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61° Lindau Nobel Laureates Meeting: testimonianza di Anna Olivieri

Piacentina di 31 anni, genetista, laureata in Scienze Biologiche, ha conseguito nel 2009 il titolo di Dottore di Ricerca in Scienze Genetiche e Biomolecolari all’Università di Pavia. Attualmente ricopre il ruolo di ricercatore a tempo determinato presso il Dipartimento di Genetica e Microbiologia dell’Università di Pavia a seguito della vincita di un progetto ministeriale “FIRB Futuro in Ricerca” (bandito nel 2008) volto a incentivare la formazione e la realizzazione professionale di giovani scienziati di talento.
61° Lindau Nobel Laureates Meeting: testimonianza di Anna Olivieri

Anna Olivieri

La sua attività di ricerca è basata sullo studio della variabilità di sequenza del DNA mitocondriale umano e animale, al fine di chiarire, nel primo caso, l'origine e l'evoluzione delle popolazioni umane moderne, mentre per quanto riguarda gli animali, uno degli obiettivi è quello di definire gli eventi associati alla domesticazione dei grandi mammiferi. Si occupa infine della definizione del ruolo della variazione di sequenza "normale" e "patologica" del DNA mitocondriale umano in patologie e fenotipi complessi.

 

Un breve presentazione del 61 imo Meeting of Nobel Laureates in Medicina finanziato dalla Fondazione Cariplo?  In cosa consiste?

Al meeting dei Nobel di Lindau più di 20 premi Nobel per la scienza e circa 600 giovani ricercatori di 80 nazionalità diverse condividono  6 interi giorni nello scenario del lago di Costanza. L’edizione del 2011 era dedicata al tema della Medicina e Fisiologia e si sono toccati i temi più attuali della ricerca scientifica svolta nei centri di eccellenza di tutto il mondo. Un’occasione unica per incontrare le menti più brillanti di ieri e di oggi e per interagire, scambiare opinioni, iniziare collaborazioni scientifiche con giovani ricercatori che, come me, stanno muovendo i primi passi nel mondo della ricerca.

 

Quale percorso compiuto fino ad oggi, per essere arrivata dove sei?

Conseguita la laurea in Scienze Biologiche nel 2005, ho vinto una borsa di studio presso l’ateneo pavese, prima di iniziare il percorso triennale del Dottorato in Scienze Genetiche e Biomolocolari. Mentre ero studentessa di dottorato ho trascorso tre mesi presso il Department of Evolutionary Biology della University of Tartu (Estonia) e l'Estonian Biocentre nel laboratorio diretto dal prof. Richard Villems a seguito della vincita di una prestigiosa borsa di Studio EMBO "Short Term Fellowship". Conseguito il titolo di PhD nel gennaio 2009, sono stata titolare di assegno per collaborazione ad attività di ricerca, vincitrice di una delle 5 borse di studio nazionali “L’Oréal Italia per le Donne e la Scienza 2009”, titolare di contratto di collaborazione coordinata e continuativa, a seguito della vincita del bando di Ateneo “Dottori di ricerca e mondo del lavoro” – anno 2009, fino a diventare nel dicembre 2010 ricercatore a tempo determinato come coordinatrice di unità di un progetto “FIRB Futuro in Ricerca – 2008”.  Nel 2011 sono inoltre stata premiata con una mela d’oro della XXIII edizione del premio Marisa Bellisario per la sezione Ricerca.

 

Quali aspettative nutri per il futuro rispetto alla tua professione?

Acquisire indipendenza dal punto di vista scientifico fino ad arrivare a gestire un laboratorio di ricerca autonomamente e consolidare la posizione accademica.

Impressioni e testimonianza dell’evento: cos’ha rappresentato per te la possibilità di partecipare al 61simo meeting of Nobel Laureates in medicina sostenuto dalla Fondazione Cariplo della Regione Lombardia?

Il meeting dei nobel di Lindau è in grado di rispondere alla domanda fondamentale “da chi e da dove nasce una scoperta scientifica epocale?”. Un evento eccezionale che dà la possibilità unica di conoscere da vicino la natura dei migliori ricercatori degli ultimi 60 anni e di imparare a orientarsi nel mondo della ricerca cogliendo i consigli di chi ha già percorso la strada che tutti noi sogniamo di intraprendere con successo.

 

Potresti condividere con i lettori alcune voci dei Premi Nobel incontrati nel corso del Meeting, o riportare alcune citazioni e impressioni rimaste nella tua memoria?

Una citazione fra tutte. Sir Harold Kroto ha detto: “Se fai in modo che le persone credano di pensare, ti ameranno, ma se fai veramente in modo che pensino, allora ti odieranno”. Questa frase davvero brillante mi ha illuminato sulla vita politico/sociale del nostro Paese.

 

Aspettative e desideri per il futuro?

Incontrare nuovamente scienziati del calibro di quelli presenti al meeting e scoprire che anche nei contri di ricerca italiani possono maturare menti e scoperte scientifiche da Nobel.

 

Quale consiglio ti sentiresti di dare a un/a giovane che sogna di percorrere una strada simile alla tua?

Mi sento ancora una “bambina” nel mondo della scienza, tuttavia, la breve esperienza che ho maturato in questi anni mi porta a dare questo consiglio: “Caro amico, se quello che ti muove è una forte passione per la scienza, se immagini il tuo lavoro come una sfida quotidiana, e se sei pronto a fare tanti sacrifici rinunciando anche a stabilità e benefit economici, allora la ricerca è il mondo che fa per te! La cosa importante è credere sempre nel tuo lavoro e non aver mai paura di tentare. Anche partecipare a un convegno così importante come il Meeting of Nobel Laureates sembrava una sfida impossibile, e invece molti di noi ce l’hanno fatta! Quindi, non mollare!”

 

Di Antonella De Bonis

4/10/2011

 

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Editoriale

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