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Parigi, Rue de la Paix 5 (prima parte)

La nuova opera di C. Mori e A. Ceccomori «Rue des Lombards - la famiglia Mellerio raccontata da Joseph Mellerio» (2012) ci presenta una storia di «fortunata» emigrazione dalla Valle Vigezzo, sorprendente Macondo alpina. Con interpreti e testimonianze eccezionali.
Parigi, Rue de la Paix 5 (prima parte)

La copertina del libro

1 L’emigrazione italiana moderna, causata dalla fame e dalla miseria, ha lasciato dietro di sé, nel corso dei secoli, un intrico di percorsi e una ricchezza di personaggi impegnati in ogni campo, dall’economico al culturale, dal politico al didattico, persino nel criminale, che sbalordisce chi pensa solo a milioni di persone, affamate e incolte, dirette e disperse ai quattro punti cardinali alla ricerca di un boccone di pane e di un futuro per sé e i figli.

Tutte le valli del Verbano – Cusio – Ossola, in particolar modo la Valle Vigezzo, forniscono a chi le percorre con interessi ben diversi dalla scampagnata fine a se stessa, elementi imprevedibili e sorprendenti per quel che riguarda l’espatrio (temporaneo o definitivo) da queste terre. Nomi, volti, riferimenti casuali, testimonianze (lettere e diari, immagini fotografiche, ritagli di giornali, leggende, volumi di memorie, pietre tombali), provenienti da terre lontane e che risalgono alla luce del sole, ti obbligano a una sosta in Valle Strona, nei centri del Cusio, sulla riviera del Lago Maggiore, quando sali in Valle Antigorio e in Val Vigezzo, o percorri strade e piazzette di Domodossola e Stresa, Orta e Omegna. In quasi ogni centro trovi riferimenti a lontane aree culturali e linguistiche europee dove, tra 1600 e 1700, erano attivi personaggi provenienti da questa provincia impegnati a sviluppare una rete imprenditoriale (spedizioniera, mercantile, bancaria) che ricalca i successi dei banchieri e mercanti italici del Medioevo. L’arco alpino e l’area prealpina forniscono per almeno tre secoli personaggi di primo piano ai settori economici, artigianali e culturali europei: un’Italia periferica e ignorata costruisce le fondamenta dell’Europa moderna partecipando in prima persona a vicende mercantili ed economiche che si avvalgono di nuovi percorsi, piazze e regole.

I Grillo sono originari della Valtellina. Brentano, Guaita e Giulini provengono dal comasco. I Bolongaro da Stresa. I Thurn und Taxis dalle valli bergamasche. In Francia si rintracciano i vigezzini Mellerio, mentre nell’area tedesca ci si imbatte nei Feminis, Farina, Cantadore, Borgnis e nelle dinastie valstronesi e cusiane. I Cioja, banchieri e mercanti a Parigi. Un altro ramo dei Borgnis in Francia, mercanti, ambulanti e spedizionieri. Un Besana ad Hannover, Pietro Antoniani in Sassonia. Sparsi per l’Europa gli Albertini e i Pedaletti di Craveggia, come i Gasparoli. Gli Antonioli di Gagnone. I Mattei di Druogno e i Cavallini di Coimo. A Strasburgo, certo Francesco Saverio Adorna «costruì nel 1780 un pallone volante di 26 metri di altezza, di 51 metri di circonferenza, col quale fece il giro delle principali città d’Europa». La sua casa di Villette divenne, per sua volontà, una scuola. I fratelli Polino di Malesco, crearono il «cachemir français». Il peltraio Emilio Guglielmini, «rappresentante della Société des Platrières del bacino di Parigi e membro della Société Internationale des Electricines, nel 1881, in società con un certo colonnello Racagni, fece brevettare un telegrafo e telefono da campagna di loro invenzione».

E il leggendario Jean – Marie Joseph Farina (1785-1864), che produceva un’ottima Acqua di Colonia, da ricetta feminisiana, e che ebbe uno strepitoso ed epico successo.

In questo breve elenco sono decine i cognomi vigezzini che siamo costretti a tralasciare, e con essi le città e regioni di laborioso e dinamico intervento, come la testimonianza di una comunità «oltralpe» mai slegata dai luoghi d’origine.

Per generazioni questi personaggi, con le loro famiglie, grazie all’impegno e ai rischi non solo di carattere economico, hanno lasciato una traccia indelebile nel Paese in cui si erano diretti alla ricerca della «fortuna», o semplicemente di pane e lavoro. La moderna Europa molto deve agli «espatriati», ai loro sacrifici e successi.

Più di una volta ci si chiede, durante il viaggio nella provincia del VCO, come mai queste «memorie e relativi documenti» non siano conservati in un museo (o in una rete di piccoli musei locali) in modo che personaggi e testimonianze possano sopravvivere e, grazie al passato, rischiarino il presente e i siti di questa Terra tra Sempione, Lago Maggiore e lago d’Orta.

