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Due anni per la nuova promenade. Da Maroni annuncio a sorpresa: "Una giunta straordinaria sulla riva".

COMO - Viviana Beccalossi: «Abbiamo messo da parte la politica rissosa»
Ancora due anni. Ci vorranno altri 730 giorni, a partire dal momento in cui riprenderanno i lavori nel cantiere delle paratie, prima di tornare a camminare sulla nuova passeggiata del capoluogo.
Una tempistica finalmente chiara che però non riuscirà a evitare, purtroppo, l’oscuramento della promenade lariana nel periodo in cui a Milano sarà di scena l’Expo 2015, manifestazione che dovrebbe portare in Lombardia (e, di conseguenza, anche sul Lago di Como) milioni di turisti nella seconda metà del 2015.
A parte questo appuntamento, che sarà comunque parzialmente mancato, la svolta tanto attesa è finalmente giunta a lambire le acque del primo bacino comasco.
L’intesa politica c’è. I soldi anche. E lo studio di fattibilità è una realtà.
All’incontro pubblico in cui venerdì il progetto è stato presentato alla città, oltre al sindaco di Como, Mario Lucini, era presente anche il governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni.
«Il Lago di Como è un patrimonio dell’umanità e come tale va tutelato. Subito dopo la mia elezione ho messo questo problema in cima alla lista dei temi caldi e ora, dopo soli 3 mesi, siamo qui per parlare e vedere come sarà il nuovo lungolago. Io sono di Varese - ha detto il governatore con una battuta di spirito, sottolineando l’antica rivalità tra le due città - ma amo Como e il suo lago. Il mio compito è trovare i soldi e così è stato fatto».
E, proprio in tema di risorse finanziarie, va detto come dall’iniziale costo di 19 milioni di euro, ora il conto finale sarà di 27,5 milioni di euro.
Il 2015, come detto, potrebbe essere l’anno conclusivo dei lavori. Ora, entro novembre, andrà presentata la variante che dovrebbe essere il passo decisivo per sbloccare e far ripartire il cantiere delle paratie. «Servono altri 6,5 milioni di euro (5 per la parte architettonica e 1,5 per interventi strutturali e idraulici) - ha precisato il governatore della Lombardia - e garantisco che li troveremo e li inseriremo nella prossima e imminente variazione di bilancio». L’opera, alla fine del suo travagliato iter, avrà ottenuto finanziamenti regionali in misura del 90%. «Siamo inoltre pronti ad aiutare il Comune di Como anche in fase progettuale - spiega sempre Roberto Maroni - Disposti a offrire la nostra consulenza». Il presidente della Regione Lombardia si è detto molto soddisfatto anche per la riapertura provvisoria del lungolago che avverrà - ha confermato il sindaco di Como - «al massimo entro i primi giorni di luglio».
«Allora, subito dopo, organizzeremo una seduta della giunta regionale in riva al lago per vedere questa novità e fare il punto della situazione sui passaggi futuri», ha detto Maroni. Presenti in sala molti politici, compresi i consiglieri regionali di Como. Tra i relatori della serata anche l’assessore regionale al Territorio, Viviana Beccalossi. «È un’opera molto attesa dai cittadini. Lo comprendo. Anche io sono una donna di lago, quello di Desenzano, e capisco l’importanza per una città del suo specchio d’acqua. Il presidente Maroni è riuscito a risolvere il problema - ha detto Viviana Beccalossi - Rispetto al progetto originario si è conservato molto. Soprattutto, siamo andati oltre le vecchie logiche superando l’epoca in cui le amministrazioni di colore diverso non si aiutavano. Abbiamo trovato i soldi e tutto quello che è già stato realizzato non verrà buttato. Resta la quota di difesa così come la presenza di vasche di raccolta delle acque. Garantiamo anche la totale assenza di barriere fisse».
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Editoriale

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