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Il Vittoriale apre le porte a Verona Un’alleanza per l’arte e il turismo

Un libro di pietre vive. E a ogni «pagina» una stanza dove il sacro incontra il profano, l’estetica delle cose il pensiero, la memoria del passato, un incognito futuro. Un capolavoro monumentale di chiaro stampo autobiografico che attrae sempre più visitatori, firmato Gabriele D’Annunzio. Titolo? Vittoriale degli Italiani.

A circa 80 anni dalla scomparsa del Vate di Pescara, il celebre compendio di Gardone Riviera, dove il poeta si ritirò nel 1921, a seguito della cacciata da Fiume, desta ancora un fascino paragonabile a quello che si prova sfogliando un coinvolgente libro. Tanto da attirare 212mila visitatori e appassionati nel 2015 e, in termini previsionali, altri 260mila nel 2016. Tanto da diventare, altresì, epicentro di un protocollo d’intesa con la Fondazione Pascoli e Fondazione Puccini di Lucca, per la valorizzazione dei luoghi simbolo di tre protagonisti della cultura italiana, che in futuro potrebbe estendersi al territorio scaligero.

Ad annunciarlo il suo stesso presidente Giordano Bruno Guerri, ospite alla recente rappresentazione veronese di Sangue Morlacco. L’ultimo volo di Gabriele D’annunzio, spettacolo sull’impresa fiumana condotta dal poeta-soldato, scritto da Stefano Modena della compagnia Gino Franzi, che il giornalista-scrittore toscano ha definito «una proposta ben strutturata e di buon gusto, dalla grande forza divulgativa e fedeltà storiografica».

Il progetto pilota per la nascita di «un nuovo sistema culturale e turistico», che sarà ufficializzato a Gardone il 3 settembre, «intende mettere in rete le tre fondazioni firmatarie, e un domani», ha precisato Guerri, «altre realtà museali, per uno scambio reciproco di cultura e azioni marketing associate. Tanti dimenticano che i musei sono anche aziende. E il Vittoriale, già sede di attività didattiche e stagioni teatrali, di musica e balletto, che quest’anno ha attratto 16mila spettatori, è uno dei pochi in Italia a chiudere ancora con bilancio in attivo, generando occupazione e ricchezza».

Al Museo della Guerra, le Biblioteche, il Teatro, i giardini, le fontane, parte del complesso che insiste su nove ettari, «quest’anno si aggiungono l’apertura al pubblico del canile a forma di anfiteatro e della Vedetta, e l’esposizione di opere contemporanee nel parco».

Un labirinto culturale (non solo dimora dannunziana, bensì museo di reliquie, cimeli e tracce del suo “vivere inimitabile” dedicato a tutti i caduti nella Grande Guerra) percorso da circa 100mila studenti l’anno, «testimoni di uno studio dell’autore ancora autentico», secondo Giordano Bruno Guerri, che ne oltrepassa lo storico ritratto di decadente. Sottolineandone un’attualità «sintetizzabile nei suoi stessi versi: Conservare la libertà fin nell’ebrezza ovvero Non chi più soffre, ma chi più gode, conosce».

fonte: l'arena

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Editoriale

Giovani italiani all’estero: rientro, popolamento e solidarietà

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