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61° Lindau Nobel Laureates Meeting: testimonianza di Elena Gammella

Elena Gammella, 29 anni, arriva dalla provincia di Milano. Laureata in Biotecnologie Mediche e medicina molecolare. Dottorato in Patologia e neuropatologie sperimentali. Attualmente Post-doc.
61° Lindau Nobel Laureates Meeting: testimonianza di Elena Gammella

Elena Gammella

Cos’è il 61° meeting Nobel Laureates per la Medicina?

Il 61° meeting Nobel Laureates è un meeting in cui Nobel laureates e giovani ricercatori da tutto il mondo si incontrano a Lindau, un piccolo paese sul lago di Costanza in Germania, per discutere di scienza. In particolare il topic del meeting di quest’anno era la salute nel mondo.

 

Quale percorso compiuto fino ad oggi per essere arrivata dove sei?

Sono laureata in Biotecnologie Mediche e Medicina Molecolare. Ho fatto 3 anni di  dottorato in Patologia e Neuropatologia Sperimentali presso il dipartimento di morfologia umana e scienze biomediche di Milano, in particolare ho fatto i primi 2 anni a Milano e l’ultimo anno a Zurigo presso il dipartimento di  Fisiologia Veterinaria dove ho avuto la possibilità di portare avanti un progetto di ricerca . Sotto attualmente Post-doc a Milano e continuo a collaborare con il laboratorio di Zurigo.

 

Quali sono le tue aspettative ad oggi?

Continuare a lavorare nella ricerca scientifica, mantenendo i contatti internazionali acquisiti e creandone sempre di nuovi.

 

Cos’ha rappresentato per te la possibilità di partecipare al 61simo meeting of Nobel Laureates in medicina sostenuto finanziariamente dalla Fondazione Cariplo della Regione Lombardia?

È un evento organizzato dal Concilio per il Lindau Nobel Laureate Meetings e la fondazione dei vincitori del premio Nobel Lindau Meetings che offre a giovani ricercatori da una parte l’opportunità di fare tesoro delle esperienze dei Nobel Laureates e dall’altra parte l’opportunità di interconnettersi e scambiare idee con altri giovani ricercatori. In particolare in Italia questa iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Cariplo che mettendo a disposizione fondi consente ai giovani ricercatori italiani che vengono selezionati di poter partecipare.

 

Potresti condividere con i lettori alcune voci dei Premi Nobel incontrati nel corso del Meeting, o riportare alcune citazioni e impressioni rimaste nella tua memoria?

Una cosa che mi ha colpito molto dei diversi premi nobel incontrati è la capacità nei loro racconti di trasmettere sempre la loro grande passione per la ricerca scientifica, perché senza passione la ricerca scientifica è un campo difficile. In particolare mi è piaciuto molto l’intervento di Ada Yonath, premio nobel per la chimica nel 2009, che è riuscita nella sua vita a conciliare vita lavorativa con vita famigliare. Molto bella la presentazione di Christian De Duve, premio nobel per la medicina nel 1974, che ha concluso il suo discorso dicendo il futuro sono i giovani. Molto belli anche gli interventi di Aaron Ciechanover, con il quale ho avuto l’opportunità di parlare direttamente e di Sir Harold Kroto. “Educate, Inspire and Connect” è la frase che mette insieme tutte le caratteristiche di questo meeting.

 

Quale consiglio ti sentiresti di dare a un/a giovane che sogna di percorrere una strada simile alla tua?

Credo che due siano le parole chiavi da tenere in mente per poter intraprendere la carriera scientifica: passione, tanta passione per la ricerca scientifica, e voglia di lavorare senza fermarsi al primo ostacolo, al primo esperimento non riuscito o al primo risultato inaspettato. Bisogna aver voglia di far crescere sempre di più la propria esperienza che ancora oggi per quanto mi riguarda sta crescendo ogni giorno.

 

Aspettative e desideri per il futuro

Poter lavorare sempre di più in ambito internazionale.

 

Di Antonella De Bonis

4/10/2011

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