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61° Lindau Nobel Laureates Meeting: testimonianza di Emanuele Campiglio

Emanuele Campiglio, Laurea in Economia all’Università Bocconi; Master in Cooperazione e Sviluppo allo IUSS di Pavia; Dottorato in Economia Politica all’Università di Pavia (in completamento): 29 anni, di Milano. Lavora a Londra presso la New Economics Foundation.
61° Lindau Nobel Laureates Meeting: testimonianza di Emanuele Campiglio

Emanuele Campiglio

Cos’ha rappresentato per te la possibilità di partecipare al 61simo meeting of Nobel Laureates in medicina sostenuto dalla Fondazione Cariplo della Regione Lombardia?

L’evento è stato interessante e per molti versi superiore alle aspettative.

Durante la mattina si svolgevano le lecture dei singoli premi nobel, a tema libero e quindi molto diverse tra di loro. Alcuni hanno presentato lavori molto attuali e alla frontiera della ricerca (per esempio i tre nobel più recenti, Stiglitz o Phelps), altri si sono invece limitati a fare discorsi generici.

Nel primo pomeriggio c’erano le panel discussion con 4-5 nobel a parlare di un tema comune. Ce ne sono state due (sulla ‘sostenibilitá economica’ e sulla economia comportamentale) molto interessanti.

Nel tardo pomeriggio c’erano degli incontri più informali con i singoli Nobel. Ogni giorno ce n’erano 4 o 5 dislocati nell’isola e si poteva scegliere chi andare a sentire. Dato che il numero di persone era sempre limitato c’era occasione di fare domande e discutere. Ho apprezzato molto.

La sera infine, cene e chiacchierate. La prima sera c’è stato anche un concerto, con tanto di pista da ballo.

 

Potresti condividere con i lettori alcune voci dei Premi Nobel incontrati nel corso del Meeting, o riportare alcune citazioni e impressioni rimaste nella tua memoria?

C’era davvero tanta gente, un esercito di giovani economisti eccitati. Ho conosciuto moltissime persone e ascoltato con piacere alle loro ricerche. Ho stretto meno collaborazioni di ricerca di quanto sperassi, considerato che i campi di ricerca erano moltissimi ed era difficile incontrare qualcuno che lavorasse sulle mie stesse cose. Probabilmente quelli che hanno beneficiato di più del meeting in questo senso sono state le persone delle banche centrali, che si occupano tutti di cose molto simili e hanno potuto stabilire relazioni. Ma in ogni caso non me ne sono dispiaciuto troppo, ho avuto modo di capire meglio alcuni argomenti di ricerca che mi interessano e su cui potrei iniziare a lavorare.

Coi Nobel purtroppo ho interagito pochissimo. Era molto difficile perché erano sempre assediati da studenti, giornalisti e staff dell’organizzazione. Ho giusto scambiato un paio di battute con Stiglitz e Phelps. Durante gli incontri del tardo pomeriggio invece sono riuscito a porre alcune domande, Pissarides lavora su temi che mi toccano, anche se non sono d’accordo con quello che propone. Ho invece avuto piacere ad andare all’incontro con Nash, non tanto per la sua ricerca (so poco o niente di teoria dei giochi) ma per il personaggio, a cui mi ero incuriosito specialmente dopo aver visto il film su di lui. È molto più lucido di quanto credessi e nonostante ogni tanto partisse per la tangente nel rispondere alle domande, ha detto cose interessanti e stimolanti.

L’incontro era organizzato molto bene, lo staff era professionale e efficiente. Grandi lodi.

Infine, da un punto di vista di contenuto, si è ovviamente discusso molto della crisi della zona euro e ne sono venuti fuori degli spunti di riflessioni notevoli, anche durante le discussioni con gli altri young scholars durante le cene. Il trend è stato fissato fin dall’inizio dall’intervento di apertura da parte del presidente tedesco che si è lanciato contro gli eurobonds e la decisione della BCE di comprare bond italiani e spagnoli. Mi aspettavo il solito discorso da presidente della repubblica e invece sono rimasto (piacevolmente) stupito.

 

Insomma, grande occasione che credo di aver sfruttato abbastanza bene.

Grazie Fondazione Cariplo!!

 

Di Antonella De Bonis

4/10/2011

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