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Il Museo d’arte organaria a Crema

I PROGETTI FINANZIATI DA FONDAZIONE CARIPLO: continuiamo con la presentazione dei progetti finanziati nel 2011 da Fondazione Cariplo con il progetto "Museo dell'arte organaria", finalizzato al recupero funzionale degli spazi degli ex magazzini comunali siti nell'area del Museo Civico.

Sulle orme della più antica arte organaria bresciana (Antegnati) e bergamasca (Serassi), a partire dalla fine del XVIII secolo, sul territorio cremasco sono fiorite numerose scuole e botteghe. In un crescendo che non conobbe sosta, famiglie come i Lingiardi, i Franceschini (attivi fino al 1944) e i Cadéi interrarono nel circondario cremasco le radici di un sapere e di una tecnica che darà i suoi frutti migliori con le botteghe fondate prima da Pacifico Inzoli (1843-1910) e poi da Giovanni Tamburini (1857-1942), tutt’oggi in attività. Crema è ancora sede di primari laboratori artigiani che producono e restaurano organi a canne in tutto il mondo, tant’è che esiste in città una scuola di formazione professionale per la costruzione ed il restauro degli strumenti. Oltretutto Crema ha dato i natali a importanti maestri di cappella che hanno prodotto composizioni sacre e profane apprezzate in tutta Europa. Serviva dunque una strategia di promozione e valorizzazione di questo patrimonio che permettesse ai cittadini di riscoprire e riappropriarsi della propria tradizione.

E’ appunto nel valutare il radicamento della tradizione organaria della città e rilevando la mancanza di azioni che la valorizzassero, che il Comune di Crema ha deciso di allestire un Museo dell’Arte Organaria, ospitato nei più ampi locali del Museo Civico della cittadina. Nello specifico il Museo sarà creato all’interno degli ex-magazzini comunali siti nell’area: attraverso questo intervento sarà data la possibilità di recuperare, restaurare e consegnare alla comunità locale un’area altrimenti in disuso.

Un altro aspetto da non sottovalutare è la possibilità di favorire lo sviluppo del territorio e della città a livello turistico e culturale, ad esempio attraverso il collegamento con il distretto culturale della provincia di Cremona o tramite iniziative didattiche, nonché la valorizzazione dell’indotto economico anche grazie alla collaborazione stretta con le fabbriche artigiane presenti in città e il coinvolgimento attivo nel progetto delle categorie economiche coinvolte.

Il progetto procede normalmente, con l’individuazione precisa degli spazi interessati e degli interventi strutturali per il restauro, ma non mancano certo le difficoltà, principalmente dovute alle stringenti norme finanziarie che non permettono investimenti per gli enti locali: il rispetto del patto di stabilità ritarda e rallenta gli interventi. In soccorso del Comune è però giunta Fondazione Cariplo che, tramite un finanziamento a titolo “emblematico” del valore di 100.000 € ha dato la possibilità alla comunità locale di dotarsi di un Museo, che valorizza il patrimonio artigianale e artistico della città.

 

Emanuele Giovenali

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