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L’emigrazione ed il frontalierato in provincia di Sondrio (I capitolo)

Presentiamo la tesi di laurea discussa dalla dottoressa Maddalena Schiantarelli, originaria della provincia di Sondrio, presso l’Università degli Studi di Pavia. Un interessantissimo lavoro che analizza i fenomeni dell’emigrazione e del frontalierato nella provincia valtellinese, una costante storica nelle valli alpine, per secoli caratterizzate da un’economia senza sbocchi e spesso al limite dell’autosostentamento.

PRESENTAZIONE

Mi chiamo Maddalena Schiantarelli, ho quasi 28 anni e vivo a Talamona, un paese della bassa Valtellina, in provincia di Sondrio. Mi sono laureata in Economia Aziendale (vecchio ordinamento) presso l’Università degli Studi di Pavia nell’anno accademico 2002/2003 discutendo una tesi dal titolo “L’emigrazione ed il frontalierato in provincia di Sondrio”, relatrice la chiar.ma prof.ssa Marita Rampazi, ordinario di sociologia del lavoro.

Dopo un lungo praticantato triennale e l’esame di stato, dall’estate scorsa esercito l’attività di Dottore Commercialista e Revisore Contabile.

Ho scelto questa tesi con il cuore, per rendere onore ai lavoratori della mia terra: fin dall’infanzia quanti amici, vicini e conoscenti ho visto abbandonare la famiglia per recarsi in Svizzera a lavorare! Almeno la metà dei padri dei miei compagni di scuola facevano questa vita, per me era una cosa normalissima, ordinaria, tanto da non farmi mai considerare il Canton Ticino e il Canton Grigioni come “estero”, ma come parte della nostra quotidianità. E soprattutto nella mia testa la mia provincia non era “terra di frontiera”… anzi forse era già l’anticamera della Svizzera: estera ed estranea rispetto alla lontana Milano e all’ancor più irraggiungibile Roma.

Così, in accordo con la relatrice, che già nutriva un personale interessamento riguardo i flussi migratori, ho deciso di analizzare in modo particolare il frontalierato, argomento poco trattato e discusso dalla letteratura ufficiale.

Il tema della tesi ha iniziato ad appassionarmi sin dall’inizio: la ricerca del materiale storico e l’incontro con alcuni esperti del luogo, mi hanno aiutato a comprendere la portata di questo fenomeno. Partendo, quindi, dalle motivazioni geografico territoriali e, successivamente, meramente economiche ho analizzato un fenomeno che veste un’enorme rilevanza anche dal punto di vista sociologico, storico e culturale.

La Valtellina e le sue montagne, infatti, per chi ci vive sono un’arma a doppio taglio: da un lato sinonimo di isola felice, rassicurano e proteggono in un materno abbraccio i propri abitanti, dall’altro come un’alta barriera sembrano soffocare le nuove iniziative ed impedire le occasioni di sviluppo e di crescita economica. Ma allora perché recarsi proprio in Svizzera, anzi “dentro in Svizzera”, come si dice da queste parti? Perché non prendere il treno e andare a Milano? Il Canton Grigioni non è certo quello che nell’immaginario collettivo rappresenta la terra della cuccagna! Subito detto, simile geograficamente ed economicamente i grigionesi sono depositari della ricchezza, del senso civico, del rigore e di quella consapevolezza di valere che noi valtellinesi apprezziamo ed invidiamo ai nostri vicini: “eh, dentro in Svizzera sì che si sta bene!”

Quando si parla di “vicinanza culturale” spesso non ci si rende conto della portata e della veridicità di questa affermazione: basti pensare alla somiglianza dei dialetti valtellinesi al romancio e ad alcuni dialetti grigionesi (come il poschiavino), dei piatti tipici, dei costumi tradizionali e della mentalità. Ed è proprio quest’ultima che sfugge ai più, siamo molto più simili di quanto vogliamo far credere! Anche se è dal 1861 che siamo italiani, non è per niente facile cancellare i più di quattrocento anni di dominazione grigionese prima ed austriaca poi. Ecco perché ci sentiamo più a nostro agio con un poschiavino piuttosto che con un milanese! Scherzi a parte, la storia non si può cancellare, ma solo guardando indietro si può comprendere un fenomeno come quello del frontalierato che ha ancora radici ben salde nella nostra provincia.

