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I PROGETTI FINANZIATI DA FONDAZIONE CARIPLO: Il Progetto "Convivere", promosso dalla Comunità di Sant'Egidio a Novara

Integrazione e dialogo tra culture con la comunità di Sant'Egidio a Novara. Convivere è un'arte che si impara e quindi tutti, dagli adulti ai bambini, dagli italiani agli stranieri ai rom, dagli insegnanti agli studenti, saranno coinvolti nello sforzo, nel percorso, per apprendere un nuovo modo di vivere la scuola, la città, il quartiere.

A Novara la Comunità di Sant’Egidio ha dato vita al progetto “Convivere: Strategie educative e culturali per imparare a vivere insieme”, partendo dalla realtà del quartiere di Sant'Agabio dove più alta è la percentuale di famiglie immigrate e di minori stranieri scolarizzati: le scuole del quartiere rispecchiano molto bene questa realtà con la presenza massiccia di ragazzi stranieri, spesso nati in Italia ma non ancora cittadini a tutti gli effetti. E’ l’effetto di una seconda fase del fenomeno migratorio caratterizzata più che dagli ingressi per motivi di lavoro dai ricongiungimenti familiari. Si tratta di una tendenza destinata a non fermarsi e che porterà probabilmente ad un aumento ulteriore della popolazione negli anni a venire, anche a fronte del boom di nascite nel quartiere (141 nel solo 2010), con un conseguente aumento del rischio di frizione sociale tra residenti di vecchia data e nuovi abitanti per lo più immigrati.

La sfida che il progetto della Comunità di Sant’Egidio vuole raccogliere è quella di fare di un problema una chance: il quartiere può rappresentare una risorsa per la città intera non solo per la ricchezza dell’esperienza di incontro e di convivenza, ma anche per l’accumulo di forze umane e di investimenti per il futuro. Proprio in questo ambiente assume un ruolo strategico l’educazione interculturale e l’integrazione non solo scolastica degli stranieri. Per tale motivo nell’ambito del progetto sono previste una lunga serie di azioni coordinate, alcune da realizzare all’interno delle scuola e che riguarderanno aspetti prettamente didattici, altre che coinvolgeranno le famiglie, altre ancora che si svolgeranno nei centri pomeridiani realizzati dall'ente capofila: il progetto prevede, infatti, l'apertura di due nuovi spazi per queste attività, uno in una nuova zona di edilizia popolare del quartiere e uno in centro città, enfatizzando in questo modo il carattere cittadino e non più solo “rionale” dell’iniziativa.

Il progetto ha iniziato la sua fase operativa lo scorso ottobre, anche se molte azioni che sono oggi finanziate hanno avuto inizio ben prima di questa data, come ad esempio le Scuole della Pace, uno spazio, cioè, dove i bambini vengono aiutati a fare i compiti e ad imparare l’amicizia sono stata iniziate già da diversi anni dalla Comunità di Sant’Egidio. L’Italiano per apprendere invece, ossia il potenziamento linguistico per bambini e minori di recente immigrazione è possibile grazie al progetto e consente un intervento qualificato ed efficace che il tempo scuola curricolare non è in grado di offrire. Unendo le risorse tra Scuola Bellini e Comunità di Sant’Egidio è stato possibile raccogliere una gran quantità di giochi non più utilizzati e restituirli alla loro funzione originaria, quella ludica, ma con un valore aggiunto: riduzione dell’inquinamento, educazione ad un consumo sociale e una finalità solidale, cioè aiutare con il ricavato delle offerte l’iscrizione anagrafica dei bambini in Africa (attraverso un altro progetto della Comunità stessa).

L’opera di integrazione della Comunità di Sant’Egidio ha come scopo ultimo quello di proporre a Novara un piccolo modello di convivenza sostenibile, senza contare il fatto che questo progetto aiuterà concretamente molti bambini e minori – stranieri e non - ad inserirsi con successo nella nostra società, partendo appunto dalla scuola e dalla formazione culturale e civica. Il progetto, che vedrà il suo termine nell’agosto 2014, può contare su uno stanziamento totale di 165.000 €, di cui il 55% (pari, cioè, a 90.000 €) è stato finanziato da Fondazione Cariplo, la quale è già nota ai cittadini novaresi, soprattutto per aver contribuito al restauro della Galleria Giannoni restituendo alla città uno dei suoi tesori più preziosi, e l’aver sostenuto “Liberazione Speranza”, associazione senza fini di lucro che strappa dalla schiavitù della prostituzione tante giovani vite di donne straniere.

Emanuele Giovenali

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Editoriale

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