Rovellasca, il nonno intagliatore soffia su cento candeline
«La sua grande passione è stata sempre il lavoro - spiega la nipote, Luigia Sala - ha, infatti, svolto con impegno il proprio mestiere d'intagliatore che lo ha anche portato a collaborare ai restauri del Duomo di Como, dove tempo fa si è occupato in particolare del battistero in legno, ed è questo uno dei lavori dei quali va più fiero. A Rovellasca aveva la propria bottega e collaborava con molti falegnami della zona. Mio zio è stato anche appassionato di disegno e nella mostra, organizzata qualche anno fa in paese, dei disegni realizzati dalla scuola che era presente in paese, ce n'erano molti suoi. E' poi molto legato alla sua famiglia, ma ha dimostrato anche attenzione verso le vicende del paese ed ha, infatti, collaborato a fondare il centro anziani».
Tra i tanti ricordi del centenario, quelli di cui parla ancora oggi più spesso riguardano gli anni della guerra: «Ha fatto la Seconda guerra mondiale sul fronte Istriano - racconta ancora la nipote - dove è stato impegnato a svolgere attività mediche e sanitarie, accogliendo i prigionieri di guerra dei territori dell'ex-Jugoslavia . E' poi stato a propria volta fatto prigioniero dei tedeschi, riuscendo alla fine a tornare a casa dopo lunghe marce. Sono esperienze, legate spesso anche a momenti e ricordi drammatici, che lo hanno segnato e che ancora oggi è in grado di rievocare con precisione ed intensità».
Fonte: http://www.laprovinciadicomo.it
27/9/2011














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