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Umberto Marin - Italiani in Gran Bretagna (Undicesima puntata)

Presentiamo alcuni capitoli tratti dal volume «Italiani in Gran Bretagna» (Ed. CSER, Roma 1975) sulla plurisecolare storia della presenza italiana in Inghilterra sicuri di far cosa gradita a chi segue il portale. Ringraziamo per questa iniziativa il CSER (www.cser.it) per aver permesso la pubblicazione di parte dell’opera di Umberto Marin.
Umberto Marin - Italiani in Gran Bretagna (Undicesima puntata)

Ugo Foscolo

Ugo Foscolo (1778-1827) giunse esule a Londra nel 1816 e si introdusse subito nel mondo culturale inglese dove però non si trovò mai a suo agio. Di lui si disse che fu l'unico esule italiano che abbia tentato con tutte le sue forze di diventare un autentico Gentleman, rimettendoci soldi e salute e senza per altro riuscirci, Invano infatti si fece chiamare Hugh Foscolo Esq. Le sofferenze, le frustrazioni e le ristrettezze finanziarie contribuirono anche a spegnere la sua ispirazione poetica. Difatti si dedicò quasi esclusiva­mente a studi e pubblicazioni letterarie donde trasse i mezzi di sostentamento. Morì a Turnham Green e venne sepolto nel cimitero di Chiswick da dove nel 1871 i resti mortali furono trasportati in Santa Croce a Firenze.

Antonio Panizzi (1797-1879) di Brescello (Reggio Emilia) fu patriota e bibliofilo insigne. Rifugiatosi in Inghilterra nel 1823, risiedette per cinque anni a Liverpool dove si dedicò all'insegna­mento dell'italiano. Nel 1828 gli fu offerta la cattedra di letteratura e lingua italiana nella neonata London University. Nel 1831 trovò impiego presso il British Museun e nel 1837 divenne direttore della biblioteca. Curò un piano di organizzazione e di ampliamento finché nel 1852 ottenne di far costruire l'attuale nuovo edificio. Quella stupenda cupola, considerata il Pantheon del Sapere, rap­presenta una delle più gloriose istituzioni culturali dell'Inghilterra moderna. Sull'entrata della biblioteca, ancora lui vivente, fu posto un suo busto, opera dell'altro celebre italiano, l'architetto Carlo Marocchetti. Il Panizzi fu molto onorato e qualche volta, perché straniero, anche osteggiato. Fu il primo straniero ad essere insignito del titolo di Sir (1869). Benché operasse da una posizione esclusi­vamente culturale, ebbe grande influenza entro e fuori l'Inghilterra, per cui fu notevole il suo contributo nelle vicende del Risorgimento italiano.

Da affiancare a Panizzi, anche se di ben inferiori benemerenze, è il genovese Andrea Crestadoro, venuto in Inghilterra nel 1849. Versatilissimo nelle scienze più disparate (meccanica, aeronautica, matematíca, economia), fu soprattutto un rinomato bibliofilo e bi­bliotecario. Studiò e pubblicò vari sistemi di catalogazione adottati poi dalle Public Free Libraries di Manchester dove il Crestadoro risiedette per vari anni.

Gabriele Dante Rossetti (1828-1882), poeta e celebre pittore, membro della Royal Academy, era figlio del patriota e letterato abruzzese Gabriele Rossetti. Con Hunt e Millais egli fondò nel 1848 la Preraphaelite Brotherhood (la Società Preraffaelita) che ebbe lo scopo di opporsi al manierismo del tempo in nome dell'arte autentica, ravvisata nel '400 italiano.

Giuseppe Mazzini (1805-1872) è considerato dalla collettività italiana di Gran Bretagna una delle sue più nobili figure. Durante i suoi lunghi anni di soggiorno a Londra egli non si relegò nell'ari­stocrazia politica e letteraria, da cui pure gli venne una larga schiera di amici ed ammiratori, ma fu anche solidale con la massa degli umili emigrati. Un giorno, parlando di sé e della sua opera in favore del basso popolo, ebbe a dire: «le opportunità per addentrarmi nello studio di quel prezioso elemento (il popolo) m'erano finora mancate. Londra mi offrì inaspettatamente la prima, e m'affrettai ad afferrarla...». Difatti nel 1840, dopo appena tre anni della sua venuta in Inghilterra, fondò l'«Unione degli Operai Italiani» e diede vita al suo famoso mensile «L'Apostolato Popolare». Alla formazione e promozione della classe operaia egli dedicherà poi tanta parte della sua attività, che sfocerà un giorno nella fondazione di una società operaia e nella partecipazione di una delegazione italiana alla Prima Internazionale del 1864. In quella riunione alla St. Martin's Hall la delegazione italiana recava un documento mazziniano che passerà alla storia come l'atto di nascita della Prima Internazionale. Mazzini però non rivendicò mai questa paternità proprio perché la Prima Internazionale aveva tenuto a battesimo quel socialismo che era ben lontano dalla sua filosofia. Nel 1841 Mazzini fondò in Hatton Garden una scuola italiana gratuita per i bambini, per gli adulti analfabeti e per le donne inglesi che erano entrate a far parte della collettività italiana. Questa scuola, che accolse ben presto oltre un centinaio di alunni e che si valse del sussidio di due pubblicazioni, Il Pellegrino (1842-43) e L'Educatore (1843-44), incontrò il favore dell'opinione pubblica inglese e degli ambienti evangelici italiani, mentre venne fortemente osteggiata dal Padre Baldacconi della Cappella Sarda. Questi dirigeva un'analoga scuola italiana che si diceva fondata ancora nel 1816 e rimproverava all'iniziativa di Mazzini e compagni (che erano Filippo Pistrucci, Antonio Gallenga, Gabriele Rossetti e Luigi Bucalossi) il settarismo antireligioso. La scuola di Mazzini era osteggiata anche dai cosiddetti «padroni», cioè da coloro che si vedevano sottrarre quei bambini che, occupati invece a suo­nare ed a esibire animali ammaestrati lungo le vie di Londra, pro­curavano loro facili e lauti guadagni. Fu proprio dalle aule della scuola di Hatton Garden che nel 1846 partì la prima richiesta di una legge che ponesse fine allo sfruttamento dei bambini. La scuola italiana, tra polemiche e ristrettezze finanziarie, continuò fino a quando, nel 1848, il suo fondatore fece ritorno in Italia.

 

Fine undicesima puntata

       Per gentile concessione di CSER – Roma

 

A cura di L. Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

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Editoriale

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