Presentato a Roma il libro di Beatriz Pellizzetti Lolla “L’ideologia e la creatività dell’immigrazione europea in Brasile”
E’ stato presentato nella Sala Zanardelli del Complesso del Vittoriano a Roma il libro “L’ideologia e la creatività dell’immigrazione europea in Brasile” di Beatriz Pellizzetti Lolla, traduzione edita da Primalpe di un volume che, ricostruendo l’esperienza personale del padre dell’autrice, ripercorre l’epopea dell’emigrazione italiana nel Paese sudamericano.
Un prezioso tassello per comprendere ciò che è stata la colonizzazione delle terre brasiliane dello Stato di Santa Catarina da parte degli emigrati italiani – in particolare trentini, ma anche veneti e lombardi - che vi si sono insediati a partire dalla fine del 1800 in poi, integrandosi con le colonie pre-esistenti di tedeschi e austriaci.
Alla presentazione, promossa dal Museo dell’Emigrazione Italiana e dal Centro AltreItalie in collaborazione con il Consolato generale d’Italia a Curitiba e l’Ambasciata brasiliana a Roma, sono intervenuti oltre all’autrice, docente di storia del Brasile all’Università Federale del Paranà, il console generale d’Italia a Curitiba, Salvatore Di Venezia, Angelo Trento, docente all’Università di Napoli l’Orientale e studioso di emigrazione italiana e il traduttore Claudio Mondino. Ha seguito l’incontro e rivolto un saluto ai presenti anche Fabio Porta, deputato eletto per il Pd nella ripartizione America meridionale, residente in Brasile.
Maddalena Tirabassi, direttore del Centro AltreItalie di Torino, centro studi erede della Fondazione Agnelli, ha segnalato il contributo di quest’ultima all’approfondimento delle vicende migratorie italiane in Sud America, attraverso la pubblicazione di ricerche, a partire dagli anni ’80, che restano una fonte preziosa di documenti e informazioni sul fenomeno. “Questi accurati lavori di ricostruzione del nostro passato migratorio sono stati utilizzati per allestire la sezione dedicata all’emigrazione italiana all’interno della mostra Fare gli italiani, ospitata a Torino per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia – ha affermato Maddalena Tirabassi, evidenziando come il testo di Beatriz Pellizzetti Lolla sia a sua volta ricco di suggestioni e documenti di prima mano che contribuiscono ad accrescere la conoscenza di un pezzo di storia italiana poco noto. “Ciò che ho trovato più affascinante – ha aggiunto il direttore del Centro AltreItalie - è il fatto che questo libro ci dà la possibilità di leggere attraverso fonti private la storia più generale dell’emigrazione, in un intreccio con la storia con la S maiuscola, comprendente la storia del Brasile ma anche le principali vicende mondiali che hanno caratterizzato la fine dell’800 e tutta la prima metà del 1900”.
Il console italiano Salvatore Di Venezia ha segnalato il suo impegno per la promozione del libro in Brasile, “un volume che raccoglie elementi interessanti e molti dei quali inediti – ha detto, sottolineando il suo “valore simbolico per il riconoscimento della storia dell’emigrazione nell’ambito della storia d’Italia, che quest’anno celebra i 150 anni di unità, e alla vigilia del Momento Italia- Brasile, serie di iniziative dedicate in Brasile al nostro Paese e promosse dall’Ambasciata italiana”.
