Genti e storie di una Macondo alpina (prima parte)
1 È un luogo magico. Si srotola, dall’imbocco della Valle a Masera, sino a Re dove iniziano le Centovalli, tra le alture che lo contengono. Chi, come John Ruffini e altri illustri visitatori, lo percorse tra Settecento e Ottocento ne restò affascinato dalle acque e dai monti, dai boschi, prati e cielo. Ma, soprattutto, dai suoi abitanti. La Valle Vigezzo, con i centri di Druogno, Toceno, Malesco, Craveggia, Villette e Re, Santa Maria Maggiore e Crana, ha fornito per secoli emigranti alla Spagna, Francia, Germania, Olanda e Russie. Bambini e donne e uomini che, dovunque siano andati, hanno lasciato memoria e opere che rimandano a una instancabile operosità e fantasia. Le dinastie dei Mellerio, dei Feminis, dei Farina, dei Barbieri, Guglielmi, Gennari, Mattei, Gasparoli, Allesina, Bona, Borgnis, Cantadore, Ciolina, Zanoli e Bernardi, per citarne alcune, testimoniano interessi e successi che vanno dalle spedizioni alla gioielleria, dal commercio alla distillazione, dal prestito alla gestione delle lotterie. Non solo spazzacamini, quindi. Nomi che rimbalzano tra Parigi e Colonia, Amsterdam e Maastricht, Francoforte e Liegi, Lipsia e Basilea tra 1600 e 1800, lasciando intravedere una più antica vocazione all’espatrio.
Per raggiungere Santa Maria Maggiore e Crana, a Masera, s’imbocca oggi una bella strada. Duecent’anni orsono si percorreva un sentiero, prima che Jean Marie Joseph Farina (1783-1864) mettesse mano alla borsa, in modo che un carro o una carrozza potesse percorrerlo, congiungendo i luoghi in cui era nato con la magione acquistata, grazie ai fortunati commerci, all’imbocco della Valle. Chi raggiunge Santa Maria Maggiore, Crana e gli altri centri, quasi non s’accorge di sprofondare nel tempo, di posare il piede in una Macondo alpina. Qui, chi ha fortuna e sa cercarli ed evocarli, incontra personaggi fantastici che sembrano usciti da uno di quei romanzi che si rinvengono casualmente nelle vecchie soffitte. Romanzi abitati da uomini e donne e bambini e vecchi che raccontano storie incredibili e, se vedono l’ombra dello scetticismo che ti solca la fronte, immediatamente mettono sul tavolo lettere, stampe, acquarelli e fotografie. Alcune sbiadite e rovinate dal tempo, altre d’un magico color seppia, ognuna proveniente dai luoghi più strani del pianeta. Da città e villaggi sperduti nelle Americhe, in Europa e nell’Asia. Oppure si rifà ad antiche carte, come a ritratti appesi nella chiesa e nelle cappelle, nei palazzi e nel municipio, e ogni ritratto narra altre storie e leggende che si dipanano lungo il corso dei fiumi dei cinque continenti. Di generazione in generazione, confessa un valligiano, si trasmisero le vicende dei nostri antenati e quei racconti erano infarciti di parole straniere giunte nella nostra patria dai sentieri del mondo. Fortunato, conclude il valligiano, chi ascoltò queste storie di fame e indigenza e successi, quasi cancellate dalla ricchezza che ammanta, oggi, il nostro territorio.
Chi capita a Santa Maria Maggiore e a Crana, ma anche a Craveggia e Druogno, Toceno, Malesco, Villette e Re, può pensare che Gabriel Garcia Márquez sia finito da queste parti per raccogliere centinaia di racconti e testimonianze, incontrando personaggi che, per la loro personalità, bisogni e, perché no, spirito d’avventura, gli ricordavano quelli descritti dalla sua magica e icontenibile arte. Nel cuore della Valle Vigezzo è possibile imbattersi in José Arcadio Buendìa, Pilar Ternera e Ursula, gli ebrei, gli zingari, persino gli arabi. E distillatori e alchimisti, storici e poeti e pittori, preti e miracoli. Persino il Melezzo, il corso d’acqua che fende la valle, rimanda a Melez che dovrebbe significare “mescolanza”, “ibrido”. Forse una traccia della medievale presenza musulmana nelle Alpi, mi ricorda il mio interlocutore.
I racconti della Valle Vigezzo hanno innesti, grazie alla plurisecolare emigrazione, con lontane culture, paesi e lingue. Diversi studi ne hanno ultimamente sottolineato l’importanza per quel che riguarda la nascita della moderna profumeria. Non è l’Eau Admirable la matrice dell’Eau de Cologne? Un vigezzino ne è il padre. Un emigrato di Crana a Colonia. Vigezzini ne sono i creatori del successo economico e culturale, un successo che si tende tra Colonia, Düsseldorf e Parigi e si spande per l’orbe terrestre.
I Vigezzini, tra Amsterdam e Rotterdam, Bruxelles e Liegi e Parigi, Milano e Torino e Venezia, Madrid e Lisbona, tessono una meravigliosa rete spedizioniera e bancaria su tutta l’Europa del Seicento e Settecento. Da ogni sito rimbalzano, grazie alle lettere e a chi ritornava definitivamente o temporaneamente in Valle, notizie e informazioni che i valligiani conserveranno con la massima cura. Nella Valle originaria nascono miti, racconti su fortune economiche incredibili, storie di naufragi, matrimoni e decessi e lasciti. L’emigrazione, originata dalla fame e dalla miseria più nera, salverà (nel vero senso della parola) i centri della Valle. Nasceranno scuole e asili infantili. Si benedirà Iddio per i lasciti in favore dei bisognosi, delle vedove, degli anziani e della chiesa. L’emigrazione, come un’epidemia, colpì tra 1500 e 1900 tutto l’arco alpino, senza scordare le Valli che contornano il Monte Rosa, scendono verso Varallo, lambiscono il lago d’Orta e il lago Maggiore o puntano al Sempione. Dall’espatrio nasceranno mestieri trasmessi di generazione in generazione e che permetteranno alle Valli di sopravvivere e di presentarsi come oggi le vediamo. Ne ammiriamo i palazzi, i giardini, le fontane, i sentieri, le chiese e le cappelle, i cimiteri e gli affreschi. I libri e le lettere, le fotografie e i ritratti, i racconti e le leggende.
Macondo è qui. E Pilar Ternera, racconta Gabriel Garcia Márquez, “seduta sulla poltrona di giunco, evocava il passato, ricostruiva la grandezza e la decadenza della famiglia e lo scomparso splendore di Macondo...”
Luigi Rossi (Bochum)
www.luigi-rossi.com
Arnaldo Ceccomori
Claudio Mori
Dalla Valle Vigezzo al Rio Grande do Sul
(storia dei quattro cugini Giorgis, 1853-1927)
collana Memorie
Pagine 152, con immagini fotografiche
CMedizioni – Parma
Prezzo di vendita 15 euro
ISBN 978 – 88 – 904396-1-2
Il volume è in vendita su www.ilmiolibro.it














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