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W Masetti!

Luigi Masetti, personaggio dimenticato e leggendario vissuto tra il 1800 e il 1900. Immigrato a Milano dal Polesine, diventa uno dei maggiori sportivi dell’epoca con l’Airoldi, il Greco e i fratelli Nuvolari. Egli porterà, pedalando, l’Italia, la Lombardia e Milano per il mondo.

Il personaggio: Luigi Masetti è nato a Trecenta (Rovigo) nel 1864. Subito dopo le rivolte contadine, dopo essere riuscito a completare un ciclo di studi a Lendinara (andandoci a piedi o sul dorso di un asino), emigra a Milano (1884). Vive in una soffitta con le sorelle, finché scopre il bicicletto nel 1891, anno in cui, lavorando e studiando, si iscrive all‘Università di Pavia. Partecipa alle prime Milano-Torino, a diversi criterium su pista (al Trotter milanese), divenendo un beniamino di Torelli-Violler, fondatore e direttore del Corriere della Sera. Nel 1892 compie un giro cicloturistico d‘Europa (Milano – Parigi – Berlino – Vienna - Milano). Nel 1893 concretizza il viaggissimo Milano – Londra - New York – Chicago – Milano in occasione dell’esposizione mondiale. Egli partì dal capoluogo lombardo “con molte illusioni e pochi quattrini”. È l‘inizio della carriera del biciclettista più famoso d‘Italia (stando alla stampa dell‘epoca), dei resoconti e dei ritratti che appaiono su diversi periodici e che ne fanno il poeta del bicicletto in un‘epoca in cui strade e cieli e mari cominciano a popolarsi di mostri meccanici. Seguiranno, sino ai primi anni del Novecento altri viaggissimi: Milano – Mosca - Milano, Alpi – Piramidi - Milano ecc. Tra le località toccate dal Masetti ricordo: Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania, Russia, Austria, Polonia, Medio Oriente. Delle regioni italiane non ne manca una.  Ci sono persino le pedalate sul Sempione, il Monte Bianco e il Monte Rosa…

Durante queste scorribande incontra diversi personaggi (Tolstoj e il presidente degli Stati Uniti, per esempio). I suoi percorsi sembrano studiati per incontrare cultura e tradizioni e stabilire un equilibrio tra corpo/spirito e mezzo meccanico. Di lui scompaiono tracce e testimonianze nei primi anni del Novecento.

Così viene descritto un arrivo di Luigi Masetti: “L’annuncio di ieri sul Corriere della Sera, gli avvisi sulle cantonate, le circolari della Società La Milano hanno attirato una quantità di pubblico all’Isola Europa fuori Porta Magenta una quantità di pubblico ansioso di assistere all’arrivo del Masetti ”.

Le prime tracce di questo particolare sportivo le rinvenni a Varallo (Vercelli), alcuni anni fa. Ho ricercato tutto ciò che era possibile sulla stampa dell‘epoca, visitando più volte l‘Archivio di Stato di Brera e mettendomi in contatto con le ultime discendenti della famiglia. Inoltre ho dovuto documentarmi sul bicicletto e sul suo universo (meccanico, sportivo, salutistico e culturale) per meglio comprendere ciò che poteva albergare nel cuore di Masetti (e dei suoi tifosi) ogni volta che inforcava la bici o s‘impegnava in una corsa contro il tempo (48 ore per Milano-Roma-Milano) o partiva per uno dei suoi lunghi viaggi. Mi sembra d‘aver incontrato uno dei primi cicloturisti, forse il maggiore. Di sicuro il migliore. Probabilmente il prototipo.

Al paese natale non esiste una sola traccia della sua nascita, neppure nei registri parrocchiali, né una lapide. Non gli hanno dedicato un vicolo, magari cieco, né è resistita la memoria delle sue imprese che richiamavano ad ogni suo passaggio folle di persone e che testimoniano della sua popolarità.  Così a Milano, luogo scelto per iniziare una vita dopo aver abbandonato il Polesine. Di questa città, punto di partenza e d’arrivo d’ogni avventura sul bicicletto, divenne un mitico personaggio.

 

L‘importanza del personaggio: Luigi Masetti risalta per la chiarezza delle sue gesta, per il desiderio d‘appartenere a un mondo che tende a scomparire e per una tenacia che lascia intuire valori a un primo esame non rilevabili. Vi appare la sportività, la testardaggine, la cultura, l‘amore per il mondo e le persone che lo circondano. Di grande interesse risultano anche i rapporti con Torelli – Violler, fondatore e direttore del Corriere della Sera. Torelli – Violler fu, forse, il primo a credere nelle gambe, polmoni e intelligenza del biciclettista d’origine polesana. E non si sbagliò, come dimostrano gli scritti dello stesso Masetti, poeta su due-ruote. Con il solo aiuto dei ritmi e suoni prodotti da un‘ocarina, riesce ad incantare e a trasmettere sensazioni particolari in ogni parte del mondo su cui si trovò a pedalare. A socializzare in ogni parte del mondo con personaggi dalla più diversa estrazione. E portare con sé messaggi d’una cultura ormai dimenticata. 

Masetti si propone ai cicloturisti, ciclofili e ciclomani dei nostri giorni, come il primo grande cicloturista: il pedalatore che scopriva il mondo con il cuore e la cultura. 

Masetti e la Lombardia: la Lombardia (con il capoluogo) diventa per Luigi Masetti „luogo d‘adozione e di vita“. Attività sportiva, giornalistica e di studio (Pavia), come conoscenze sportive e culturali vivono nella regione lombarda e a Milano. Dal capoluogo si irradia tutta la sua attività sportiva e la sua avventura umana. Egli porta in Europa e nel Mondo questa regione, scoprendone diverse colonie in Germania, a Londra e negli Stati Uniti. Luigi Masetti sembra un antesignano di quegli immigrati polesani che, dopo l’alluvione del 1951, scoprono la regione lombarda mettendoci profonde radici.

 

Luigi Rossi

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