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Progetto Tutela della biodiversità alpina in Valsassina

La Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d’Esino e Riviera sta portando a termine uno studio di fattibilità volto all’istituzione di tre Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS) a tutela della ricca biodiversità dei territori compresi tra il Parco Grigna Settentrionale e i Parchi delle Orobie Valtellinesi e Bergamasche, ricchezza che deve fare i conti con le attività produttive della zona, come il turismo invernale e l’urbanizzazione dei fondovalle: attività che rischiano di compromettere il patrimonio naturalistico di una zona ad oggi incontaminata.

Forte di un’esperienza pluriennale nell’ambito della difesa delle risorse naturali e della pianificazione ambientale, la Comunità Montana vuole entrare in sinergia con la Provincia di Lecco, anch’essa impegnata in tale ambito. L’importanza della questione ambientale a livello locale è testimoniata, inoltre, dal fatto che 7161 ettari del territorio sono siti della Rete Natura 2000: una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione Europea, istituita ai sensi della Direttiva “Habitat” del 1992 per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturale delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

 

Nello specifico la Comunità Montana procede speditamente col progetto in questione, che ha avuto inizio nell’ottobre 2011 con l’istituzione di un Gruppo di Lavoro costituito da esperti di gestione e governance del territorio afferenti alla Comunità Montana, ai Comuni e alle Aree protette territorialmente interessati, ed esperti in conservazione della biodiversità e pianificazione ambientale afferenti a Istituto Oikos, un’associazione indipendente attiva nella tutela ambientale. Tale gruppo di lavoro risulta fondamentale per l’acquisizione delle informazioni necessarie, l’organizzazione e l’analisi nonché per la formulazione delle proposte operative di individuazione di nuove zone di connessione tra aree naturalisticamente importanti. Inoltre sono stati individuati gli stakeholders primari, cioè i portatori d’interesse che provvederanno a revisionare e condividere la bozza preliminare redatta dal gruppo di lavoro e infine la bozza definitiva.

 

Il complesso processo di realizzazione di questo studio di fattibilità è costato 104.000 €, di cui 58.000 finanziati da Fondazione Cariplo, la stessa che dal 2009 ad oggi ha già supportato economicamente altri due progetti della stessa Comunità della Valsassina: uno sempre in tema di tutela della biodiversità e uno per l’istituzione di una “filiera del gusto sostenibile”, progetto, quest’ultimo, che ha goduto di un finanziamento pari a 73.000 €. Sempre nello stesso territorio la Fondazione è conosciuta per aver finanziato il progetto dei Distretti Culturali, che ha favorito un’importante sinergia tra diverse istituzioni della zona.

 

Emanuele Giovenali

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