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Umberto Marin - Italiani in Gran Bretagna (Sesta puntata)

Presentiamo alcuni capitoli tratti dal volume «Italiani in Gran Bretagna» (Ed. CSER, Roma 1975) sulla plurisecolare storia della presenza italiana in Inghilterra sicuri di far cosa gradita a chi segue il portale. Ringraziamo per questa iniziativa il CSER (www.cser.it) per aver permesso la pubblicazione di parte dell’opera di Umberto Marin.
Umberto Marin - Italiani in Gran Bretagna (Sesta puntata)

Florio

Altri due eminenti personaggi italiani dell'epoca sono John Florio ( 1533-1615) e Alberico Gentili (1552-1608). Il letterato John Florio, nato a Londra dal pastore valdese di origine toscana Michelangelo Florio ed educato in Italia e in altre parti d'Europa, ebbe un grandissimo influsso sulla cultura del tempo ed ebbe stretti rapporti con lo stesso Shakespeare. Fu professore d'italiano e francese al Magdalen College di Oxford. Nel 1578 pubblicò i «Primi Frutti», cioè una specie di manuale per lo studio dell'italiano. Nel 1591 pubblicò i «Secondi Frutti» i cui dialoghi sono considerati un grande contributo al giornalismo che si ritiene nato in quel tempo. Tra le altre sue pubblicazioni di valore figura la traduzione in inglese dei «Saggi» di Montaigne, traduzione libera quanto geniale che gli ottenne la fama di innovatore e inventore della stessa lingua inglese, a beneficio di numerosi scrittori elisabettiani, Shakespeare compreso. Un’altra sua opera celebre è il primo dizionario italiano-inglese da lui intitolato «A world of words» e sul cui frontespizio egli ha fatto orgogliosamente stampare «Johannes Florio, Italus ore».

Il giureconsulto Alberico Gentili, nato a S. Ginesio nelle Marche nel 1552 e trasferitosi a Londra nel 1580, è considerato il fondatore del dirítto internazionale. Suo è il famoso trattato «De jure belli et pacis» su cui più tardi fonderà le sue teorie di diritto internazionale Ugo Grozio. Nel tempo del Gentili il diritto romano era considerato di valido aiuto al diritto inglese che era alle prese con le necessità di uno stato moderno. Si sentiva inoltre la necessità di approfondire il diritto continentale a motivo delle relazioni in­ternazionali che si andavano sviluppando. Per questo motivo i tito­lari delle cattedre di diritto romano a Oxford e a Cambridge erano fregiati del titolo di “Regius Professor” e la cattedra di Oxford divenne appunto celebre per merito del Gentili. Come Lanfranco di Pavia, cinque secoli prima, aveva concorso alla prima codificazione del diritto britannico, così Gentili contribuì alla codificazione giuridica della Gran Bretagna moderna, protesa alla costituzione del suo impero. Alberico Gentili è sepolto nella chiesa di St. Helen's nella City dove è ricordato da una lapide e da una magnifica vetrata isto­riata che lo raffigura in abito accademico. Altri esponenti della cultura italiana in Gran Bretagna nel secolo XVI furono Polidoro Virgilio, considerato il primo storiografo dell'Inghilterra a motivo della sua «Historia Anglia» in 27 volumi che gli costò circa trent'anni di lavoro; l'altro storiografo Tito Livio Frulovisi e l'umanista Cor­nelío Vitelli cui fu assegnata la prima cattedra di greco e latino alla università di Oxford. Nel campo della medicina furono celebri Ce­sare Sacco, Girolamo Cardano, che scrisse un «Dialogo sulla morte», e soprattutto Pietro Maria Adelmare, discendente dei Duchi De' Cesarini e padre del famoso giudice Sir Julius Caesar. Ricordiamo qui per inciso che questo giudice è raffigurato nella grande vetrata della chiesa di St. Helen proprio a fianco di Alberico Gentili. Nomi italiani figurano anche tra la gente d'arme del tempo: nel 1548 un certo Capitan Tiberio espugnò la città scozzese di Haddington con una guarnigione italiana al servizio di Lord Grey of Wilton; e nel 1588 Sir Orazio Pallavicino diede manforte con la sua nave alla flotta britannica nello scontro con la Grande Armada.

Verso il 1583 si trasferì a Londra anche Giordano Bruno, il quale rimase per qualche anno in Charing Cross dove scrisse alcune sue opere migliori. In polemica con i dottori di Oxford, escluso dal mondo culturale e aristocratico, visse isolato e confortato solo dall'amicizia del Florio. In ciò sta la ragione del pessimo giudizio che egli diede sulla popolazione britannica.

 

Fine sesta puntata

        Per gentile concessione di CSER – Roma

 

A cura di L. Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

 

immagine: John Florio

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Editoriale

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