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Aldo Galli, astrazione da Museo del Novecento

L'opera "Incastro armonico". di Elena Di Raddo *

Finalmente si dà spazio e attenzione all'opera di Aldo Galli, tra i

protagonisti della felice stagione dell'astrazione comasca, che si è

distinto per una ricerca del tutto originale soprattutto in quanto ha

declinato la ricerca della linea e del colore non solo in pittura ma

anche in scultura. L'Associazione Culturale Chiave di Volta ha

promosso la presentazione - oggi alle ore 18 - all'Accademia Aldo

Galli la presentazione al pubblico di un'opera rimasta a lungo

nascosta che testimonia la qualità della sua ricerca artistica, che

solo di recente grazie ad alcune mostre e soprattutto al catalogo

generale curato da Luigi Cavadini  nel 2003 è stata studiata e

valorizzata. La presenza di una sua scultura nella collezione del

Museo del Novecento di Milano, recentemente inaugurato, da una parte

si configura come un degno riconoscimento all'opera di Galli,

dall'altra però ribadisce la sua valutazione marginale rispetto agli

altri protagonisti del gruppo. L'opera infatti non è degnamente

collocata nel percorso espositivo e soprattutto è assente dal catalogo

della collezione. La presentazione del rilievo policromo «Incastro

Armonico» è quindi l'occasione per mettere nella giusta prospettiva il

contributo di Galli alle ricerche dell'astrazione.

Si tratta di un rilievo policromo in marmo di grandi dimensioni che su

uno sfondo di travertino verde presenta una composizione lineare di

diversi spessori di elementi di marmo colorato. La scultura è stata

eseguita nel 1971 per lo studio dell'impresa Carlo Frigerio situata in

piazza Cavour, dove è rimasta per diversi anni, e rappresenta l'unica

testimonianza di una sua opera in marmo. Quest'opera, destinata a uno

spazio architettonico è anche la testimonianza del felice rapporto tra

arte e architettura emerso fin dagli anni Trenta proprio nell'ambito

della ricerca astratta a Como nella Casa del Fascio e sviluppatasi nel

corso degli anni Cinquanta e Sessanta anche grazie ad altri architetti

e artisti comaschi quali Ico Parisi e Francesco Somaini.

L'interesse di Galli per l'arte applicata è ravvisabile proprio a

partire dagli anni Cinquanta anche in altre opere e progetti come il

pannello decorativo di grandi di dimensioni, mai realizzato, per un

distributore di benzina situato sul lungolago progettato da Adolfo

Franchini. I modelli del rilievo, conservati nelle Civiche Raccolte

d'Arte di Como, possono in parte essere messi in relazione con il

rilievo di piazza Cavour, soprattutto per il desiderio di realizzare

l'opera in marmi policromi. Risultato raggiunto dallo scultore

finalmente proprio in «Incastro armonico» in cui l'equilibrio di forme

e materie colorate genera nell'opera un interessante dialogo tra

superficie, spazio e materia. Galli è del resto un astrattista

rigoroso, che non lascia molto spazio all'improvvisazione, e in tal

senso appare più vicino a Manlio Rho, suo maestro, che a Mario Radice,

il cui lavoro risulta più incline a un certo lirismo, soprattutto

nelle opere più tarde.

 

(*Università Cattolica di Milano)

 

30 giugno 2011

 

http://www.laprovinciadicomo.it/

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