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L’emigrazione ed il frontalierato in provincia di Sondrio (sesto capitolo)

Presentiamo la tesi di laurea discussa dalla dottoressa Maddalena Schiantarelli, originaria della provincia di Sondrio, presso l’Università degli Studi di Pavia. Un interessantissimo lavoro che analizza i fenomeni dell’emigrazione e del frontalierato nella provincia valtellinese, una costante storica nelle valli alpine, per secoli caratterizzate da un’economia senza sbocchi e spesso al limite dell’autosostentamento.

PREVISIONI DI SVILUPPO DELL’AGRICOLTURA

Per analizzare le prospettive del settore agricolo provinciale, vale la pena di ricordarne i punti di forza e di debolezza (1). Iniziando dai limiti, questi possono essere riassunti in tre categorie principali:

            debolezze politiche e di programmazione specifica;

            debolezze manageriali produttive e commerciali, quali la carenza di organizzazione e pianificazione produttiva e distributiva, la scarsa propensione all’associazionismo e l’eccessivo spontaneismo imprenditoriale;

            debolezze strutturali, quali il degrado delle strutture produttive, il ridotto potere contrattuale nei confronti dell’industria agro-alimentare, l’alto costo dell’intermediazione, l’inadeguatezza delle strutture di trasformazione, la polverizzazione della struttura fondiaria, la rilevante quota di autoconsumo, l’aumento delle aziende part-time ed il calo delle presenze giovanili (2).

A fronte di questi problemi vi sono anche alcuni punti di forza, quali la tenacia e le potenzialità della classe imprenditoriale, la proverbiale scarsa attitudine all’assistenzialismo degli agricoltori valtellinesi, la spinta alla specializzazione produttiva e la buona qualità dei prodotti (3). E’, dunque, a partire da questi aspetti che deve cominciare ogni progetto di riordino e sviluppo dell’agricoltura valtellinese, tenendo sempre presente che l’integrazione del settore agricolo con la tutela dell’ambiente e con la promozione del turismo e delle attività produttive di trasformazione costituisce l’unico possibile sentiero di sviluppo ecologicamente sostenibile ed economicamente vantaggioso per un’economia di montagna.

Un ulteriore effetto positivo per l’intero sistema economico valtellinese potrebbe derivare da una più attenta valorizzazione delle produzioni agro-alimentari tipiche attraverso i due istituti del DOP e dell’IGP. Queste due sigle, che designano rispettivamente la Denominazione di Origine Protetta e l’Indicazione Geografica Protetta, consentono l’identificazione di un prodotto tipico a livello europeo e costituiranno la necessaria arma competitiva per poter affermare le produzioni locali in un contesto di competizione globale crescente. Attualmente soltanto due prodotti di provenienza valtellinese (i formaggi Bitto e Casera) godono della denominazione DOP, mentre godono del marchio IGP la “bresaola della Valtellina” e la “mela di Valtellina”.

PREVISIONI DI SVILUPPO NELL’INDUSTRIA E NELL’ARTIGIANATO

Per il settore industriale valtellinese non è ipotizzabile l’obiettivo di un significativo aumento della base occupazionale, considerato che gli auspicati e possibili sviluppi in alcuni settori possono servire a controbilanciare le prevedibili contrazioni in altri. Inoltre, non è riproponibile la teoria dell’ampliamento della dimensione aziendale delle piccole imprese ed il passaggio da artigianato a piccola industria, in quanto gli imprenditori valtellinesi hanno sempre manifestato diffidenza nei confronti della grande dimensione per svariate ragioni: l’attaccamento alla tradizione; la prudenza nell’affrontare impegni finanziari di una certa dimensione; il desiderio di evitare le complicazioni, non solo burocratiche, connesse con un’ampliata dimensione occupazionale; ed altre ragioni connesse alla tipologia del territorio valtellinese, inadatto ad insediamenti produttivi che richiedono la disponibilità e l’utilizzo di spazi ragguardevoli. La microdimensione aziendale che caratterizza la struttura produttiva della provincia appare dunque come una scelta adeguata in rapporto agli aspetti socio-economico-ambientali del territorio. Sarebbe anche una soluzione antistorica, visto che oggi è in atto in tutto il mondo un ridimensionamento delle grandi imprese.

Gli obiettivi più coerenti con la realtà locale sono così sintetizzabili:

            consolidare gli elementi di identità produttiva, economica e storica della provincia di Sondrio;

            realizzare la massima compatibilità fra economia ed ambiente;

            integrare i diversi settori produttivi;

            perseguire un modello di sviluppo autodiretto e di lungo periodo;

            puntare al consolidamento ed all’ampliamento della base di mercato;

            focalizzare prioritariamente gli interventi su poche direttrici di interesse generale per tutto il settore industriale, e non solo per alcuni particolari suoi sottoinsiemi.

