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Forze dell’Ordine ieri e oggi

Lodi, 28 maggio 2018 - L’esposizione di veicoli e di divise delle Forze dell’ordine, allestita nella splendida cornice di Piazza della Vittoria in Lodi, si caratterizza per la sua unicità nel panorama nazionale delle manifestazioni destinate a dare evidenza e risalto all’azione, di ieri e di oggi, meritoriamente svolta dai tutori dell’ordine

 

 

L’importante evento è stato organizzato, con straordinario impegno ed encomiabile entusiasmo, dal Comune di Lodi e dall’IPA - International Police Association - Delegazione Lombardia (in persona del presidente Domenico Faretra) e Comitato locale di Crema (in persona del presidente Vincenzo Perotti), che si sono avvalsi della fattiva preziosa collaborazione della Polizia locale di Lodi e di numerosi qualificati “volontari”, nell’occasione appositamente mobilitati per garantire la incolumità e la sicurezza pubblica.

Alla base del complesso ecosistema delle relazioni umane sono da sempre posti i segni, quali segnali distintivi - a cominciare dalla parola - idonei a simboleggiare l’identità e l’appartenenza degli individui alle diverse aggregazioni e formazioni sociali.

La divisa è perciò in tutte le civiltà rappresentativa dell’esigenza di rendere visibili le molteplici funzioni sociali, già attraverso l’abito (uniformi militari, toga dei giudici, paramenti sacri, camice bianco sanitario, maglia nei vari sport…).

Se è vero che “l’abito non fa il monaco”, è altrettanto vero che il bisogno di distinguersi dal gregge è ancora più impellente nella nostra era digitale; ciò perché l’omologazione imposta dalla comunicazione globale e dal potere pervasivo degli algoritmi (algocrazia) appare ormai la cifra che caratterizza la società dell’apparire nella disaggregata solitudine di massa.

La divisa concorre certamente, ancora oggi, a dare visibilità, affidabilità e prestigio al servizio reso alla collettività, e serve altresì a ricordare a chi la indossa la necessità di spersonalizzare la

funzione per adempierla con imparzialità e “con disciplina e onore” (art.54 Cost.).

In tale contesto vanno inquadrate anche le nobili e particolarmente significative funzioni dell’odierna manifestazione, che consistono in particolare:

- nell’offrire al più vasto pubblico l’opportunità, unica nel suo genere, di poter abbracciare in una visione d’insieme le peculiarità proprie e di apprezzare la evoluzione nel tempo delle mode relative al vestiario e alle dotazioni motorizzate, distintivi delle diverse Forze dell’ordine attive sul territorio.

Si tratta di simboli di per sé in grado di custodire e di raccontare storie infinite di grande impegno collaborativo fornito da uomini e da donne al servizio della comunità. Ciò sia nelle emergenze sia nell’intensa difficile quotidianità della funzione volta a contrastare il crimine e a garantire la tranquillità sociale;

- nel rappresentare e trasmettere, soprattutto alle nuove generazioni, il valore fondamentale e coesivo della cultura dell’unità nella diversità.

Infatti, attraverso i suddetti valori, si rende possibile diffondere la consapevolezza responsabile che, sull’esempio fornito proprio dagli appartenenti alle Forze dell’ordine, si può e si deve costruire l’etica in ogni singola professione nel più vasto interesse di tutti.

Appunto per questo, anche recentemente, don Luigi Ciotti ha avuto modo di indicare tale percorso “per fare della legalità una parola di vita e non una semplice bandiera, sventolata anche da chi la calpesta”.

Benito Melchionna

Procuratore emerito della Repubblica

 

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