 

2 Ci sono due persone che da alcuni anni, con costanza e interesse, si sono avventurate nel labirintico universo dell’emigrazione vigezzina. Perché di labirinto si deve parlare. Di un intreccio di sentieri e strade che si dirigono a Parigi, Colonia, Francoforte, Norimberga, Amsterdam, Düsseldorf, Bruxelles, Madrid, Milano, Roma… Che superano oceani e monti, tagliano centri abitati e mercati e borse e fiere, ritornando alle Valli originarie. A Santa Maria Maggiore. Crana. Craveggia. Malesco. Villette…

Ci sono due persone che da alcuni anni, grazie alla passione, si avventurano lungo questi antichi percorsi e rotte, toccando anche la California e l’Argentina, rinvenendo bauli dimenticati e portando alla luce del sole nomi e immagini, lettere e articoli, volumi di memorie che riportano in vita, seppure per qualche attimo, chi (fumisti, spazzacamini, imbianchini, lattonieri, fabbri, segantini, falegnami, carpentieri, muratori, peltrai, ambulanti, distillatori, sarte, domestiche, servitori, apprendisti, gioiellieri, banchieri…) era costretto ad abbandonare la Valle per «costruire» un futuro per sé e la famiglia. Un espatrio al quale non mancava la «materia prima»: il ricambio di emigranti (uomini e donne e bambini) fu abbondante in ogni epoca. C’è chi dice che, in Valle, si nasceva «destinato» all’emigrazione.

Claudio Mori e Arnaldo Ceccomori sono divenuti i custodi della memoria della Valle Vigezzo che, in una precedente occasione accostai alla leggendaria Macondo, località immaginaria che Gabriel Garcia Márquez colloca nella foresta colombiana dove lingua natura tradizioni personaggi e avvenimenti s’intrecciano sino a diventare miti. In Valle Vigezzo la memoria è stata raccolta e trasmessa, di generazione in generazione, con il massimo rispetto (se non in patria, nelle «colonie estere» e dalle famiglie espatriate, dove la Macondo alpina appare come una terra mitica, pur nella povertà, i disagi e l’obbligo dell’emigrazione).

A C. Mori e A. Ceccomori si devono «Dalla Valle Vigezzo al Rio Grande do Sul» (2010), «Siskiyou Road» (2011) e l’attuale «Rue des Lombards - la famiglia Mellerio raccontata da Joseph Mellerio» (2012). Claudio Mori, inoltre, in queste settimane presenta un’altra sua fatica «Peccati. E reati» (ebook Kindle, 2012), opera che segue la vita galante e turbolenta, come i casi giudiziari, di Antonio e Ottavio Mellerio nella Parigi della «belle époque».

Claudio Mori e Arnaldo Ceccomori stanno già programmando la prossima ricerca che speriamo di veder realizzata per l’estate del 2013. Essi percorrono vie faticose e disagevoli sconosciute ai più per indagare su fatti e persone partite secoli prima dalla valle ossolana. Ascoltano chi custodisce storie e documentazioni offrendo a chi segue l’epopea dell’emigrazione italiana, e non solo vigezzina, vicende affascinanti e in gran parte sconosciute. A loro due si deve la realizzazione di un progetto che nessuna istituzione del VCO, a quel che mi risulta, ha mai preso sul serio.

 

3 Il volume «Rue des Lombards» è il «racconto» dell’emigrazione vigezzina, e craveggese in particolare, in terra francese (Parigi, Lione, Marsiglia…) tra 1700 e 1800. Le origini di questa diaspora risalgono al 1300 e continuano sino ai primi decenni del 1900, come si evince dai registri dei comuni della Valle e dalla lettura della cronaca familiare e biografia di Francesco Mellerio in «Famille Mellerio – Son origine et son histoire 1000-1863» (1893), fatica di Joseph Mellerio.

Da una lettera dei Consoli vigezzini (1618) al Governatore del Ducato di Milano si rileva che: «Giace la valle di Vigezzo negli estremi confini dello Stato verso i signori Svizzeri tanto montuosa e deserta, che non produce frutto alcuno per mantenere gli uomini, eccetto un poco di fieno; onde sono necessitati la maggior parte degli uomini di detta Valle d’andare pel mondo per acquistare il vivere per sé, e per le loro povere famiglie, e quei pochi abitatori che ne restano, andare a comperare il pane a Cannobio di là distante venti miglia circa, ed il vino nella valle d’Ossola distante dieci miglia. Gli Eccellentissimi Duchi di Milano avendo conosciuta questa verità e sterilità dichiararono detta Valle inabile a sostenere carichi ordinarii e straordinarii […]».

I Vigezzini sono obbligati a percorrere le strade del mondo. Mercanti, spedizionieri, peltrai, pittori e imbianchini, braccianti, servi e lavoranti. E gioiellieri. Scrive lo storico Cavalli nel 1845: «I gioiellieri erano molto più numerosi nello scorso secolo, dacché gli uomini di questa Valle, e specialmente quelli nati nei comuni di Craveggia, Malesco, e Villette godevano dello speciale privilegio di potere esercitare questa professione in tutto il regno di Francia senza pagamento di alcuna gabella […]. Anche di presente i gioiellieri della Regina dei Francesi, sono i signori Francesco e Gio. Giacomo fratelli Mellerio da Craveggia; quelli della Real Corte di Baviera i signori fratelli Borgnis da S. Maria Maggiore, e quelli di diverse altre Ducali Corti di Germania i signori fratelli Mellerio pure da S. Maria Maggiore. Vigezzini sono poi i principali negozianti di simili generi che trovansi in Parigi».