Ringrazio il signor Daniele Marconcini, presidente dell’Associazione Mantovani nel Mondo, che mi ha dato la preziosissima opportunità di presentare la mia tesi sul sito Lombardi nel Mondo… sarebbe rimasta in un cassetto a memoria degli anni dell’università e adesso mi occuperei solamente di bilanci e dichiarazioni dei redditi. Invece, ho avuto la possibilità di riprenderla, di rivederla e di aggiornarla. Credo che un cittadino abbia l’obbligo morale di conoscere ciò che lo circonda, le origini del suo territorio e della sua gente: quali motivazioni hanno spinto per oltre un secolo ad abbandonare la famiglia per buona parte della settimana per andare a lavorare oltre confine? E’ stato questo il filo conduttore di tutto il mio lavoro.


L’EMIGRAZIONE ED IL FRONTALIERATO IN PROVINCIA DI SONDRIO

INTRODUZIONE

I fenomeni dell’emigrazione e del frontalierato in provincia di Sondrio hanno radici molto lontane nel tempo. Per meglio comprenderle, occorre analizzare la storia della Valtellina e della Valchiavenna, alla luce della loro posizione geografica e del loro sviluppo economico, in connessione anche con le risorse del territorio. L’emigrazione, infatti, costituisce una costante storica nelle valli alpine, per secoli caratterizzate da un’economia senza sbocchi e spesso al limite dell’autosostentamento. E’ per questo che si può affermare che l’emigrazione è uno dei fattori di rilievo economico e sociale più consistente e caratteristico della provincia di Sondrio.

Per i motivi su esposti, nella trattazione dell’argomento si è partiti dalla situazione economica locale dall’unità d’Italia sino ai giorni nostri. All’interno di ogni periodo storico, ci è soffermati sull’andamento dei principali settori, allo scopo di collegare le specificità dell’emigrazione della zona con le peculiarità dello sviluppo socio-economico.

Si sono quindi esaminate, più in dettaglio, le dinamiche occupazionali, usualmente considerate come condizioni scatenanti prevalenti per il fenomeno migratorio in ogni settore, per giungere a ricostruire il quadro complessivo del mercato del lavoro valtellinese. Tale quadro rappresenta il punto di partenza per un’analisi successiva sugli interventi strutturali che, se realizzati, porterebbero ad un ulteriore sviluppo dei diversi settori dell’economia provinciale.

In un secondo momento, si è preso in considerazione il fenomeno migratorio valtellinese e valchiavennasco verso la vicina Confederazione Elvetica, da sempre valvola di sfogo per le tensioni ed i problemi occupazionali connessi alle precarie condizioni ed alle limitate opportunità offerte dall’economia della zona. Si sono analizzate le origini, i caratteri storici, le cause e le dinamiche a partire dal secondo dopoguerra, con particolare attenzione ai rapporti della Svizzera con l’Europa, l’Italia e gli stranieri, prendendo in esame le nuove disposizioni di legge e gli Accordi Bilaterali in materia di libera circolazione della manodopera, di riconoscimento dei diplomi e di acquisizione della cittadinanza elvetica.

Di particolare interesse sono i permessi di dimora concessi dalla Confederazione Elvetica ai lavoratori stranieri. Essi riguardano situazioni diverse, e sono soggetti a particolari regolamentazioni, che possono spiegare, con il supporto di dati quantitativi, i mutamenti verificatisi nelle caratteristiche qualitative e nelle dimensioni del fenomeno degli ultimi anni.

Per quanto riguarda i frontalieri, vale a dire i lavoratori pendolari verso la Svizzera, che hanno l’obbligo del rientro in Italia, è stato importante cercare di valutarne l’entità, i settori di occupazione, oltre a prendere in considerazione le ragioni del fenomeno, le condizioni in cui esso si svolge, dal punto di vista fiscale, contrattuale, previdenziale ed assicurativo, sia in caso di licenziamento che di malattia o infortunio.

Infine, per analizzare le prospettive di sviluppo in tema d’emigrazione, si sono prese in considerazione le opere realizzate nonché i progetti formulati dal Consiglio Sindacale Interregionale Lombardia-Sondrio-Grigioni ed i nuovi rapporti che si stanno profilando, negli ultimi anni, tra la Svizzera e l’Unione Europea.

 

Tratto dalla tesi “L'emigrazione ed il frontalierato in provincia di Sondrio” discussa, presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Pavia, da Maddalena Schiantarelli.

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