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Lodi, 5mila nuove piante al Belgiardino

Scatta il conto alla rovescia per la rinascita dei boschi del Belgiardino fra Lodi e Montanaso. Entro pochi giorni, tempo permettendo, partirà il progetto del Parco Adda Sud e finanziato dalla Regione Lombardia, per la messa a dimora di cinquemila fra piante e arbusti tipici dell’area fluviale per sostituire 140 conifere ed eradicare 4 ettari di indaco bastardo, una specie altamente infestante che rischia di soffocare i tradizionali salici dell’Adda.

La prima fase che si aprirà in questi giorni prevede: la preparazione del terreno, l’abbattimento delle piante estranee all’area fluviale e la posa delle 5 mila essenze autoctone (olmi, ontani, pioppi e salici), alcuni sotto forma di arbusti altri come piante alte fra i 150 e i 250 centimetri.

La seconda fase, che partirà nel 2013, prevede il controllo delle percentuali di attecchimento delle piante e la sostituzione di quelle che non saranno riuscite a radicarsi, oltre all’irrigazione Infine per i prossimi 4 anni ci saranno controlli periodici sullo stato del bosco rinnovato e rinforzato con le specie dell’Adda sud.

Le varietà estranee al sistema fluviale presenti al Belgiardino, oltre alle conifere messe a dimora dall’uomo, sono principalmente l’indaco bastardo e il negundo, la cui origine è da pianta ornamentale. Mentre fra le piante autoctone si trovano: biancospino, frangola, olmo nano, ontano nero, pallon di maggio, pioppio bianco, rosa selvatica, prugnolo, salice bianco, salice grigio, sambuco nero e sanguinello.

“Vogliamo restituire al bacino dell’Adda e specialmente al Belgiardino, una parte importante dei suoi boschi autoctoni in una delle aree di maggior pregio e anche di maggior fruizione da parte della gente – spiega Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud – l’intervento punta a ricreare la situazione di quelle zone prima che l’azione dell’uomo e la diffusione di specie infestanti straniere, come l’indaco, rompessero l’equilibrio della flora autoctona. Il nostro maggior impegno è volto a riportare le sponde dell’Adda fra Montanaso e Lodi alla loro bellezza originale”.

 

    fonte: il cittadino/lodi
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