Angelo Trento ha rimarcato, tra gli aspetti fondamentali messi in luce dal testo, il tema pionieristico: Ermembergo Pellizzetti fu uno tra i protagonisti dell’insediamento dei primi emigrati italiani a Santa Catarina. “Convinto sostenitore del progresso tecnico, Pellizzetti divenne un leader riconosciuto all’interno della collettività, una sorta di nume tutelare che si spese per il miglioramento delle condizioni di vita, per lo sviluppo di infrastrutture indispensabili, per l’educazione – afferma Trento, ricordando le numerose scuole da lui fondate. “Un impegno per tutelare e mantenere l’italianità degli emigrati – prosegue, - un sentimento che Pellizzetti aveva assorbito in famiglia, attraverso l’esperienza di uno zio che partecipò alla spedizione dei Mille con Garibaldi”. “Altrettanto profondo fu il legame che stabilì con il Brasile, la sua seconda patria – egli prosegue, - tanto che, dopo aver contribuito alla fondazione della città di Rio do Sul, fu per due volte eletto deputato al Parlamento di Santa Catarina e dimostrò con il suo impegno che la partecipazione alla vita politica locale non costituiva un tradimento nei confronti delle sue origini, bensì un modo per proseguire più efficacemente la difesa della collettività, cercando di dare una risposta concreta alle sue reali esigenze”. Trento si sofferma infine sulla complessità dei numerosi aspetti inclusi nel libro: l’insediamento e lo sviluppo pacifico della collettività italiana in loco, la cui ascesa sociale non generò pericolose sperequazioni sociali, il rapporto con la religione, le relazioni non sempre facili con gli indios e questa “doppia identità” di Ermembergo Pellizzetti, che consente al lettore di tracciare un quadro delle principali vicende politiche brasiliane connesse con la colonizzazione e anche, di riflesso, di ciò che succedeva in Italia, con lo scoppio della prima guerra mondiale e l’ascesa del fascismo.
Claudio Mondino ha sottolineato come la storia di Pellizzetti costituisca una vicenda straordinaria, pur intrecciandosi con il destino comune di migliaia di emigrati italiani all’estero. “Pellizzetti è un uomo simbolo di quei tantissimi italiani che, senza fare clamore, riescono nell’intento di dare un contributo effettivo ed importante alla cultura, all’economia e allo sviluppo del loro tempo. Un uomo che si sentiva – sottolinea Mondino, citando parole dello stesso Pellizzetti, - il meno pioniere di tutti e che sentiva il dovere, con le sue annotazioni, di non lasciare cadere nell’oblio l’esperienza che aveva vissuto insieme ai sacrifici e la sofferenza condivisi con i connazionali emigrati per cercare fortuna”. A raccogliere il testimone della memoria di Pellizzetti, la figlia, autrice del testo, che ha ricordato come veramente il periodo storico vissuto dal padre sia stato “un momento molto importante, per la storia del Brasile e non solo”. “Un periodo caratterizzato anche dalle grandi ideologie politiche e dall’utopia che una trasformazione radicale della realtà fosse possibile, possibilità ulteriormente dilatata nelle terre di colonizzazione – afferma Beatriz Pellizzetti Lolla, – dove l’esercizio della libertà era coltivato con passione”.
Fabio Porta ha espresso grande apprezzamento per il lavoro dell’autrice e per la traduzione in italiano del testo, “indispensabile per colmare il deficit di informazione sul tema e – ha aggiunto - in vista della necessità di raccontare queste storie alle giovani generazioni, così che possano comprendere i valori che hanno animato la storia dell’emigrazione italiana in Brasile, ma anche cogliere le opportunità del presente”. Il parlamentare ha voluto sottolineare come la storia di Pellizzetti sia parte integrante di un’emigrazione più vasta: “vi furono persone che lasciarono l’Italia non solo perché spinti dalla necessità, ma anche per motivi politici, professionisti o intellettuali che finirono per essere il fermento di un fenomeno più grande. Si tratta di esperienze e profili qualitativamente importanti che meritano approfondimento”. “Riflettendo su queste storie e sul nostro passato, l’auspicio è di recuperare una maggior attenzione nei confronti delle collettività residenti all’estero – ha concluso Porta – e questo mio invito è riferito in particolare all’attuale governo in carica”.
Nel corso della presentazione il sindaco di Magnacavallo, Arnaldo Marchetti, ha donato all’autrice del materiale sull’emigrazione lombarda in Brasile, ricordando come la festa dell’emigrazione sia tra gli appuntamenti di maggior rilievo del comune lombardo. Tra gli emigrati illustri, proprio Ermembergo Pellizzetti, nato a Revere, comune poco distante dal piccolo centro lombardo
Fonte:
INFORM - N. 175 - 22 settembre 2011














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