Altre direttici possibili di intervento sono state individuate nel potenziamento delle infrastrutture, sia primarie, come le vie di comunicazione, sia tecnologiche, con riferimento particolare alla rete di metanizzazione, nel razionale utilizzo delle aree destinate agli insediamenti produttivi. A questo proposito, è auspicabile l’attivazione di adeguate strutture di orientamento per le aree desinate ad insediamenti produttivi, con l’intento di dotare tali aree di un insieme di infrastrutture e servizi, per poterle trasformare in spazio funzionale ed appetibile (4).

PREVISIONI DI SVILUPPO NEL SETTORE TERZIARIO

IL TURISMO

Il potenziamento del settore turistico non può prescindere dalla soluzione dei principali problemi: le seconde case, l’inutilizzo, per gran parte dell’anno, delle infrastrutture ad esso collegate ed il tipo di turismo praticato in Valtellina, di vacanza e non stanziale. L’obiettivo del turismo valtellinese risiede oggi nella pianificazione di un prodotto turistico che permetta di recuperare quote di mercato nei periodi non di punta, al fine di raggiungere un ottimale utilizzo delle strutture ricettive e delle infrastrutture di servizio, per garantire posti di lavoro stabili e duraturi nel tempo. A tale proposito, viene individuata la necessità di aumentare la ricettività di appartamenti in affittanza ad alto turnover, riconvertendo le volumetrie già esistenti di proprietà dei residenti, oggi dismesse o sottoutilizzate. Senza ulteriore spreco di territorio, riconvertendo le volumetrie già esistenti, si recupererebbero quei posti letto indispensabili per un’offerta turistica coerente con la domanda. In questo modo, si creerebbero attività economiche integrative rispetto a quelle già esistenti, permettendo nel contempo la trasformazione del residente anche in operatore turistico, con maggiore attenzione alla salvaguardia dell’ambiente e del territorio. Un’altra indicazione riguarda il tipo di organizzazione del sistema turistico in valle: viene prospettata dagli addetti ai lavori la necessità di un’impostazione di tipo artigianale in cui i residenti siano coinvolti in qualità di piccoli imprenditori.

Per quanto concerne la tipologia di domanda verso cui orientare l’offerta valtellinese, si rileva l’esigenza di attrarre domanda stanziale che consenta la continuità operativa ed assicuri, quindi, la redditività della località turistica. Nella ricerca di mercati capaci di garantire domanda stanziale costante, si dovrà guardare ai Paesi europei, carenti di montagne e quindi di stazioni invernali, per incentivare vacanze di più lunga durata, in località turistiche lontane. Pertanto, si rende opportuna un’attenta valutazione delle misure da adottare per migliorare le comunicazioni verso il nord, ove risiedono milioni di persone con grande propensione al turismo sia estivo che invernale e con periodi di vacanza altamente scaglionati e diversificati nel corso dell’anno. E’ necessario, quindi, un grande impegno pubblico per riprogrammare la provincia, mentre gli operatori privati debbono impegnarsi in campagne promozionali e commerciali di ampio respiro.

Sul fronte dell’offerta, viene evidenziato come possibile fattore di successo il perseguimento di maggiori standard qualitativi e la riqualificazione dell’esistente. Un altro fattore importante su cui dovrà incentrarsi l’attenzione è quello della formazione di risorse umane nel settore turistico, che comporti un radicale rinnovamento culturale (5).

IL COMMERCIO

Le prospettive di sviluppo in campo commerciale sono, in linea di massima, assimilabili a quelle previste per l’artigianato: la razionalizzazione delle localizzazioni, la specializzazione e professionalizzazione degli operatori ed un miglior utilizzo del “marchio Valtellina” per la commercializzazione dei prodotti tipici (6).

Accanto a questi obiettivi di natura economica, ve ne sono altri collegati alla funzione sociale che rivestono i piccoli negozi nei comuni di più limitate dimensioni e nei centri storici. E’ molto difficile ipotizzare qualche forma di intervento per salvaguardare la funzione sociale di questi punti di vendita, se non operando a monte, per frenare i flussi migratori. I singoli comuni interessati da questo fenomeno dovranno utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione, ivi compresa un’eventuale differenziazione delle imposte comunali: questa proposta parte dal presupposto che una funzione sociale comporta necessariamente proporzionati costi sociali.

Connessa con la funzione turistica del commercio, vi è la necessità di perseguire per il futuro, l’obiettivo della cooperazione e del coordinamento tra tutte le componenti dell’offerta turistica di una località, in modo da massimizzare i benefici reciproci. In quest’ottica, sembra riproponibile la creazione di forme associative locali, nei modi e con i contenuti richiesti dalle specifiche esigenze.