Risalgono al 1612 i privilegi concessi ai vigezzini operanti a Parigi, si racconta per la scoperta di un complotto contro Luigi XIII e per la «volontà dei francesi di assicurarsi un sicuro passaggio militare e commerciale lungo il Sempione attraverso una valle strategica per raggiungere la Lombardia».

La Rue des Lombards / Via dei Lombardi, fin dal 1300, era il luogo dove dimoravano mercanti e banchieri di origine italiana. Tra questi il vigezzino Pierre Besana che il 25 aprile 1351 vendette al re «deux pierres dure appelleés dyamants pour 1200 écus d’or».  Dal 1318 esiste anche a Londra una Lombard Street. In Rue des Lombards si stabiliscono, a partire dal 1500, molti emigranti vigezzini. L’esodo vero e proprio, sia verso la Francia che la Germania, inizia con il 1600. Nel volume di Mori e Ceccomori si legge: «Rue des Lombards divenne presto una vera e propria colonia di Ossolani, organizzata come nelle native valli con tanto di consoli che sovrintendono la comunità. In Valle i consoli erano nominati dagli uomini vicini, coloro che amministravano la cosa pubblica, i ricavi degli affitti delle terre ai forestieri, le concessioni in uso di boschi e campi. Nel 1666 gli uomini vicini di Crana, Santa Maria Maggiore e Buttogno erano 41. I membri delle sette famiglie che nel 1200 da Craveggia si erano spostate a Santa Maria erano i vicini di Craveggia: i Farina, i De Rubeis, i Balconi, i Menabene, i Simonis, i Borgnis, i Mellerio».

Il volume di Mori e Ceccomori ha il grande merito di presentarci, tradotta per l’occasione e per la prima volta, la memoria scritta da Joseph Mellerio, figlio di Francesco, gioielliere a Parigi in Rue de la Paix 5. Il volume «Famille Mellerio – Son origine et son histoire 1000-1863», destinato ai familiari e ai discendenti, fu stampato da D. Dumoulin nel 1893.

Joseph Mellerio annota nella presentazione di questa sorprendente cronaca familiare: «[il] libro non sarà messo in vendita, dato che avrebbe un interesse secondario per il pubblico, che non conosce i costumi del nostro paese». Aggiungendo: «Racconto la storia di mio padre, incoraggiato e confortato dalle numerose informazioni che ho raccolto nel corso di molti anni e che sono tutte a sua lode. La vita di Francesco Mellerio sarà ancora più interessante per la gran parte dei dettagli che mi furono raccontati dalle mie sorelle Caterina e Maria». E conclude: «Inizierò dunque a raccontare questi fatti con sincerità. Cercherò di mettere in piena luce quella bella figura di uomo onesto, intelligente e cristiano, vostro nonno, di cui dovete tutti andare fieri.

Parigi, 19 Marzo 1893

JOSEPH MELLERIO»

(fine prima parte)

 

Claudio Mori – Arnaldo Ceccomori

L’emigrazione dalla Valle Vigezzo in Francia e in Europa

Rue des Lombards

e

la Famiglia Mellerio (raccontata da Joseph Mellerio)

pag. 278

CM Edizioni (Parma)

ISBN 9781475034615

Prezzo 20 €

 

Claudio Mori

Peccati. E reati

ebook Kindle, 2012

ASIN: B006YAU6SQ

Prezzo 5,15 €

 

 

Luigi Rossi (Bochum)

www.luigi-rossi.com

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Editoriale

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Workshop organizzato per mettere a punto le proposte emerse nel seminario organizzato l’11 ottobre u.s., presentato a sua volta dal giornalista Luciano Ghelfi e introdotto dallo storico Emilio Franzina, moderato in entrambe le occasioni da Gianni Lattanzio, ha visto entrambe le volte la partecipazione di consiglieri del CGIE, esponenti politici quali i deputati Fucsia Fritzgerald Nissoli (FI) Gianni Marilotti (5 Stelle) e Massimo Ungaro (PD) e poi Simone Billi, Presidente del Comitato per gli Italiani all’Estero della Camera dei Deputati (Lega) e la Senatrice Laura Garavini (PD), quindi esperti come Toni Ricciardi (Università di GINEVRA), Maddalena Tirabassi (Direttrice Centro Altreitalie sulle Migrazioni Italiane, Globus et Locus) Riccardo Giumelli (Università di Verona), Delfina Licata (Fondazione Migrantes) e Franco Pittau (Centro Studi Idos). Le conclusioni del workshop sono state affidate al Dir. Gen. per gli Italiani all’Estero e Politiche Migratorie del MAECI, Amb. Luigi Maria Vignali, e all’On. Fabio Porta, del coordinamento del Comitato. continua>>
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