ducati.

Pompeo Leoni, in una lettera da Milano a Giacomo Trezzo (8 settembre 1582) esprime il cordoglio per la morte del collaboratore che è definito «bravo uomo, benchè talvolta strano».

Ciò conferma che la morte è sopravvenuta nel 1582 e non nel 1580 come taluni sostengono.

 

Opere:

 

EL ESCORIAL. Basilica, Retablo (parte architettonica).

 

 

DELLA SCALA Pier Angelo

(Sec. XVI)

 

Scultore, nato a Carona.

In società con gli Aprile e i Gagini lavora al complesso monumen­tale (altare e tombe) dei Marchesi di Ayamonte, destinato al Con­vento di S. Francesco di Siviglia. Bernardo Gagini ne riscuote l'im­porto nel settembre 1532.

Demolito il convento nel 1840, il complesso viene trasferito nella Chiesa di S. Lorenzo, vicino a Santiago di Compostella (1882).

Con Antonio Maria Aprile il Nostro lavora alla Tomba di Don Pedro Enríquez de Ribera, oggi nella Chiesa dell’Università di Siviglia.

 

Opere:

 

SANTIAGO DI COMPOSTELLA. S. Lorenzo, Pantheon degli Ayamonte (con Antonio Maria Aprile), 1732.

SIVIGLIA. Università, Tomba di Don Pedro Enríquez de Ribera (con Antonio Maria Aprile).

 

 

DELLA TORRE Giovanni

(in Spagna: JuaneloTurriano)

(Cremona,1490 o 1500 - Toledo, 13 giugno 1585)

 

Ingegnere.

Allievo del matematico Giorgio Fondulo, è chiamato, il 13 giugno 1529, al servizio di Carlo V, che accompagna in tutte le spedizioni militari e assiste al letto di morte a Yuste (1556). Gratificato con un assegno annuo di 100 scudi d'oro, è insignito di un'alta onorificenza (Diploma imperiale, ratificato dal Senato di Milano il 7 aprile 1552).

Passa quindi al servizio di Filippo II. Il 16 luglio 1562 è nominato «Maestro de hacerrelojes y otros artificios», con assegno di 400 ducati l'anno, più il pagamento delle opere.

Autore di vari orologi, fra cui uno astronomico, deve la sua fama alla celebre macchina per attingere acqua dal Tajo ed elevarla fino all'Alcàzar di Toledo (iniziata nel 1565 e terminata nel 1568). Giacomo Trezzo, amico del Turriano, ne dà notizia al Granduca di Firenze in una lettera del gennaio 1572. Parimenti una lettera di F. Zuccari del 29 maggio 1596, descrive dettagliatamente «l'ordegno idraulico» e dà conto di due orologi astronomici (di cui uno destinato a Carlo V), costruiti dal Turriano.

Il suo nome è legato inoltre alla costruzione di un planetario, nonché di un robot in legno, che si muoveva dalla casa dell'artista al Palazzo Arcivescovile e nel passaggio riveriva gli astanti. Il cammino percorso dal robot si chiama ancor oggi a Toledo «Calle del Hombre de palo». Esistono tuttora, collocate all'ingresso del Valle de los Caídos, quattro colonne monolitiche (dette «Los piés de Juanelo») approntate dal Turriano per una costruzione ad Aranjuez (mai realizzata).

Il Nostro è autore di un'opera dal titolo «Veintitrés libros de los ingenios y màquinas de Juanelo» che si trova manoscritta alla Bibl. Nazionale di Madrid. Il Turriano muore a Toledo, dove è sepolto nel Convento del Carmen. Tiziano ne ha eseguito il ritratto, oggi al Museo del Prado; Gia­como Trezzo ne coniò una medaglia (oggi al Museo Archeologico di Madrid) e Pompeo Leoni un busto in alabastro (attr. incerta), oggi al Museo di Santa Cruz di Toledo.

E' celebrato da Cervantes, Tirso de Molina, Lope de Vega, Que­vedo, ecc.

 

Opere:

 

VALLE DE LOS CAÍDOS. «Los piés de Juanelo».

 

 

A cura di Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

 

Fine settima puntata

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Editoriale

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