IL CREDITO

Il sistema creditizio locale è positivamente caratterizzato dalla presenza della Banca Popolare di Sondrio e del Credito Valtellinese. Grazie alla loro peculiarità di banche, non solo locali, ma cooperative, le due aziende di credito della provincia mantengono un adeguato mix di fattori tradizionali, connessi alle esperienze del credito popolare, ed innovativi, tipici degli intermediari finanziari preposti ad operare negli attuali mercati globalizzati. In ragione di tale armonia, le due banche locali potranno continuare a proporsi come fattori vitali ed indispensabili della promozione e dell’evoluzione economica della provincia, nel rispetto dei vincoli di economicità che derivano dal loro essere imprese (7). Per il futuro, queste banche dovranno perseguire politiche che incentivino la redditività dei mezzi propri, mantenendo controllati i costi del personale e puntando sul potenziamento dei settori di attività che offrono maggiori potenzialità di sviluppo, unitamente alla continua valorizzazione dei principi della cooperazione.

I TRASPORTI

Per raggiungere e soddisfare alcuni degli obiettivi precedentemente indicati, la provincia di Sondrio necessita di un adeguamento delle infrastrutture ferroviarie e stradali, rimaste a livelli arretrati rispetto alle esigenze della società moderna. Gli interventi strutturali all’interno della provincia si rendono indispensabili per adattare la mobilità alla nuova situazione urbana. Risulta quindi improcrastinabile il potenziamento del sistema stradale e ferroviario, ricercando delle modalità di utilizzo che rendano questa scelta conveniente, quali l’individuazione di sinergie attive tra traffico pendolare urbano e traffico turistico (8).

Per quanto riguarda il sistema ferroviario, le proposte per il futuro sono basate su tre fondamentali interventi:

-          l’integrazione della provincia con le reti internazionali e nazionali;

-          il miglioramento della viabilità interna per soddisfare sia la mobilità pendolare che la domanda di spostamento di tipo turistico;

-          riqualificazione delle linee ferroviarie.

Per quanto riguarda la rete stradale, va ricordato che non è possibile prorogare a lungo l’attuale situazione di pericolosità e di assurdi tempi di percorrenza della Strada Statale 38. Una sua riqualificazione risulta necessaria, senza dimenticare un’attenta valutazione dell’impatto sull’equilibrio ambientale, vitale per l’economia turistica ed agricola, oltre che, in sé, fonte diretta di benessere per i residenti. Infatti, sebbene il potenziamento delle vie automobilistiche e ferroviarie di accesso alla valle sia un presupposto imprescindibile per il futuro sviluppo della provincia, vi è il fondato timore che si finisca, se non vi è una progettazione accurata e consapevole, con l’incentivare un uso dissennato delle grandi risorse naturali e paesaggistiche, attraverso un turismo non stanziale, attività industriali poco rispettose di tali risorse e flussi di traffico automobilistico simili a quelli contro cui Paesi come la Svizzera e l’Austria prendono in questi anni misure restrittive e studiano soluzioni alternative (9).

 

 

Tratto dalla tesi “L'emigrazione ed il frontalierato in provincia di Sondrio” discussa, presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Pavia, da Maddalena Schiantarelli.

 

note:

(1) Foglio A., Un progetto di rilancio dell’agricoltura della provincia di Sondrio, CCIAA di Sondrio, Sondrio, 1995.

(2) Maggioni M., Nosvelli M., “La struttura del sistema economico”, in: Quadrio Curzio A. (a cura di), Valtellina: profili di sviluppo 1998. Una provincia tra localismo e globalismo, Collana socio-economica Gruppo Bancario Credito

Valtellinese, n.3, Franco Angeli, Milano, 1998.

(3) Ibidem

(4) Quadrio Curzio A. (a cura di), Valtellina: profili di sviluppo, Collana socio-economica Credito Valtellinese, n. 1, Litografia Polaris, Sondrio, 1993.

(5) Cotelli M., “Economia turistica”, in: Quadrio Curzio A., Profili di sviluppo, 1993, cit.

(6) Viganò G., “Economia commerciale”, in: Quadrio Curzio A., Profili di sviluppo, 1993, cit.

(7) D’Adda C., “Economia creditizia”, in: Quadrio Curzio A., Profili di sviluppo, 1993, cit.

(8) Torricelli G. P., “Trasporti e reti di traffico”, in: Quadrio Curzio A., Profili di sviluppo, 1993, cit.

(9) Quadrio Curzio A., Zoboli R., Femia A., “La Valtellina: la difficile crescita di un’economia alpina” in: Quadrio Curzio A., Fortis M.,  Maggioni M. A. (a cura di), I distretti economici delle Prealpi e delle Alpi Centrali. Laghi, Lecco, Brianza,Sondrio, Collana socio-economica Credito Valtellinese, n. 2, Litografia Polaris, Sondrio, 1996.

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