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Dal rapporto sull’urbanistica all’esperienza di Melegnano

Giampiero Spinelli, architetto milanese, lancia la sua proposta per realizzare per realizzare nelle aree verdi, spesso sottoutilizzate, dei quartieri di Lodi dei «giardini tascabili».

Giampiero Spinelli, architetto milanese, lancia la sua proposta per realizzare per realizzare nelle aree verdi, spesso sottoutilizzate, dei quartieri di Lodi dei «giardini tascabili». Esperienze simili ne ha già realizzate anche a Melegnano. Spinelli è professore incaricato del corso di Progettazione del verde pubblico alla Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano. La sua “filosofia” sulle potenzialità del verde pubblico la espone nel libro “Il verde pubblico come spazio urbano”. Nel testo, racconta come in generale la legislazione urbanistica con le aree “standard”, quelle cedute dai costruttori ai Comuni, abbia consentito la salvaguardia di spazi verdi, inedificati, all’interno delle città. Ma Spinelli spiega anche che le aree verdi, tuttavia, costituiscono spesso «la testimonianza più eloquente dello scarso interesse culturale, della totale mancanza di ricerca progettuale e dell’analfabetismo spaziale» con i quali la progettazione del verde pubblico è stata affrontata negli anni. Ma l’architetto è convinto che i processi di trasformazione oggi in atto siano «un’occasione importante per valorizzare queste risorse e sperimentare, nel verde pubblico, la possibilità di costruire nuovi luoghi urbani, all’interno di un tessuto edilizio generalmente privo di identità: sia quello delle espansioni compatte degli anni ‘50 e ‘60 o quello dei successivi modelli di tipo suburbano». A Lodi Spinelli è stato incaricato del Rapporto sul verde, elaborato tra il 2004 e il 2005 per la redazione del Piano dei Servizi, parte integrante del Piano di Governo del Territorio, il nuovo piano urbanistico.


LA PROPOSTA di Spinelli sui Pocket Park, i giardini tascabili, affonda le sue radici nell’esperienza di diverse città estere. Verso la fine degli anni ’90, a Lione, nel quadro delle trasformazioni urbane già avviate, fu proposto un piano per la realizzazione di venticinque «jardin de poche» all’interno dei differenti quartieri della città. Si tratta della ripresa di un’idea nata a New York alla metà degli anni ’60. Uno strumento di intervento sullo spazio urbano duttile che, nell’ultimo decennio, ha cominciato a diffondersi in alcune città europee. I primi tre “giardini tascabili” furono realizzati ad Harlem nel 1965. Questi tre piccoli parchi, che potevano essere “infilati” in un lotto urbano chiuso su tre lati, occupavano una superficie modestissima: 6 metri affacciati sul marciapiede, per 30 metri di profondità. Non erano previsti, “pianificati”, in un preventivo disegno urbano, ma erano realizzati dopo, sulla base dell’iniziativa di cittadini e attivisti, che intendevano così contrastare il degrado sociale. Lo “sbarco in Europa” è del 1997. Il programma lanciato in quell’anno da Lione per la realizzazione di 25 jardin de poche reinterpretava in modo originale l’esperienza Usa. La realizzazione di pocket park sta poi per diventare uno dei “biglietti da visita” di Copenhagen in vista della manifestazione “Copenhagen 2015 – Eco-metropole”.Per saperne di più si può cercare anche su Internet, digitando Spinelli and Harlem su Google. Il primo collegamento è proprio sui giardini tascabili.

 

http://ilgiorno.ilsole24ore.com/lodi/cronaca/locale/2010/02/14/292619-rapporto_sull_urbanistica_esperienza_melegnano.shtml

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Editoriale

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